Lo so, a volte mi accontento di poco. Ma giuro che la visione del cartello sgangherato apparso ieri mattina sulla porticina della Villa Crastan mi ha procurato davvero una piccola soddisfazione.
Come vecchietto da tastiera ho scritto almeno una decina di post su fb in circa due anni contro la chiusura del giardino, chiedendo un orario settimanale chiaro per il giardino della villa Crastan e non era successo nulla. Così come avevo fatto notare che la Villa era stata data in uso ad un soggetto privato senza che fosse nota la convenzione, né si sapesse se veniva pagato qualcosa per quell’uso.
Poi c’erano state le interpellanze dei consiglieri della destra in consiglio comunale e anche loro sembrava che non avessero ottenuto nulla sull’apertura del giardino della Villa.
Così quando ieri mattina ho trovato la porticina aperta della villa Crastan e soprattutto ho visto l’inaspettato cartello, dai, è stata un'emozione. Piccola, certo. Ma che mi ha ripagato del tempo e dell’impegno civico che ci vuole a star dietro agli eventi pubblici e a studiare gli atti e a scrivere testi per dare voce alla piccola protesta. A sopportare tutti quelli che ti dicono cosa lo fai a fare. Tanto chi comanda fa quello che gli pare.
Invece, dopo tre anni che era stato assegnato in gestione alla Fondazione Cultura e la Fondazione lo aveva aperto solo in occasione di pochi eventi particolari, il giardino mostra oggi un orario settimanale.
Ok, diranno i cittadini sospettosi e scettici di Pontedera, ma è un cartello infilato tra le stecche dalla porticina. E' un foglio A4 plastificato. Ha un’aria assolutamente provvisoria. Sembra una tipica trovata estiva per poter sostenere che il giardino è aperto e poi magari richiuderlo a settembre o a ottobre (coi primi sospirati freddi). L’orario non è continuativo. Sono solo 6 ore giornaliere. Il sabato e la domenica il giardino resterà comunque chiuso. Non dice fino a quando tale orario durerà. Sembra insomma un contentino per i cittadini beoti. Ok, ok, ma anche Roma, come diceva mia nonna, non fu fatta in un giorno e la cosa importante è che il cartello testimonia che il giardino deve essere gestito in un certo modo. Soprattutto che deve essere aperto con un orario chiaro. Ufficiale. Anche minimo. Ma certo.
Solo così il giardino è un bene pubblico in uso all’intera comunità.
E almeno per il tempo che durerà questa apertura merita di essere apprezzata.
Qualcuno troverà la cosa un po' gozzaniana? Why not.
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