Problema: in una biblioteca comunale di cui non faccio il nome, gestita da una quindicina di addetti, bastanti per garantire un orario di apertura settimanale di una cinquantina di ore, vanno in pensione 6 addetti. Un altro addetto lo toglie l'amministrazione per metterlo in un altro ufficio. Capita. Si raccolgono firme contro la paventata riduzione delle aperture della biblioteca. L'opposizione sbraita contro la maggioranza. La maggioranza rassicura l'opinione pubblica.
Si chiede di sapere: è possibile con i pensionamenti e i trasferimenti indicati sopra mantenere l'orario di apertura settimanale di circa 50 ore?
Risposta: SI.
Soluzione n. 1: Il pensionamento di 6 addetti libera sul bilancio comunale oltre 120.000 €. Trasferendo questa somma alla Rete Bibliolandia, quest'ultima, che ha aperto un appalto con un consorzio di cooperative e può spendere la risorsa assegnata, può far fronte alle necessità di personale e consentire le coperture orarie per 50 ore settimanali richieste dal servizio.
Ma... c'è un ma. L'Amministrazione, i sindacati e gran parte dei consiglieri di opposizione a cui appartiene la biblioteca oggetto di questo problema di matematica bibliotecaria non vogliono ricorrere all'esternalizzazione del servizio. E' una posizione legittima. Questo complica il problema?
NO.
C'è una soluzione n.2: basta procedere subito a 6 nuovi concorsi per bibliotecario e solo nel periodo di espletamento dei concorsi (6 mesi? un anno? due anni?) ricorrere alla soluzione n. 1 ovvero all'appalto che sarà interrotto quando entreranno in servizio i vincitori del concorso che verrà bandito. Tutti contenti.
Come finira?
Metta un "mi piace" chi non crede che l'amministrazione titolare della biblioteca del problema adotterà una delle due soluzioni razionali suggerite.
venerdì 17 gennaio 2020
domenica 12 gennaio 2020
Granchi, Il tempo del silenzio
Presentazione alla BiblioCoop di Pontedera dell'ultimo libro di Silvano Granchi, Il tempo del silenzio.
Romanzo di indagine sulla scomparsa, avvenuta nel 1987, del noto economista e docente universitario, Federico Caffè, che per diversi mesi tenne col fiato sospeso non solo gli amici e i collaboratori del professore ma l'intero Paese. Utilizzando la sua curiosità, gli articoli di cronaca e la voglia di riflettere sull'Italia del dopoguerra, Silvano Granchi illumina e ricostruisce la figura umana dell'economista scomparso e le ragioni che, secondo l'A., stanno dietro all'evento misterioso. Per catturare il lettore Granchi fa indagare sulla vicenda un carabiniere (Vespucci) e un poliziotto (Perini) e li fa incontrare con testimoni, parenti e protagonisti. Alcuni dei quali sono inventati di sana pianta, come il netturbino Paolo Marconcini. Altri invece richiamano altre storie (e altri libri) di Granchi come quello dedicato al partigiano ponsacchino Vittorio Venagli. E mentre pagina dopo pagina l'indagine si dipana, non mancano riferimenti alla cucina (una delle passioni dell'autore), all'arte, ai problemi della politica contemporanea, al mondo dei giovani, con brevi flash che richiamano la città di Livorno, ecc. ecc. Tutto scritto con leggerezza e con la capacità di prendere per mano il lettore, incuriosirlo, informarlo e portarlo verso l'approdo finale. Verso quella "sola verità" di cui dice il sottotitolo che ovviamente non troverete in questa breve nota. Il libro di Granchi è disponibile anche in prestito presso le biblioteche di Bibliolandia. Il libro è stampato dalla casa editrice "La conchiglia di Santiago" e si può trovare o ordinare in tutte le librerie d'Italia.
Romanzo di indagine sulla scomparsa, avvenuta nel 1987, del noto economista e docente universitario, Federico Caffè, che per diversi mesi tenne col fiato sospeso non solo gli amici e i collaboratori del professore ma l'intero Paese. Utilizzando la sua curiosità, gli articoli di cronaca e la voglia di riflettere sull'Italia del dopoguerra, Silvano Granchi illumina e ricostruisce la figura umana dell'economista scomparso e le ragioni che, secondo l'A., stanno dietro all'evento misterioso. Per catturare il lettore Granchi fa indagare sulla vicenda un carabiniere (Vespucci) e un poliziotto (Perini) e li fa incontrare con testimoni, parenti e protagonisti. Alcuni dei quali sono inventati di sana pianta, come il netturbino Paolo Marconcini. Altri invece richiamano altre storie (e altri libri) di Granchi come quello dedicato al partigiano ponsacchino Vittorio Venagli. E mentre pagina dopo pagina l'indagine si dipana, non mancano riferimenti alla cucina (una delle passioni dell'autore), all'arte, ai problemi della politica contemporanea, al mondo dei giovani, con brevi flash che richiamano la città di Livorno, ecc. ecc. Tutto scritto con leggerezza e con la capacità di prendere per mano il lettore, incuriosirlo, informarlo e portarlo verso l'approdo finale. Verso quella "sola verità" di cui dice il sottotitolo che ovviamente non troverete in questa breve nota. Il libro di Granchi è disponibile anche in prestito presso le biblioteche di Bibliolandia. Il libro è stampato dalla casa editrice "La conchiglia di Santiago" e si può trovare o ordinare in tutte le librerie d'Italia.
