Due giorni fa passo davanti alla villa Crastan (a Pontedera City) in orario di apertura del giardino pubblico e mi casca l’occhio sul fatto che la porticina d’ingresso alla villa e al giardino è chiusa ed è sparito dalla porta il provvisorio cartello con gli orari di apertura.
Forse il gestore ha chiuso in anticipo il giardino?
Forse qualcuno ha strappato il cartello per fare un dispetto all’amministrazione comunale?
O forse la Fondazione cultura, concessionaria degli spazi, terminata l’estate, nonostante i 65.000 € assegnati dal comune per la gestione della villa, ha ritenuto di non avere più l'obbligo di aprire regolarmente il cancello e ha tolto il cartello e chiuso il giardino?
Purtroppo non sono in grado di rispondere alle domande sopra riportate.
L’assenza di un cartello (e di un comunicato del Comune) che renda note le volontà dell’amministrazione (e della spesso afona Fondazione cultura) non consente che di formulare domande.
Ieri ripasso, verso le 11 e poi anche nel pomeriggio. Niente, l’accesso al giardino di Villa Crastan risulta sempre chiuso e nessun cartello segnala la ragione della cosa.
Come nessun cartello segnala un nuovo orario di apertura
Stamani scrivo.
Probabilmente finita l'estate è finita anche l’apertura del giardino della villa Crastan. Vuolsi così colà dove si puote. E tuttavia io continuo a dimandare. E se il giardino fosse di nuovo chiuso ad libitum, continuo anche a chiedere che venga aperto con un nuovo orario settimanale preciso.
Perché la sola apertura estiva, sarebbe stata una scelta di assai corto respiro, anche se straordinariamente ben remunerata.
Infatti con la delibera n. 134 del 30 luglio 2026 la giunta pontederese ha assegnato ben 65.000,00 € per la gestione della villa Crastan alla Fondazione Cultura: gestione che comprende pure il giardino per l'anno 2026. E' un fatto sinallagmatico, si legge in delibera.
E' una questione minuscola quella che continuo a sollevare? Di sicuro. Ma tuttavia emblematica di come si gestiscono le risorse pubbliche a Pontedera, dove non dovremmo aver bisogno della Corte dei Conti per farci dire come spendere secondo le regole i nostri soldi. E invece accade. Davvero non si può fare di meglio?