lunedì 6 aprile 2026

LA CRISI DELLA PARTECIPAZIONE E LE CONSULTE DI QUARTIERE

Diversi studi e diverse osservazioni empiriche ci suggeriscono che anche nelle democrazie imperfette la politica e i suoi partiti stanno subendo da una trentina di anni e passa un processo di secolarizzazione e di disaffezione.

Che vuol dire?

Che gli uomini e le donne credono sempre meno che la politica possa risolvere i loro principali problemi quotidiani. E quindi si iscrivono meno ai partiti e partecipano meno alla vita pubblica attiva e vanno in numero sempre minore a votare per elezioni e referendum.

Soprattutto i partiti attraggono sempre meno giovani che sono i più critici rispetto alle “credenze antiche” e alla democrazia, che assomiglia un po' ad una religione e come le religioni subisce gli oltraggi del passare del tempo e dei testimoni.

Ovviamente molti pensatori sostengono che il processo di secolarizzazione sia un guaio serio e sia il frutto di “poteri forti” che hanno interesse a favorire questa “deriva” che facilita il rapporto di sudditanza tra governati e governanti, alimenta il “populismo” e per i neomarxisti sottomette sempre di più gli uomini al capitale.

Da me interpellata, l’intelligenza artificiale, che dovrebbe aver letto sull’argomento più libri di me e della maggior parte dei buoni lettori che mi leggono, sostiene che le cause del distacco di una parte rilevante di cittadini dalla politica sono (cito):

“Sfiducia nelle istituzioni: La percezione che la politica non sia più in grado di risolvere i problemi concreti (come l'inflazione o il cambiamento climatico) a causa della pressione dei mercati globali.

Individualismo: Il passaggio da una società collettivista a una più centrata sull'individuo ha indebolito il senso di appartenenza a grandi blocchi ideologici.

Complessità decisionale: Molte decisioni importanti sono prese da organismi sovranazionali (UE, banche centrali, multinazionali) che i cittadini percepiscono come distanti e non influenzabili dal voto”.

Pur non conoscendo di persona questa Intelligenza Artificiale e non avendo il tempo di leggere e verificare tutti i libri che mi ha suggerito di leggere sull’argomento, le sue risposte mi sono sembrate ragionevoli. Preso dall'entusiasmo, ho chiesto all’IA se c'erano dei rimedi contro questo processo di disaffezione alla politica.

Mi ha dato una lunga articolata risposta, che conteneva diverse medicine. Tutte utili, probabilmente. Tra i diversi rimedi sottolineo questo (cito): “La "Città dei 15 minuti" e il Politico di Prossimità. Molti sostengono che la partecipazione rinasca dal territorio. Se un cittadino vede che il suo impegno migliora il parco sotto casa o la pista ciclabile, sarà più propenso a credere nella politica nazionale. ​Il paradosso: Per "salvare" la democrazia nazionale, molti esperti suggeriscono di partire dalla democrazia locale, dove l'impatto dell'azione del singolo è visibile e tangibile”.

E allora, visto che siamo a Pasquetta e la speranza deve essere l’ultima a morire, spero anch'io, confortato dall'analisi dell’IA, che il riavvio delle consulte di quartiere annunciato anche a Pontedera in questi giorni ci aiuti a rafforzare la partecipazione politica e ad accelerare la risoluzione di alcuni problemi locali, se non in 15 minuti, comunque in un tempo ragionevole.

Si riparte dal basso, insomma. E incrociamo ragionevolmente le dita. Che l’Intelligenza Artificiale ci aiuti.

Buona Pasquetta a tutti.

sabato 4 aprile 2026

UNA NUOVA MOSTRA AL PALP

A fine marzo al PALP di Pontedera è stata inaugurata l’ennesima mostra senza eco. 

Un centinaio di opere monotematiche e 80 artisti (pittori, scultori e fotografi) coinvolti. Per lo più sconosciuti al di là degli addetti ai lavori, dei critici d’arte e degli amici.

Per non smentirsi, NIENTE catalogo della mostra.

E NIENTE brochure.

NIENTE pubblicità sulle riviste d'arte o su altre riviste specifiche per il target dei visitatori potenzialmente interessati all’evento.

NIENTE ufficio stampa specializzato per pompare l’evento e renderlo attrattivo per un pubblico numeroso.

NESSUN personaggio di richiamo alla inaugurazione. Ci mancherebbe.

Un po' di comunicazione social. In minimo sindacale.

Qualche articolino sulla stampa locale. Qualche servizio di TV locali.

Solo un po' di chiacchiere retoriche, sempre le solite, da parte dei soliti noti.

Obiettivo della mostra? Promuovere la nostalgia, il culto e il mito di una cosa che a Pontedera è molto nota e che è nota anche in molti altri paesi del mondo. E che festeggia un compleanno ottuagenario senza che nessuno però abbia il coraggio di chiederle come si sente. 

Già, come sta? NESSUNA risposta.

Va precisato che nostalgia, culto e mito non sono di per sé una miscela attrattiva. Sono sostanze che bisogna saper shakerare per ottenere un risultato efficace. Per questo servirebbero dei bravi shakeratori. Ma al PALP si lavora alla buona. Con quello che passa il convento.

Naturalmente NIENTE biglietto di ingresso alla mostra, così il dispettoso vecchietto da tastiera non potrà pungolare l’amministratore comunale a certificare l’ennesimo prevedibile e inevitabile flop di presenze.

Quando ho visitato la mostra, passandoci un’oretta, domenica, ho incrociato si e no un’altra decina di persone.

Ipotizzo perciò che in tutto il giorno, di domenica, ci saranno transitate trenta o al massimo, ad essere proprio ottimisti, trentacinque persone.

Come partenza, non proprio un’attrazione fatale.

Va be', dai. Le presenze si gonfieranno pian piano col passa-parola che di solito, nel caso le opere piacciano, farà crescere i visitatori.

Poi mobiliteranno gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori. Non gli parrà vero ai ragazzi di uscire dalle noiose aule scolastiche e tuffarsi nel mito.

Un po' di ottimismo, che diamine, siamo a Pasqua.

Già. Buona Pasqua a tutti. Soprattutto ai lavoratori e alle lavoratrici pontederesi che si sentono instabili nella pancia del grande mito.