domenica 5 luglio 2026

IL 4 DI LUGLIO FESTA DELLA LIBERA SERVITU’?

Certe vocazioni degli italiani non si smentiscono mai. Chiunque ci governi o sia all’opposizione. Perché uno degli articoli non scritti della più bella Costituzione del mondo è che gli americani ci hanno liberato coi loro eserciti dal nazifascismo 80 anni fa e noi gli dobbiamo gratitudine eterna e dovremo rimanere loro vassalli per sempre. Da certe liberazioni insomma non ci si può liberare.

Anche quando i liberatori ci prendono a schiaffi o fanno guerre di cui ci fanno pagare, in parte almeno, i costi (leggi ieri la guerra in Vietnam e in Iraq e oggi quella in Iran). 

Anche quando i liberatori si permettono di sbeffeggiarci in mondovisione, smentendo platealmente le dichiarazioni del nostro governo e della nostra ex underdog sulla partecipazione a guerre che non abbiamo voluto e di cui siamo stati informati a cose fatte.

Il nostro servilismo è superiore alle loro offese.

Persino quando il governo lo guidano gli spiritosi eredi degli sconfitti del 1945, che un po' sovranisti dicono di essere. Ma quando mai.

Così se per il 4 di luglio gli americani invitano la longpremier a villa Taverna per la festa del loro 250esimo compleanno, la massima distanza che la sbeffeggiata e non ricattabile Meloni può prendere dagli Usa è quella di mandare al suo posto l’amata sorella Arianna: un gesto che negli annali sarà registrato come equivalente a 10 Sigonelle, mentre la presenza di Tajani e Salvini non verrà neppure ricordata, vista l’assoluta insignificanza dei due vice longpremier.

Quanto alle opposizioni, per non essere da meno dei governanti, eccole inviare in villa uomini e donne di seconda se non terza scelta. 

E' così che i leader italiani fanno capire a Trump e agli americani di che pasta frolla siano veramente fatti gli italiani.

Del resto che da Yalta in poi l’Italia sia un Paese desovranizzato è risaputo. E, studenti a parte, tutti sanno che il crollo del muro di Berlino ha dato modo solo ai paesi dell’Est di liberarsi dal giogo dei Russi e solo per sostituirlo volontariamente col giogo della NATO.

Mentre agli europei occidentali e a noi italiani in particolare la possibilità di liberarci della NATO non è concessa. Perché noi nella NATO, dove non contiamo proprio niente ma ci sentiamo sicuri e protetti, ci stiamo volentierissimo. E nessuno, a parte i matti, vuole uscirne. Come la presenza di tutti i partiti (dell'arco costituzionale e oltre) alla festa del 4 di luglio sta lì a confermare.

E i dazi di Trump?, direte voi. Piccole cose! Alla fine ci faranno bene.

E i maggiori costi della NATO da sostenere? In qualche modo li aggireremo.

E la guerra in Iran e l’aumento dei carburanti e dell’energia? Passerà.

E gli sbeffeggiamenti di Trump verso il nostro paese e i suoi leader? Temporali estivi.

Insomma viva il 4 di luglio, festa della nostra libera servitù.

sabato 4 luglio 2026

FINALMENTE IL GIARDINO DI VILLA CRASTAN È APERTO

Lo so, a volte mi accontento di poco. Ma giuro che la visione del cartello sgangherato apparso ieri mattina sulla porticina della Villa Crastan mi ha procurato davvero una piccola soddisfazione.

Come vecchietto da tastiera ho scritto almeno una decina di post su fb in circa due anni contro la chiusura del giardino, chiedendo un orario settimanale chiaro per il giardino della villa Crastan e non era successo nulla. Così come avevo fatto notare che la Villa era stata data in uso ad un soggetto privato senza che fosse nota la convenzione, né si sapesse se veniva pagato qualcosa per quell’uso.

Poi c’erano state le interpellanze dei consiglieri della destra in consiglio comunale e anche loro sembrava che non avessero ottenuto nulla sull’apertura del giardino della Villa.

