venerdì 3 luglio 2026

NÉ SOLE 24 ORE NÉ CRITICA MARXISTA IN BIBLIO GRONCHI

Dopo decenni di abbonamento al “Sole 24 Ore", qualche tempo fa l’ancora transennata Biblio Gronchi ha disdetto l’abbonamento al quotidiano economico più accreditato del Paese. O meglio, del Sole ha mantenuto solo l’abbonamento alla edizione della domenica, che contiene il supplemento culturale.

Scelta sbagliata, perché il Sole era e rimane il giornale che fornisce la visione più realistica e concreta di questo paese, anche se e forse proprio perché, come è noto, è il quotidiano di Confindustria e chi produce e vende beni non può che avere una visione estremamente prosaica del Paese e del mondo. Altrimenti fallisce. E sono guai.

Certo, non è il quotidiano perfetto, ma segue un'ideologia pragmatica, realistica e moderatamente filogovernativa. E per chi voglia costruirsi un’immagine sufficientemente chiara del Sistema Italiano (per muoversi nel regno delle piccole e medie imprese e delle partite Iva), è uno strumento assai utile.

Credo sia l’unico giornale che pubblica periodicamente anche libri che aiutano i lettori a capire correttamente come utilizzare i dati e le informazioni che il quotidiano riporta. 

Ma i pontederesi hanno deciso di risparmiare e di disabbonarsi, alla faccia della tanto vantata anima mercantile di questa cittadina. O mettici un toppino.

Recentemente, per ragioni immagino sempre di carattere risparmioso, biblio  Gronchi ha annullato anche l'abbonamento alla rivista “Critica Marxista”, finita in mano a CGIL. Non credo c’entri nulla la par condicio (una botta al giornale del capitale e una a quella della classe operaia).

Ovviamente “Critica Marxista” è un periodico molto più ideologico e la scelta di farlo fuori dalla Biblioteca è collegato al numero insignificante di lettori. E tuttavia è un segnale emblematico dell’orizzonte culturale locale. Così mentre Einaudi, Feltrinelli e altri importanti editori lanciano collane di impronta “para marxista” a Pontedera, biblio Gronchi, interrompe la serie di una rivista che possedeva (quasi in esclusiva in tutta la provincia di Pisa) con continuità dal 1966. 

Sia chiaro: rilevo queste due scelte solo per curiosità. Come indice dei confusi tempi che corrono e ci mutano.

Perché che i tempi continuino a cambiare, come cantava il grande Bob Dylan negli anni ‘60, è l’unica certezza, insieme alla consapevolezza che le risposte vanno sempre più cercate nel vento.

E il problema resta... acchiapparle, my friends

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