Certe vocazioni degli italiani non si smentiscono mai. Chiunque ci governi o sia all’opposizione. Perché uno degli articoli non scritti della più bella Costituzione del mondo è che gli americani ci hanno liberato coi loro eserciti dal nazifascismo 80 anni fa e noi gli dobbiamo gratitudine eterna e dovremo rimanere loro vassalli per sempre. Da certe liberazioni insomma non ci si può liberare.
Anche quando i liberatori ci prendono a schiaffi o fanno guerre di cui ci fanno pagare, in parte almeno, i costi (leggi ieri la guerra in Vietnam e in Iraq e oggi quella in Iran).
Anche quando i liberatori si permettono di sbeffeggiarci in mondovisione, smentendo platealmente le dichiarazioni del nostro governo e della nostra ex underdog sulla partecipazione a guerre che non abbiamo voluto e di cui siamo stati informati a cose fatte.
Il nostro servilismo è superiore alle loro offese.
Persino quando il governo lo guidano gli spiritosi eredi degli sconfitti del 1945, che un po' sovranisti dicono di essere. Ma quando mai.
Così se per il 4 di luglio gli americani invitano la longpremier a villa Taverna per la festa del loro 250esimo compleanno, la massima distanza che la sbeffeggiata e non ricattabile Meloni può prendere dagli Usa è quella di mandare al suo posto l’amata sorella Arianna: un gesto che negli annali sarà registrato come equivalente a 10 Sigonelle, mentre la presenza di Tajani e Salvini non verrà neppure ricordata, vista l’assoluta insignificanza dei due vice longpremier.
Quanto alle opposizioni, per non essere da meno dei governanti, eccole inviare in villa uomini e donne di seconda se non terza scelta.
E' così che i leader italiani fanno capire a Trump e agli americani di che pasta frolla siano veramente fatti gli italiani.
Del resto che da Yalta in poi l’Italia sia un Paese desovranizzato è risaputo. E, studenti a parte, tutti sanno che il crollo del muro di Berlino ha dato modo solo ai paesi dell’Est di liberarsi dal giogo dei Russi e solo per sostituirlo volontariamente col giogo della NATO.
Mentre agli europei occidentali e a noi italiani in particolare la possibilità di liberarci della NATO non è concessa. Perché noi nella NATO, dove non contiamo proprio niente ma ci sentiamo sicuri e protetti, ci stiamo volentierissimo. E nessuno, a parte i matti, vuole uscirne. Come la presenza di tutti i partiti (dell'arco costituzionale e oltre) alla festa del 4 di luglio sta lì a confermare.
E i dazi di Trump?, direte voi. Piccole cose! Alla fine ci faranno bene.
E i maggiori costi della NATO da sostenere? In qualche modo li aggireremo.
E la guerra in Iran e l’aumento dei carburanti e dell’energia? Passerà.
E gli sbeffeggiamenti di Trump verso il nostro paese e i suoi leader? Temporali estivi.
Insomma viva il 4 di luglio, festa della nostra libera servitù.