La chiusura della biblioteca di San Miniato Basso (per i cui lavori di risistemazione e riapertura non ci sono date certe) continua a pesare negativamente sui livelli di lettura del Comune.
Così anche se da quest’anno i dati statistici sanminiatesi arruolano e inglobano, con una piccola furbata, anche i dati di Bibliocoop di San Miniato Basso, le principali voci di attività di tutte le biblioteche locali registrano pur sempre un saldo negativo rispetto ai dati del 2024 e un saldo ancora più disastroso rispetto a quelli del 2019.
Calano infatti nel 2025 i prestiti librari da patrimonio. Il che vuol dire che si legge sempre meno nel sanminiatese (anche annettendo a quelli comunali i lettori della Bibliocoop).
Crollano in particolare le presenze dei lettori nelle sale di studio. Un fenomeno particolarmente negativo, perché riguarda soprattutto il mondo giovanile (gli studenti) che questa amministrazione, grazie alle sue scelte avventate, allontana da un luogo formativo strategico come è quello delle biblioteche. Sono quasi 3.000 in meno le presenze in sala di studio rispetto all’anno scorso, ma sono circa la metà (ovvero quasi il 50% in meno) rispetto al 2019. Questo significa che quasi 1 utente su 2 dell’ultimo anno precovid non sta tornando a frequentare le biblioteche comunali. Un vero guaio.
L’altro dato in diminuzione è quello degli utenti attivi, ovvero di quelle persone che hanno messo i piedi e la testa in biblioteca almeno per prendere un libro o un dvd in prestito nel corso dell’anno. Diminuiscono anche loro nel ‘25 rispetto all’anno precedente e sono circa il 20% in meno rispetto agli attivi del 2019.
Infine cala ancora, sia pure di poco, la presenza di classi in biblioteca rispetto allo scorso anno e ovviamente rispetto al 2019.
È chiaro che gran parte del crollo della lettura è causato dalla chiusura da ormai 2 anni della Biblioteca di San Miniato Basso, chiusura che priva l’area più popolata del comune di una struttura pubblica di qualità.
Certo San Miniato, come è noto a chi segue con affetto e dolore, come il sottoscritto, le tragicomiche cronache cittadine, non ha solo da fare i conti coi problemi della pubblica lettura.
Ma un Comune che maltratta i bibliotecari in appalto, costringendoli a ricorrere ai tribunali, che perde lettori e che impoverisce la presenza dei giovani nelle sue biblioteche, non è destinato a risolvere bene nemmeno gli altri e assai più gravosi problemi che lo attanagliano. Perché se le teste dei cittadini non sono ricche di esperienze culturali e di buone letture, sarà difficile che risolvano al meglio anche tutti gli altri problemi collettivi (e privati) che hanno.
Ma certo questa visione nasce dalla deformazione professionale di un anziano ex bibliotecario.
Perciò, lunga vita ai tartufi.
Le statistiche complete che ciascuno può valutare da solo si trovano al seguente link:
https://bibliolandia.comperio.it/sites/bibliolandia/assets/Keti/Statistiche_Rete_Bibliolandia_2025_2026-02-19_13-57-05.pdf