venerdì 25 settembre 2026

VILLA CRASTAN DI NUOVO CHIUSA? UN EVENTO SINALLAGMATICO?

Due giorni fa passo davanti alla villa Crastan (a Pontedera City) in orario di apertura del giardino pubblico e mi casca l’occhio sul fatto che la porticina d’ingresso alla villa e al giardino è chiusa ed è sparito dalla porta il provvisorio cartello con gli orari di apertura.

Forse il gestore ha chiuso in anticipo il giardino?

Forse qualcuno ha strappato il cartello per fare un dispetto all’amministrazione comunale?

O forse la Fondazione cultura, concessionaria degli spazi, terminata l’estate, nonostante i 65.000 € assegnati dal comune per la gestione della villa, ha ritenuto di non avere più l'obbligo di aprire regolarmente il cancello e ha tolto il cartello e chiuso il giardino?

Purtroppo non sono in grado di rispondere alle domande sopra riportate.

L’assenza di un cartello (e di un comunicato del Comune) che renda note le volontà dell’amministrazione (e della spesso afona Fondazione cultura) non consente che di formulare domande.

Ieri ripasso, verso le 11 e poi anche nel pomeriggio. Niente, l’accesso al giardino di Villa Crastan risulta sempre chiuso e nessun cartello segnala la ragione della cosa.

Come nessun cartello segnala un nuovo orario di apertura

Stamani scrivo.

Probabilmente finita l'estate è finita anche l’apertura del giardino della villa Crastan. Vuolsi così colà dove si puote. E tuttavia io continuo a dimandare. E se il giardino fosse di nuovo chiuso ad libitum, continuo anche a chiedere che venga aperto  con un nuovo orario settimanale preciso.

Perché la sola apertura estiva, sarebbe stata una scelta di assai corto respiro, anche se straordinariamente ben remunerata.

Infatti con la delibera n. 134 del 30 luglio 2026  la giunta pontederese ha assegnato ben 65.000,00 € per la gestione della villa Crastan alla Fondazione Cultura: gestione che comprende pure il giardino per l'anno 2026. E' un fatto sinallagmatico, si legge in delibera.

E' una questione minuscola quella che continuo a sollevare? Di sicuro. Ma tuttavia emblematica di come si gestiscono le risorse pubbliche a Pontedera, dove non dovremmo aver bisogno della Corte dei Conti per farci dire come spendere secondo le regole i nostri soldi. E invece accade. Davvero non si può fare di meglio?

giovedì 17 settembre 2026

INVECE DI ALLONTANARE IL BULLO LEI ABOLISCE (PARZIALMENTE E PER UN ANNO) IL BOLLO

Lei è davvero la quintessenza dell’italianità. 

Si proclama amica di un bullo. In sintonia col bullo. Di un bullo e un bugiardo conclamato. Uno che aveva promesso di portare la pace in Medio Oriente e in Ucraina in poche settimane e di rimettere un po' di ordine nel mondo e….invece a quasi due anni dalla sua entrata in carica non solo non ha fatto niente di questo, ma ha avviato un’altra guerra con l’Iran, bombardando a casaccio, infiammando così tutta la regione medio-orientale e impallando le vie dei commerci e del petrolio. Un capolavoro.

Uno che grazie alle proprie bullerie ha fatto ripartire l’inflazione, tanto che il presidente di Federal Reserve (che aveva scelto lo stesso bullo) ha dovuto aumentare il costo del denaro per frenare l’inflazione dopo avergli promesso che non lo avrebbe fatto.

Un bullo che Lei a gennaio ha avuto la faccia di proporre per il Nobel per la pace.

Un bullo di cui anche noi paghiamo le conseguenze economiche.

Ora io non dico di fare ammenda, di dichiarare di aver preso un abbaglio, di cospargersi la testa di cenere, di prendere le distanze dal bullo in maniera chiara e inequivocabile (e non con parole sibilline come in occasione della polemica tra il bullo e il Papa). Questo no. Little Italy girl non può farlo. Per orgoglio, certo. Ma soprattutto perché il vassallaggio da noi ha obblighi pesanti. Anche per le sovraniste più sfegatate e non ricattabili.

Ma quella di togliere parzialmente e solo per un anno la tassa del bollo auto, questa sì che è una mossa economica incisiva, di lungo respiro e di grande valore, che non solo ci fa dimenticare l’inflazione (prodotta anche dal bullo suo amico), ma ci inorgoglisce di Lei.

Siamo così, dice una nota canzone, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate, ma potrai trovarci sempre qui…

Se non è questa la quintessenza dell’italianità, qual è?

