sabato 4 aprile 2026

UNA NUOVA MOSTRA AL PALP

A fine marzo al PALP di Pontedera è stata inaugurata l’ennesima mostra senza eco. 

Un centinaio di opere monotematiche e 80 artisti (pittori, scultori e fotografi) coinvolti. Per lo più sconosciuti al di là degli addetti ai lavori, dei critici d’arte e degli amici.

Per non smentirsi, NIENTE catalogo della mostra.

E NIENTE brochure.

NIENTE pubblicità sulle riviste d'arte o su altre riviste specifiche per il target dei visitatori potenzialmente interessati all’evento.

NIENTE ufficio stampa specializzato per pompare l’evento e renderlo attrattivo per un pubblico numeroso.

NESSUN personaggio di richiamo alla inaugurazione. Ci mancherebbe.

Un po' di comunicazione social. In minimo sindacale.

Qualche articolino sulla stampa locale. Qualche servizio di TV locali.

Solo un po' di chiacchiere retoriche, sempre le solite, da parte dei soliti noti.

Obiettivo della mostra? Promuovere la nostalgia, il culto e il mito di una cosa che a Pontedera è molto nota e che è nota anche in molti altri paesi del mondo. E che festeggia un compleanno ottuagenario senza che nessuno però abbia il coraggio di chiederle come si sente. 

Già, come sta? NESSUNA risposta.

Va precisato che nostalgia, culto e mito non sono di per sé una miscela attrattiva. Sono sostanze che bisogna saper shakerare per ottenere un risultato efficace. Per questo servirebbero dei bravi shakeratori. Ma al PALP si lavora alla buona. Con quello che passa il convento.

Naturalmente NIENTE biglietto di ingresso alla mostra, così il dispettoso vecchietto da tastiera non potrà pungolare l’amministratore comunale a certificare l’ennesimo prevedibile e inevitabile flop di presenze.

Quando ho visitato la mostra, passandoci un’oretta, domenica, ho incrociato si e no un’altra decina di persone.

Ipotizzo perciò che in tutto il giorno, di domenica, ci saranno transitate trenta o al massimo, ad essere proprio ottimisti, trentacinque persone.

Come partenza, non proprio un’attrazione fatale.

Va be', dai. Le presenze si gonfieranno pian piano col passa-parola che di solito, nel caso le opere piacciano, farà crescere i visitatori.

Poi mobiliteranno gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori. Non gli parrà vero ai ragazzi di uscire dalle noiose aule scolastiche e tuffarsi nel mito.

Un po' di ottimismo, che diamine, siamo a Pasqua.

Già. Buona Pasqua a tutti. Soprattutto ai lavoratori e alle lavoratrici pontederesi che si sentono instabili nella pancia del grande mito.

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