martedì 3 febbraio 2026

PER L’APERTURA DEL GIARDINO DI VILLA CRASTAN SERVE UNA MOBILITAZIONE CIVICA

La convenzione con la quale il Comune di Pontedera ha affidato in via “sperimentale” nel ‘23 la Villa Crastan alla Fondazione cultura è abbastanza chiara sia sull’uso dell’edificio che su quello del giardino.

Il testo, allegato alla determinazione dirigenziale n. 430 del 19/5/2023, dice che il Comune dà in gestione a FCP sia la Villa (edificio) sia l’annesso giardino.. “al fine di valorizzarne e qualificare la fruizione pubblica”. 

E all’art. 1 ribadisce la volontà di “favorire la fruibilità dei locali e del giardino”.

Invece, come ha potuto constatare di persona chiunque sia transitato in via della stazione vecchia in questi ultimi anni, la porta di ingresso al giardino è stata ed è quasi sempre CHIUSA e il giardino è regolarmente deserto. Niente bimbi, niente genitori, niente nonni.

Al punto 3 dell’art. 1 si dice che la FCP deve “promuovere lo sviluppo..di attività di natura culturale, ricreativa, sociale secondo un approccio che valorizzi lo stare insieme, la produzione libera di cultura…”; e sempre all’art. 1 si dice di connessioni tra attività artistiche svolte al PALP e alla Villa”. Ma di queste connessioni credo che in villa si sia visto quasi nulla.

Infine all’art. 2 si chiede esplicitamente alla Fondazione di provvedere alla manutenzione ordinaria anche del giardino. E l’erba in effetti via via viene tagliata.

Ma la vera astuzia del Comune sta nel fatto che con la convenzione si affida a FCP il giardino ma non la si obbliga esplicitamente ad aprirlo e soprattutto non si definisce un calendario settimanale di apertura. Perciò il Comune ha dato sì alla FCP la gestione di un giardino pubblico, le ha detto sì di manutenerlo, ma, guarda un po', si è dimenticato di dirle di aprirlo con un orario settimanale preciso. Così la FCP non è obbligata dalla convenzione ad aprire il cancellone e neppure il cancellino di via della stazione vecchia con un orario settimanale preciso.

Questo consente alla FCP di aprire il giardino solo in occasione delle rare iniziative che ci vengono svolte. E consente all’istituto scolastico privato che ha in uso (parziale?) l’edificio della villa di non avere persone non previste ai propri eventi.

Certo, spesso resta aperto il cancello sul lato interno di via XXI aprile per l’accesso alla Fondazione Chiarlie, che ha sede nella dependance della villa. Da lì si può accedere al parco. Ma non il sabato e la domenica, nè quando la Fondazione è chiusa.

Rispetto a questa situazione potrebbero muoversi le opposizioni consiliari ed extra consiliari. Potrebbero essere loro a chiedere all’amministrazione una modifica in tal senso alla convenzione con FCP che, tra l’altro, sta per essere rinnovata (entro maggio). Sempre che ovviamente ritengano opportuno aprire il giardino al pubblico.

Potrebbe perfino mobilitarsi la consulta di quartiere, ma è così moribonda che si fa fatica a rianimarla, figuriamoci a farle fare qualcosa.

Per questo credo proprio che tocchi ai cittadini chiedere l’apertura dei cancelli della Villa e fare in modo che questo obiettivo venga raggiunto.

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