Così quando ieri mattina ho trovato la porticina aperta della villa Crastan e soprattutto ho visto l’inaspettato cartello, dai, è stata un'emozione. Piccola, certo. Ma che mi ha ripagato del tempo e dell’impegno civico che ci vuole a star dietro agli eventi pubblici e a studiare gli atti e a scrivere testi per dare voce alla piccola protesta. A sopportare tutti quelli che ti dicono cosa lo fai a fare. Tanto chi comanda fa quello che gli pare.

Invece, dopo tre anni che era stato assegnato in gestione alla Fondazione Cultura e la Fondazione lo aveva aperto solo in occasione di pochi eventi particolari, il giardino mostra oggi un orario settimanale.

Ok, diranno i cittadini sospettosi e scettici di Pontedera, ma è un cartello infilato tra le stecche dalla porticina. E' un foglio A4 plastificato. Ha un’aria assolutamente provvisoria. Sembra una tipica trovata estiva per poter sostenere che il giardino è aperto e poi magari richiuderlo a settembre o a ottobre (coi primi sospirati freddi). L’orario non è continuativo. Sono solo 6 ore giornaliere. Il sabato e la domenica il giardino resterà comunque chiuso. Non dice fino a quando tale orario durerà. Sembra insomma un contentino per i cittadini beoti. Ok, ok, ma anche Roma, come diceva mia nonna, non fu fatta in un giorno e la cosa importante è che il cartello testimonia che il giardino deve essere gestito in un certo modo. Soprattutto che deve essere aperto con un orario chiaro. Ufficiale. Anche minimo. Ma certo. 

Solo così il giardino è un bene pubblico in uso all’intera comunità.

E almeno per il tempo che durerà questa apertura merita di essere apprezzata.

Qualcuno troverà la cosa un po' gozzaniana? Why not.

venerdì 3 luglio 2026

NÉ SOLE 24 ORE NÉ CRITICA MARXISTA IN BIBLIO GRONCHI

Dopo decenni di abbonamento al “Sole 24 Ore", qualche tempo fa l’ancora transennata Biblio Gronchi ha disdetto l’abbonamento al quotidiano economico più accreditato del Paese. O meglio, del Sole ha mantenuto solo l’abbonamento alla edizione della domenica, che contiene il supplemento culturale.

Scelta sbagliata, perché il Sole era e rimane il giornale che fornisce la visione più realistica e concreta di questo paese, anche se e forse proprio perché, come è noto, è il quotidiano di Confindustria e chi produce e vende beni non può che avere una visione estremamente prosaica del Paese e del mondo. Altrimenti fallisce. E sono guai.

Certo, non è il quotidiano perfetto, ma segue un'ideologia pragmatica, realistica e moderatamente filogovernativa. E per chi voglia costruirsi un’immagine sufficientemente chiara del Sistema Italiano (per muoversi nel regno delle piccole e medie imprese e delle partite Iva), è uno strumento assai utile.

Credo sia l’unico giornale che pubblica periodicamente anche libri che aiutano i lettori a capire correttamente come utilizzare i dati e le informazioni che il quotidiano riporta. 

Ma i pontederesi hanno deciso di risparmiare e di disabbonarsi, alla faccia della tanto vantata anima mercantile di questa cittadina. O mettici un toppino.

Recentemente, per ragioni immagino sempre di carattere risparmioso, biblio  Gronchi ha annullato anche l'abbonamento alla rivista “Critica Marxista”, finita in mano a CGIL. Non credo c’entri nulla la par condicio (una botta al giornale del capitale e una a quella della classe operaia).

Ovviamente “Critica Marxista” è un periodico molto più ideologico e la scelta di farlo fuori dalla Biblioteca è collegato al numero insignificante di lettori. E tuttavia è un segnale emblematico dell’orizzonte culturale locale. Così mentre Einaudi, Feltrinelli e altri importanti editori lanciano collane di impronta “para marxista” a Pontedera, biblio Gronchi, interrompe la serie di una rivista che possedeva (quasi in esclusiva in tutta la provincia di Pisa) con continuità dal 1966. 

Sia chiaro: rilevo queste due scelte solo per curiosità. Come indice dei confusi tempi che corrono e ci mutano.

Perché che i tempi continuino a cambiare, come cantava il grande Bob Dylan negli anni ‘60, è l’unica certezza, insieme alla consapevolezza che le risposte vanno sempre più cercate nel vento.

E il problema resta... acchiapparle, my friends