Il cervello del pollo / Sergio Matteoli,
Il cervello del pollo / Sergio Matteoli, Cavinato Editore International, 2019, 20€
E' uscito nel 2019 il primo romanzo di Sergio Matteoli, un amico d'infanzia e della prima giovinezza. Ho letto il libro in tre o quattro volte, soprattutto di sera. Ed è stata una lettura particolare. Per conoscenza e per sedimentato personale. Difficile infatti leggere il testo di un amico separando la lettura dal giudizio che ci si è costruiti della persona nel corso degli anni. Troppi echi si rincorrono nella memoria.
La storia che ha messo in piedi il Matteoli è quella di un professore che avrebbe voluto fare un attentato ad un leader politico italiano giudicato pericolosamente antidemocratico e che invece finisce per essere vittima di un complotto ordito ai suoi danni. Il povero professore si trasforma improvvisamente in vittima, la quale però, usando il suo cervello (che evidentemente non è da pollo) e le sue amicizie (quelle più "criminali") cerca di uscire fuori dalla situazione in cui si è cacciato........... in una maniera che ovviamente non svelerò. Dentro questo percorso narrativo, a cui non manca anche una inevitabile componente romantico/sentimentale, il Matteoli snocciola la sua filosofia di vita e le sue idee morali e politiche. Il testo, arricchito da brani di canzoni soprattutto di Fabrizio De André, in particolare tratte dall'album "Storia di un impiegato", gli serve per fare sostanzialmente quello che fa con gli amici e recentemente anche su facebook: il moralista e il commentatore politico.
La storia non mi risulta che sia autobiografica, ma l'Autore ha vissuto e raccontato agli amici molte vicende avventurose che non è possibile dire se non ci siano stati episodi che possano aver se non altro ispirato un meccanismo ed un intreccio come quello congegnato nel romanzo.
Di sicuro nell'anarchico professore al centro degli eventi si riconoscono molti dei tratti del carattere, degli atteggiamenti e dell'ironia (con annessa autoironia) del toscanissimo Autore. Pietro Maltinti insomma assomiglia parecchio al suo creatore. Come è inevitabile che sia. Perchè (come dice Duccio Demetrio) la scrittura è prima di tutto una inevitabile rivelazione del proprio sè e per questo è terapeutica innanzitutto per se stessi e poi, si spera, anche per i lettori. Lettori che gli auguro di avere numerosi.
Confesso (e chiudo) che dal Matteoli giramondo (perchè per me Sergio è "il Matteoli" con tanto di articolo) mi aspettavo qualcosa di avventuroso su scala planetaria, magari legato al suo mestiere di geologo o alla sua passione per la speleologia. Ma penso che non ci sarà da aspettare molto.
Il libro si trova on line e in libreria.
mercoledì 8 gennaio 2020
Nove libri usati 'presentati alla BiblioCoop di Pontedera
Presentati 9 libri alla Bibliocoop di Pontedera.