I GIOVANI PD CONTRO LA GUERRA

Ho letto le dichiarazioni della segretaria dei giovani del PD Virginia Libero contro la guerra e per la diserzione. Parole che riempiono il cuore di un vecchietto e appaiono davvero sagge.

In un mare di parole urlate da vecchi guerrafondai, sentire che i giovani del PD non andranno in guerra ma organizzeranno la diserzione come suggerivano di fare anche alla nostra generazione le canzoni di Bob Dylan, Fabrizio De Andrè e Francesco Guccini fa parecchio piacere.

Sapere che, mentre la filoNATO segretaria del PD Elly Schlein si dichiara favorevole al riarmo europeo e quindi ad una eventuale guerra europea (si presume contro i russi), la segretaria dei Giovani PD dice che lei e i suoi giovani compagni organizzeranno i disertori apre alla speranza.

Ovviamente sono troppo vecchio per credere che anche i giovani autoproclamati disertori non possano essere richiamati all’ordine e al vassallaggio NATO e cambiare idea.

Ma oggi voglio sperare che i giovani del PD davvero non si faranno friggere il cervello dalla propaganda (e dall’intelligenza artificiale) e diserteranno tutte le guerre.

Grazie di questo bel regalo.

venerdì 11 settembre 2026

LO STATO ITALIANO E ISRAELE

Il Regno Unito, insieme a Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Islanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia, ha firmato una dichiarazione per appoggiare e coordinare restrizioni e sanzioni commerciali contro gli insediamenti illegali in Cisgiordania. Niente di particolarmente incisivo. Ma pur sempre una protesta. 

L’Italia non l’ha firmata. Perché? Per varie ragioni e sfumature.

Perché opporsi a Israele, anche in forma blanda, esporrebbe Little Italy a ritorsioni che i nostri donabbondiani leader preferiscono scansare.

Perché nella coalizione di centrodestra ci sono “sensibilità” diverse sulla questione palestinese.

Perchè Little Italy è uno Stato a sovranità limitata in politica estera. E i nostri padroni non apprezzerebbero certe nostre libertà.

Infine la TRUMPIANA RIPUDIATA non se la sente di aprire altri potenziali fronti di conflitto con il presidente USA dopo aver auspicato per lui l'assegnazione per il premio Nobel per la pace (dichiarazione del 23 gennaio 2026) e dopo aver infilato l’Italia nel Board of Peace per Gaza, sia pure come osservatore.

Il centrosinistra italiano invece in questo momento può permettersi una posizione unitaria e appoggiare le posizioni e le sanzioni Anglo-francesi verso i coloni Israeliani, ma essendo stabilmente all’opposizione sa perfettamente che le sue proposte non saranno accolte dal governo di centrodestra e quindi non diventeranno operative.

Non stupisce neppure che voci autorevoli dei nostri vertici statali, così sollecite a sottolineare le violazioni dei diritti internazionali e dei diritti umani in altri contesti, restino quasi silenti di fronte alla situazione illegale e disumana dei palestinesi in Cisgiordania e a Gaza.

L’unica speranza perciò restano i nostri giovani. Solo i giovani, infatti, dopo aver costretto molte università italiane a rivedere i piani di collaborazione con quelle israeliane, potrebbero sollecitare un atteggiamento meno donabbondiano dello stato italiano.

Che l’Italia non riconosca lo stato palestinese e non condanni le violazioni del diritto e il colonialismo perpetrati dallo stato di Israele è veramente….  molto, ma molto italiano.

martedì 8 settembre 2026

TRE SPETTRI SI AGGIRANO PER L’EUROPA: IL RAZZISMO, IL NAZIONALISMO E IL POPULISMO.

Le destre fanno cappotto in una elezione nel Land della Sassonia-Anhalt (ex DDR) dove il partito di destra più razzista e nazionalista, la AFD, arriva da solo quasi al 50%. E ci arriva con un'affluenza elettorale dell’80%. Insomma metà del popolo sassone ha inequivocabilmente votato in massa per la destra estrema, autorizzando così i politici tedeschi a mettere in atto politiche razziste e nazionaliste. Trump, Musk, i repubblicani americani e il loro amico russo, Putin, festeggiano. Forse.

Di contro le divisissime sinistre tedesche si sono ristrette. In particolare la Spd dei fu Brandt, Schmidt e Habermas è inchiodata al 9%. Che è come a dire quasi niente. Un’assenza politica, più che una presenza. E vista l’importanza della Spd nella storia del socialismo europeo (e il contemporaneo stato comatoso dei laburisti inglesi) questo significa che (mi perdoni Elly) di alternativa socialisteggiante in eurozone non si parlerà più per anni.

