La nostra generazione anziana ha diversi obblighi morali. Tra questi, per primo: non dimenticare Auschwitz e la Shoah. Mai.
Altri doveri di memoria si sono poi aggiunti nel corso del tempo. Ad esempio: non dimenticare i Gulag russi e tutti gli Ivan Denisovic che ci sono scomparsi dentro. Non dimenticare l’uso del napalm per uccidere i partigiani vietnamiti da parte degli americani. Non dimenticare i massacri nella Cambogia di Pol Pot e degli Khmer rossi.
E per noi italiani brava gente: non dimenticare l’uso dei gas velenosi da parte del nostro esercito nella conquista dell’Etiopia (1935-36). Né dimenticare le foibe e gli infoibati.
E oggi?
Oggi non dobbiamo chiudere gli occhi davanti all’infamia ingiustificabile di Gaza e del trattamento inumano che stanno subendo li e in Cisgiordania i palestinesi. Una vergogna assoluta, non giustificata dalla strage commessa dai palestinesi di Hamas il 7 ottobre 2023.
Gaza è un lungo su cui da anni si accaniscono il colonialismo, il razzismo, il militarismo e la follia teologica dello Stato di Israele e delle élite politiche e militari israeliane che hanno trasformato Israele in uno stato pericolosamente totalitario e guerrafondaio.
Questa tesi è condivisa da una parte di israeliani residenti in Palestina e perfino da diversi ebrei della diaspora.
Gaza è diventata una tragedia emblematica della contemporaneità. Una tragedia di cui contiamo quotidianamente morti e feriti, senza poterci fare niente.
Per questo occorre almeno non dimenticare GAZA. Né assuefarci all’orrore. E riconoscere invece il valore civile di chi con le sue azioni, assolutamente non violente, testimonia le terribili condizioni in cui sono costretti a vivere, tutti i santi giorni, i palestinesi di Gaza e della Cisgiordania.
Perciò occorre ringraziare i due cooperanti italiani, rientrati ieri dalla prigionia in Libia, dove erano stati catturati per aver cercato di portare via terra aiuti alla popolazione civile di Gaza.
Si tratta di Domenico Centrone e Leonarda Dina Alberizia.
Grazie per aiutarci a RICORDARE LA TRAGEDIA GAZA.
Nessun commento:
Posta un commento