Erano ottant’anni che in Europa non si sentivano frasi assolutamente folli e devastanti come quelle pronunciate, secondo il sito web della "Repubblica", alcuni giorni fa a Monaco, alla conferenza sulla sicurezza e confermate anche da giornali come “Il Corriere della sera".
Il piano di RIARMO per la sicurezza europea diventa così anche RIARMO ATOMICO.
Ma costruire bombe atomiche europee, magari finanziate con eurobond e col consenso tedesco, sarebbe una vera catastrofe per l’Europa e il mondo.
La Meloni e la Schlein non mi pare si siano espresse sull’adesione dell’Italia al gruppetto degli eurobombaroli atomici, anzi mi pare che il tema sia stato lasciato cadere dalla politica italiana. In particolare la Meloni dovrebbe dirci se nell’incontro recente con Merz hanno parlato di questo tema.
E il Presidente della Repubblica dovrebbe convocare un consiglio supremo di sicurezza e dire che l'Italia non può condividere l’eventuale scelta atomica europea. L’art. 11 della Costituzione non ci permette di condividere il RIARMO ATOMICO con gli eurobombaroli.
Lo stesso Parlamento italiano dovrebbe essere convocato per discutere della faccenda e respingere le offerte dai bombaroli atomici.
Ma lo faranno? O i politici italiani traccheggeranno come è nel loro stile?
La speranza è che i giovani europei non intendano diventare carne da macello e farsi coinvolgere in una carneficina che potrebbe far impallidire persino gli orrori della seconda guerra mondiale.
Spero infine che Papa Leone XIV scomunichi senza tanti giri di parole tutti i leader europei che sostengono la necessità dell’Europa di dotarsi di bombe atomiche comuni. Sono certo che Dio non gli perdonerebbe incertezze o intelligentissimi giri di parole su questo punto.
Come sono sicuro che perfino il grande Erasmo di fronte alla possibilità di vedere realizzarsi una bomba atomica europea si ricrederebbe sulla bontà della follia nella storia.
Il popolo, direbbe Chaplin, è ancora in tempo a fermare questa pazzia.
Per quanto poco contiamo, dobbiamo dire un chiaro NO ALLE BOMBE ATOMICHE EUROPEE. Con tutti i mezzi pacifici di cui disponiamo.
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