venerdì 30 gennaio 2026

MA COS'È LA “FONDAZIONE PER LA CULTURA PONTEDERA”? (1 parte)

Forse pochi a Pontedera sanno cos'è e come opera esattamente la Fondazione per la Cultura Pontedera (FCP). Perciò provo a dirne qualcosa.

Nata come Fondazione Teatro Pontedera per gestire appunto il Teatro Era, quando dopo il 2015 il Teatro cittadino venne di fatto inglobato nella Fondazione Teatro Toscana, la Fondazione Teatro Pontedera venne trasformata in Fondazione per la Cultura Pontedera (FCP), controllata dal Comune di Pontedera e partecipata dalla Fondazione Peccioliper. Lo scopo più urgente? Gestire, come piccola “bad company”, un po' di debiti e di problemi del Teatro Era (non confluibili nel nuovo ente fiorentinocentrico e non riassorbibili dal bilancio comunale pontederese). 

Poi però dal 2016 il Comune conferì alla FCP la gestione dello spazio espositivo ricavato nella ristrutturazione del Palazzo Pretorio (ribattezzato PALP), dopo la chiusura del Tribunale. In particolare la Giunta Millozzi affidò il PALP al CDA di FCP, guidato allora dall’ex assessora Daniela Pampaloni e con la direzione del dr. Andrea Modesti. Obiettivo? Provare ad inserire il PALP nei circuiti che veicolavano mostre d’arte capaci di attrarre su Pontedera visitatori e appassionati d’arte anche da fuori regione e raccogliere i fondi necessari per sostenere questa scelta ambiziosa.

L’idea si ispirava all'esperienza di Palazzo Blu di Pisa che però aveva e ha dietro di sé la Fondazione Pisa e una città turisticamente assai attrattiva.

Così dal 2016 al 2020 la FCP organizzò al PALP 4 mostre di un certo livello (con cataloghi interessanti, ben curati e voluminosi) più altri eventi che, secondo i comunicati ufficiali, registrarono complessivamente 50.000 visitatori.

Poi nel 2019 si insediò la nuova giunta comunale guidata da Franconi (che tenne per sé la delega alla cultura). Il nuovo sindaco ringraziò Pampaloni e Modesti per l’eccellente lavoro svolto, ma nel ‘20 li sostituì con altre persone, a cui affidò l’obiettivo oltre che di organizzare mostre anche di assecondare diversi progetti culturali e non solo dell’amministrazione. 

Un anno dopo arrivò il COVID e le mostre e il PALP entrarono in crisi.

In questo clima l’amministrazione Franconi confermò il depotenziamento del Centro Otello Cirri (i cui locali, in via della Stazione Vecchia, sono stati messi in vendita, mentre formalmente il Centro è stato trasferito al Palp), pose fine alle mostre degli artisti locali, ridimensionò il progetto dell’Arte per non dormire e chiuse la validissima esperienza didattica dei Cantieri per l’arte.

Quando poi tra il 2022 e il 2023 il PALP riparti’ con le mostre, prese altre strade rispetto a quelle battute da Modesti e Pampaloni. Solo che le capacità attrattive dei nuovi eventi risultarono subito minimalissime.

Oltre tutto nel frattempo si era allentato il legame col mondo degli artisti locali e coi loro sostenitori e, anche a causa del COVID, si era distrutto il percorso di accreditamento del PALP come polo espositivo integrato nei circuiti d’arte di un certo livello. 

Al PALP si sono così alternate dal ‘22 a oggi mostre a volte senza biglietto, senza catalogo, senza curatori di rilievo (a parte quella dedicata a Giorgio Dal Canto, il cui catalogo e la cui cura sono stati validissimi, ma su un autore un po' fuori dai circuiti nazionali). Si sono insomma proposti in questi ultimi anni progetti estemporanei e diversissimi, privi di una identità espositiva coerente. In compenso la giunta Franconi ha scritto nei documenti pubblici di voler attrarre al PALP un certo pubblico, con ricadute anche economiche sulla città. Cosa finora non accaduta. 

Per rimediare alla debacle, ci si è vantati di aver portato un po' di scolaresche alle mostre. Ma si tratta di giustificazioni prive di sostanza.

In questo contesto il recente floppone della mostra Banksy & Friends era largamente prevedibile e l’ingiustificata ostinazione con cui l’amministrazione comunale ha voluto tenere nascosti i numeri dei visitatori è il riflesso evidente di un’incomprensione profonda delle dinamiche in atto e della precisa volontà di impedire di valutare concretamente l’operato della Giunta e della FCP rispetto al funzionamento del PALP.

Nel frattempo la FCP si è trasformata in qualcos'altro, cambiando anche partner e il grosso del CDA, come si dirà nella seconda parte del testo che posterò tra qualche giorno.

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