Pensata come iniziativa befanizia, si è tenuta stasera alla Biblio Coop di via Terracini la presentazione "veloce" (forse un tantino compulsiva) di una decina di libri, sotto il titolo: "I libri hanno più vite dei gatti". I volumi suggeriti ai lettori sono tra quelli che l'Amministrazione comunale di Pontedera ha pubblicato o sostenuto o di cui ha ricevuto diverse copie in omaggio e che sono già presenti in discreto numero nelle biblioteche pubbliche. Copie in più, ma che sarebbe un peccato mandare al macero (come spesso fanno gli editori con l'invenduto). L'intento di Biblio Coop e del sottoscritto era incuriosire i lettori, fargli scoprire testi che magari aveva "perso" quando erano usciti 10 o 15 anni fa, invogliarli a prenderne una copia, a girarne le pagine e a portarsela a casa, per gustarsi il volume con calma. Perchè davvero i libri (di carta) hanno più vite dei gatti. Specialmente se sono buoni, intriganti, utili, curiosi, non invecchiano mai. Di certo sopravvivono ai loro stampatori, girano da un primo acquirente ad un secondo, poi a un terzo e così via. A volte si fermano in libreria. E li restano, per far dispetto ai librai. Altre volte si infilano nelle case e fanno compagnia a chi li ha comprati e li legge. Talora contengono note o sono arricchiti da un ex libris. Diverse copie vissute tornano sulle bancarelle e da lì si intrufolano nelle case di nuovi lettori. In un ciclo ecologico di passaggi e migrazioni potenzialmente senza fine. Perchè i libri, se vengono trattati bene, sono praticamente eterni. Indistruttibili. Non si fanno niente nemmeno se cadono per terra, almeno che non ci sia tanta acqua sul pavimento. Il libro è un oggetto perfetto. E l'Amministrazione comunale di Pontedera negli ultimi venti anni di libri ne ha davvero pubblicati o sostenuti tanti. Ed è bene che questi continuino, come le anime platoniche, a passare di persona in persona. Ad essere letti e meditati. A confortarci. A tenerci caldi come se fossero mantelli. Ma più prosaicamente il gioco organizzato stasera coi soci della Biblio Coop è stato quello di recuperare un po' di copie giacenti nei magazzini polverosi, spazzolarli, mostrarli al pubblico, raccontarli in modo da invogliare i presenti ad adottarli e così donare ai libri una nuova vita e ai lettori l'opportunità di coltivare le proprie curiosità in maniera sostenibile. Mescolando le riflessioni su assoluto e relativo di Dino Carlesi con una biografia di Gronchi scritta da Paolo Morelli; la storia del teatro di Pontedera con gli studi sull'archeologia della Valdera del Ciampoltrini; la ricostruzione di Pontedera nell'anno 1941 di Spinelli con un bel volume sul cinema dei Fratelli Taviani curato da Riccardo Ferrucci e Patrizia Dini; l'intensa vicenda degli artisti di casa Lanini con la presentazione dei collage di Baj che a Pontedera ha regalato un muro portentoso; per finire con le testimonianze del lavoro delle donne nelle industrie pontederesi nel corso degli ultimi 100 anni.
Pensata come iniziativa befanizia, si è tenuta stasera alla Biblio Coop di via Terracini la presentazione "veloce" (forse un tantino compulsiva) di una decina di libri, sotto il titolo: "I libri hanno più vite dei gatti". I volumi suggeriti ai lettori sono tra quelli che l'Amministrazione comunale di Pontedera ha pubblicato o sostenuto o di cui ha ricevuto diverse copie in omaggio e che sono già presenti in discreto numero nelle biblioteche pubbliche. Copie in più, ma che sarebbe un peccato mandare al macero (come spesso fanno gli editori con l'invenduto). L'intento di Biblio Coop e del sottoscritto era incuriosire i lettori, fargli scoprire testi che magari aveva "perso" quando erano usciti 10 o 15 anni fa, invogliarli a prenderne una copia, a girarne le pagine e a portarsela a casa, per gustarsi il volume con calma. Perchè davvero i libri (di carta) hanno più vite dei gatti. Specialmente se sono buoni, intriganti, utili, curiosi, non invecchiano mai. Di certo sopravvivono ai loro stampatori, girano da un primo acquirente ad un secondo, poi a un terzo e così via. A volte si fermano in libreria. E li restano, per far dispetto ai librai. Altre volte si infilano nelle case e fanno compagnia a chi li ha comprati e li legge. Talora contengono note o sono arricchiti da un ex libris. Diverse copie vissute tornano sulle bancarelle e da lì si intrufolano nelle case di nuovi lettori. In un ciclo ecologico di passaggi e migrazioni potenzialmente senza fine. Perchè i libri, se vengono trattati bene, sono praticamente eterni. Indistruttibili. Non si fanno niente nemmeno se cadono per terra, almeno che non ci sia tanta acqua sul pavimento. Il libro è un oggetto perfetto. E l'Amministrazione comunale di Pontedera negli ultimi venti anni di libri ne ha davvero pubblicati o sostenuti tanti. Ed è bene che questi continuino, come le anime platoniche, a passare di persona in persona. Ad essere letti e meditati. A confortarci. A tenerci caldi come se fossero mantelli. Ma più prosaicamente il gioco organizzato stasera coi soci della Biblio Coop è stato quello di recuperare un po' di copie giacenti nei magazzini polverosi, spazzolarli, mostrarli al pubblico, raccontarli in modo da invogliare i presenti ad adottarli e così donare ai libri una nuova vita e ai lettori l'opportunità di coltivare le proprie curiosità in maniera sostenibile. Mescolando le riflessioni su assoluto e relativo di Dino Carlesi con una biografia di Gronchi scritta da Paolo Morelli; la storia del teatro di Pontedera con gli studi sull'archeologia della Valdera del Ciampoltrini; la ricostruzione di Pontedera nell'anno 1941 di Spinelli con un bel volume sul cinema dei Fratelli Taviani curato da Riccardo Ferrucci e Patrizia Dini; l'intensa vicenda degli artisti di casa Lanini con la presentazione dei collage di Baj che a Pontedera ha regalato un muro portentoso; per finire con le testimonianze del lavoro delle donne nelle industrie pontederesi nel corso degli ultimi 100 anni.
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