Un vero disastro. Per la Germania e per l’Europa. Perché se la Germania va a destra e soprattutto verso l’estrema destra, l’Europa la seguirà (anzi la sta già seguendo) a destra o si spaccherà.

La guerra in Ucraina, la crisi economica e sociale della Germania e la deriva destrorsa in Europa hanno in sostanza ridato fiato a tre spettri: il razzismo, il nazionalismo e il populismo. Sono stati questi tre fantasmi  a far volare le destre.

Nel frattempo sta crescendo anche il militarismo bellicista e quando sarà maturo (tra 4 o 5 anni, prevedono gli esperti) i quattro cavalieri dell’apocalisse saranno pronti a cavalcare sul continente. Una goduria.

Tutta la formazione culturale e istituzionale buonista, profusa a piene mani nelle scuole, nel diritto pubblico e nella retorica delle cerimonie e delle installazioni pubbliche in Germania e in Europa negli ultimi 70 anni sta andando in fumo. Neppure la religione fa argine. Che Dio, se non morto (come cantava Guccini), si sia addormentato? Boh.

In Italia oltre 30 anni fa i nipotini di Mussolini furono istituzionalizzati da Berlusconi. E la Meloni oggi è un primo ministro che non sembra incutere particolari timori (così molti dicono) né in Italia né in Europa.

Ma Afd potrà essere istituzionalizzata, depotenziata e imbrigliata in un sistema di alleanze?  E chi lo farebbe a Berlino? 

L'alternativa è tenere alto il muro e sperare che i nipotini di Hitler non lo scavalchino in attesa che la piena passi. Ma il muro reggerà? E la piena passerà o si ingrosserà ancora?

LA TRUMPIANA RIPUDIATA E LE DURE REPLICHE DELLA STORIA

I leader sono così: devono spararle grosse. Creare illusioni per motivare i loro polli e convincerli a seguirli, ovvero a votare per insediarli nelle stanze del potere, lì dove si premono i bottoni che contano. Bottoni che risolvono problemi. I problemi dei polli. Appunto.

Creare illusioni è stato per millenni il compito delle religioni (e, in parte, delle filosofie). Ma con l'avvento degli stati moderni, con la rivoluzione americana che fissò, tra l'altro, il diritto alla felicità e poi con quella francese che dichiarò gli uomini tutti liberi, tutti uguali e tutti fratelli, e per non dire di quella russa finita come è finita, la politica ha preso quel posto. O si è affiancata. Perché la religione, grazie a Dio, ha resistito.

Per questo dal ‘700 in poi è stato tutto un susseguirsi di politici illusionisti che nei paesi democratici sono stati votati da folle di credenti.

Ma quando questi illusionisti sono entrati nelle stanze dei bottoni si sono accorti che non erano in grado di realizzare i sogni che avevano venduto ai loro elettori e sostenitori. Un bel guaio, per i sostenitori.

Un grande filosofo della politica, Norberto Bobbio, ha parlato di “dure repliche della storia” che smontano spesso le grandi illusioni.

Ma i politici non possono smettere di illudere le persone. Fa parte del loro mestiere. Per cui messi di fronte alle dure repliche della storia sono costretti (come nello schema Ponzi) a negare la verità e a aumentare la dose.

E neppure gli elettori possono fare a meno di farsi illudere. Se nessuno credesse che il proprio voto è in grado di cambiare il corso della STORIA e della propria vita, pochi andrebbero a votare. Come nelle assemblee di condominio. Che è poi quello che sta succedendo.

Così anche l’ultima illusionista che da 4 anni occupa la stanza romana dei bottoni ha rilanciato lo schema. Il nostro è il più longevo e il migliore governo di sempre, ha gridato a Bari; e in futuro (ha promesso) faremo ancora meglio. Investite su di noi. Sistemeremo il paese. Poi ha ignorato le dure repliche della storia e continuato a galvanizzare con parole e gesti da avanspettacolo i suoi amici e gli elettori.

Del resto, che altro poteva fare? Dire la cruda verità? Giammai.

La verità gli fa male agli Italiani, cantava Caterina Caselli qualche anno fa. La trumpiana ripudiata lo sa. E lei gli vuole bene al suo popolo. E' per il nostro bene infatti che non molla e non mollerà mai. 

Sai che gioia!

sabato 5 settembre 2026

L’EUROPA E IL NEMICO RUSSO

La Russia di oggi è uno Stato autoritario, imperialista e guerrafondaio.

Dopo la morte dell'URSS e l’indipendenza conquistata da alcune ex repubbliche sovietiche, lo stato russo si è riassestato e, tra le altre cose, sta provando a riportare all’ovile alcuni paesi e popolazioni che ritiene suoi vassalli e a fermare l'espansione di NATO e UE verso Est. 

