martedì 30 giugno 2026

GLI ELOGI DEL WALL STREET JOURNAL ALLA LONGPREMIER

L’articolo che Margherita Stancati ha dedicato alla longpremier Meloni, apparso sul WSJ di domenica (vedi foto in basso), è un bel regalo che la nostra ex underdog nazionale ha sicuramente apprezzato moltissimo. E giustamente. Forse se l’è perfino incorniciato nel suo ufficio a Palazzo Chigi. Evidenziando ogni singola parola del titolo con un bel giallo oro.

La “pugnace leader”, il “governo (regno) più stabile” da anni in Italia: roba da mandare in brodo di giuggiole chiunque. E legittimamente. Anche se il WSJ non è il padreterno, ovviamente. Ma nemmeno un giornalucolo di provincia.

Se poi si guarda cosa sta succedendo ai governi e ai leader di altri grandi paesi europei, deh, la Meloni sembra surclassarli davvero tutti.

Ovviamente una cosa è la personalità del leader e una cosa sono le caratteristiche del paese che governa.

Ma se si pensa che dal 2022 i primi ministri britannici che si sono dimessi sono già 4 a fronte della Meloni che continua a governare da allora in continuità, sembra che la repubblica italiana sia diventata davvero un regno unito come ha ironizzato giustamente il WSJ e la Meloni una reginetta.

Ovviamente l'articolo si dilunga anche sui complicati rapporti tra Trump e la nostra longpremier, ma anche qui finisce per dover ammettere che la nostra ex underdog nazionale in fondo non se la stia cavando così male col superbullo di Washington. Del resto lui è il leader della superpotenza più pericolosa e più armata del globo, col quale, sono convinto, neppure Freud e Jung la sfanghebbero facilmente.

Non è certo Giorgia che può domarlo o anche solo farlo ragionare. E (proposta del Nobel per la pace a parte), tenendo conto che lei rappresenta l’Italia, in fondo davvero non è andata male. Certo è stata cauta. Ossequiosa. Ha cercato di evitare danni a sé e al paese. Che altro poteva fare? Non certo la sovranista contro di lui. Né portarci fuori dalla NATO. Nessun primo ministro italiano può farlo. Qualunque maggioranza lo sostenga. E' scritto in un articolo ombra della Costituzione, che tutti fingono di non conoscere.

Questo vuol dire che in Italia con Giorgia longpremier va tutto bene?

Certo che no. Ma in 4 anni chi potrebbe fare miracoli in Italia?

Vedremo tra un anno cosa penserà di lei il grosso degli elettori che andrà a votare.

Vedremo quanto crescerà Vannacci e quanto scemeranno o terranno Salvini e Tajani.

Vedremo se il centrosinistra riuscirà a compattarsi e a trovare un leader più bravo della Meloni a fare grandi promesse al Paese.

Per ora la longpremier se la gode e gira il mondo. E anche se io non l’ho votata nel ‘22 e non la voterò neppure nel ‘27, concordo con il WSJ che ritiene che la pugnace leader stia manovrando benino, sempre compatibilmente col Paese che guida.

Lo si vede da come oscilla su Kiev. Su come blandisce i volenterosi. Senza mollarli, né sostenerli seriamente. Sull’ambiguità con cui tratta il riarmo e il pizzo alla Nato. Sui rapporti col Vaticano e con i poteri forti (banche e altre corporazioni, in primis). Su come ha narcotizzato il federalismo leghista. Su come si rapporta coi Berlusconidi. Su come ha incassato la sberla del referendum sulla giustizia (facendo in parte pulizia in casa propria).

Insomma Giorgia è una leader politica abile, disincantata, degna di un

personaggio alla Alberto Sordi, che, ricordava anni fa un arrabbiatissimo Nanni Moretti, gli italiani (in gran parte) forse si meritano. Anche perché nel caso di Giorgia comunque questi italiano l’hanno votata.

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