lunedì 5 gennaio 2026

TROVO RIPUGNANTE

Trovo RIPUGNANTE che gli Stati Uniti si autoproclamino giustizieri del mondo, si facciano beffe dell’ONU, costruiscano processi farsa contro chi vogliono, sparacchino bombe e missili contro paesi sovrani, rapiscano i leader di altri Paesi e li detengano nelle prigioni americane, rivendichino il possesso della Groenlandia, pensando essenzialmente ai loro affari.

Trovo RIPUGNANTE che gli USA applichino, senza alcun rispetto del diritto, la legge del più forte, contribuendo in tal modo ad imbarbarire le relazioni internazionali e il loro stesso Paese ed agendo in perfetta sintonia coi russi.

Trovo SGRADEVOLE, ma non INASPETTATO, che tutti i vassalli stati europei non rispondano in maniera dignitosa e civile ai degradanti atteggiamenti americani e dimostrino quindi che l’Europa è poco più di una componente dell’impero americano, il quale non lascia ai suoi "alleati" veri margini di libertà (né sul piano politico, né su quello economico).

Trovo SGRADEVOLE, ma non INASPETTATO, che neppure i socialisti europei indichino ai loro sostenitori una strada per uscire dalla sudditanza verso gli Stati Uniti, confermando lo stato COMATOSO in cui sono sprofondati da alcuni decenni.

Trovo SPIACEVOLE, ma PREVEDIBILISSIMO, che il governo italiano, guidato dal partito più NAZIONALISTA che, almeno a parole, abbia mai calcato il palcoscenico politico italiano, baci il fondo schiena del presidente americano in maniera tanto ambigua quanto plateale.

Trovo RISIBILE, ma SCONTATO, che i leader dell’opposizione italiana blaterino a vuoto contro il suprematismo americano, ma non trovino il coraggio di indicare una soluzione a questa situazione, che non può che essere l'uscita dell’Italia (e dell’Europa) dalla NATO e la scelta del NEUTRALISMO.

Trovo CINICO, ma COMPRENSIBILE che chiunque in Italia faccia affari con gli USA (parlo di esportatori di pasta, formaggi, vini, moda, farmaci, armi, ecc.) abbia una paura matta delle ritorsioni e dei dazi Usa, che se ne freghi perciò del diritto internazionale e che prema su governo e opposizioni perché abbassino la testa dal fondo schiena di Trump giù giù fino a leccare perfino il terreno che il presidente Usa calpesta.

Trovo VERGOGNOSO, ma ISTRUTTIVO che Trump, come un biondo Marchese del Grillo, ci tratti spudoratamente come sudditi che non contano un c…. 

E' una grande lezione storica quella che Trump ci impartisce. Una lezione che ci umilia e ci fa male. Anche moralmente. 

Una lezione che forse ci meritiamo.

domenica 4 gennaio 2026

LE CULTURE EUROPEE E LA GUERRA

Le famiglie culturali europee più diffuse sono quella Cristiana (cattolica, protestante e ortodossa), quella Liberale, la Socialista e la Nazionalista.

È la miscela di queste famiglie culturali a definire le singole posture etiche e politiche nazionali e quella delle istituzioni europee.

In sostanza è da cosa pensano queste culture a proposito di RIARMO, imperialismo russo ed espansione a Est dell'UE (e della NATO) che dipendono le decisioni finali assunte sia dai singoli Stati che dalle istituzioni europee.

In particolare è proprio il processo di “allargamento” dell'UE (e della NATO) verso Est (che l’Europa presenta come un processo di democratizzazione e di liberazione dei popoli dell’Est dal dominio russo) che ha prodotto prima un forte attrito e da 4 anni un vero conflitto armato con la Russia: un conflitto combattuto dagli Ucraini ma col sostegno diretto di UE e USA.

La Russia infatti non può che vivere l’allargamento a Est dell’UE (e della NATO) come un’ingerenza rispetto alle proprie dinamiche interne e alle strategie esterne.

E la cosa più buffa è che gli Europei (e fino a ieri anche gli Usa), che vogliono esportare la loro DEMOCRAZIA (e i loro MERCATI) oltre le Vistola, fingono di non capire perché i russi non aprano loro amichevolmente le porte.

Il risultato di tale “incomprensione” è che, dopo 80 anni di pace, gli europei si sono impantanati in una costosa guerra di logoramento, che finirà per ravvivare anche molte antipatie dentro la stessa UE, oltre a creare una frattura con gli Usa, fino a oggi protettori militari e garanti della sicurezza europea.

Nel frattempo la gioventù europea è cresciuta nella bambagia; ripudiando la guerra di conquista e i falsi miti coloniali, razziali e imperialistici; tenendo a bada il machismo, disconoscendo le virtù guerresche e militari e mitigando gli istinti predatori dei loro bisnonni e i nonni nel primo ‘900.

In questo le principali correnti culturali e politiche europee, a trazione borghese, hanno lavorato bene sulle giovani generazioni. Le hanno disarmate culturalmente e psicologicamente. Le hanno liberate dalla leva militare. Hanno creato il mito europeo, certo basato sui valori del mercato (nessuno è perfetto!) ma anche sull’idea di una fratellanza culturale erasmiana e soprattutto su una totale libertà di circolazione delle persone.

La guerra in Ucraina ha però rialzato il vento del RIARMISMO e giustificato l’esportazione della democrazia (verso Est), dimenticando i disastri compiuti dall’esportazione della democrazia in Medio Oriente (a cui per altro l’Europa fu contraria). Nel frattempo è cresciuto il sovranismo nazionalista e in alcuni paesi (vedi l’Italia) è perfino andato al governo dello stato.

Il tutto in un continente sempre più anziano, con pochissimi giovani, secolarizzati, poco bellicosi e soprattutto poco inclini ai sacrifici collettivi.

Per questo far credere ai giovani di poter piantare la bandiera europea sul Cremlino è pura follia, anche se giustificata dalle migliori intenzioni.

Del resto non sono spesso le migliori intenzioni a lastricare la via dell’inferno?

E l’esito delle guerre per democratizzare il Medio Oriente non sta lì a ricordarcelo?