Il nuovo protagonismo russo scardina l'ordine internazionale post-sovietico. Su questo non ci piove.

Ma anche l’avanzata verso Est di NATO e UE ha incrinato questo ordine: anche se questa espansione è nata dalla richiesta di popoli e stati desiderosi di sottrarsi al vassallaggio dell’impero russo per finire vassalli dell' impero USA-NATO-UE. Anche su questo non ci piove.

L’invasione russa dell’Ucraina nasce lungo questa faglia.

NATO e UE hanno deciso di considerare l’Ucraina come un stato membro dell’alleanza (ma non lo era nel ‘22, né lo è ora) e fatto scattare dopo l’invasione una versione soft dell'art. 5 del trattato NATO che prevede sostegno e aiuti all’Ucraina, ma senza l’invio di truppe sul terreno. Inoltre Stati NATO e UE hanno adottato 20 pacchetti di sanzioni contro la Russia e altri atteggiamenti ostili.

La speranza di NATO e UE era che la Russia non reggesse il peso del conflitto e delle sanzioni, mentre i russi speravano di fare un sol boccone dell’Ucraina e che NATO e UE non avrebbero aiutato seriamente l’Ucraina a resisterle.

Si sono sbagliati tutti, perché dopo 4 anni e mezzo la Russia non si è pappata l’Ucraina, ma non è neppure collassata sotto il peso del conflitto e delle sanzioni, trovando nella Cina (e in altri Stati) un valido sostegno.

L’avvento di Trump ha poi complicato l’atteggiamento della NATO e obbligato la UE a sostenere con più forza l’Ucraina.

La guerra di logoramento va avanti. Nessuno sa fino a quando.

Soprattutto per l’UE è necessario che la Russia assuma agli occhi delle opinioni pubbliche europee la faccia di un NEMICO sempre più cattivo e subdolo. Ciò giustificherà maggiori investimenti in armi e in eserciti (oggi assai impopolari) e l’uso di strumenti sempre più aggressivi da parte della UE contro la Russia.

La propaganda UE (inclusa quella italiana) sta perciò amplificando l’immagine dei russi come supercattivoni.

La follia e la menzogna sono padrone della situazione.

mercoledì 2 settembre 2026

IL VENEZUELA E L’AMICHETTISMO AMORALE DI STATO

Saremo anche un paese civile, ma questo non ci impedisce di praticare l’amichettismo amorale di Stato.

Traggo questa convinzione dal comportamento delle massime élite politiche del nostro Paese che (tranne poche eccezioni) non hanno fatto né ai, né bai di fronte al fatto che gli USA, nostri signori, padroni e protettori, hanno rapito il presidente del Venezuela (uno stato formalmente sovrano e riconosciuto dall’Onu. Già, ma esiste sempre l’ONU?), lo hanno portato negli USA e lo stanno processando senza nessun mandato internazionale; nel frattempo hanno favorito l’ascesa di una presidente di loro gradimento, con la quale in questi giorni hanno stipulato un accordo per controllare attraverso una società a maggioranza USA il petrolio del Venezuela per i prossimi 100 anni.

Tutto ciò si chiama COLONIALISMO. 

Un COLONIALISMO praticato da uno Stato democratico: gli Usa.

E anche se il Venezuela è uno Stato poco o punto democratico, con una classe dirigente discutibile, possono gli Stati Uniti colonizzarlo e sfruttarne le risorse petrolifere a loro vantaggio e piacimento? Che esempio danno al mondo?

E l’ITALIA? E i suoi democratici leader politici possono rimanere in silenzio di fronte a questa democratica rapina colonialista degli Usa?

Come definire questo nostro amichevole democratico silenzio? COMPLICITÀ?

Certo se LITTLE ITALY gridasse “al ladro”, se sostenesse l’indipendenza del Venezuela, se presentasse una mozione di protesta all’ONU, se promuovesse una causa davanti al tribunale internazionale dell’AJA contro i rapinatori statunitensi, perderebbe a sua volta esportazioni e affari con gli USA. Rischierebbe altri dazi. Farebbe la fine di Cuba. Dio non voglia.

Così la nostra NAZIONE ASOVRANA guarda le azioni statunitensi in Venezuela, borbotta un po', ma i suoi uomini pubblici più rappresentativi tacciono. E così facendo applicano L'AMICHETTISMO AMORALE DI STATO, il quale prevede che non si critichino gli amici con cui si fanno affari e di cui è militarmente e politicamente vassalli.

Ma agendo così non entriamo anche noi nella compagnia dei disprezzatori del diritto internazionale e dei produttori di caos?

E se le giovani generazioni ci guardano, che penseranno?