martedì 10 marzo 2026

IL PRUDENTE REALISMO DEI VASI DE COCCIO

Forse non è più esattamente così, ma certo non si può negare che il CORRIERE DELLA SERA continui, almeno in parte, a rappresentare l’anima profonda della borghesia produttiva italiana e ad esprimere una visione se non egemonica almeno largamente condivisa nella società borghese italiana. E' il giornale del moderatismo italiano. Senza dare alla parola “moderato” alcun valore morale.

Il CORRIERE è una voce intellettualmente e politicamente rappresentativa del Paese, la cui eco non può essere trascurata, né da chi governa, né da chi sta all’opposizione o semplicemente da chi segua le vicende dell’Italia per curiosità o affetto.

L’edizione dell’8 marzo del CDS riportava l’editoriale di un suo opinionista di peso, ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA, che trattava della prudenza politica italiana. L’articolo era tutto un elogio all'astuto realismo (e moderatismo) del governo a trazione Meloni nei confronti della guerra scatenata dai gemelli guerrafondai, Bibi & Donald. Un astuto realismo “doroteo”, praticato da un’ex giovane nipotina di Almirante, che non sosteneva ma neppure condannava la scelta bellicosa degli alleati americani. Un capolavoro di barocco politico.

Le ragioni della prudenza? Le sintetizzo.

L’Italia è uno stato sconfitto nella seconda guerra mondiale che non recupererà mai più la propria sovranità. Il vassallaggio è il nostro modo di stare nel mondo delle grandi potenze.

Il nostro è uno Stato debole, senza bombe atomiche e militarmente ininfluente.

E ad un soggetto di così poco peso e quindi fragile come l’Italia non si addice fare la voce grossa, né rivendicare un protagonismo internazionale, soprattutto nelle crisi belliche.

Uno Stato così deve assecondare gli stati forti e trarre vantaggi da questa posizione di accondiscendenza.

C’è in questa analisi del CORRIERE una sintonia profonda con la storia degli ultimi tre secoli di questo nostro coacervo nazionale.

E come il giornale meneghino sembra ragionare il grosso degli italiani moderati.

Da qui nasce la PRUDENZA. Una virtù cardinale. Una virtù, aggiungo io, politicamente trasversale.

Tanto che, aggiungo sempre io, se la Schlein fosse oggi al posto della Meloni probabilmente non avrebbe pronunciato il discorso di Pedro Sanchez. O lo avrebbe molto molto annacquato.

Perché gli Italiani (di destra o di sinistra che siano) restano a maggioranza politicamente prudenti. 

Prudenti, realisti e un po' immorali. Prudenti e un po' inclini a fregarsene del diritto, soprattutto di quello internazionale. Soprattutto se il diritto va preteso e difeso con un certo impegno e rischio personale e collettivo. Prudenti, ma anche po' cinici e soprattutto attenti al proprio particolare. 

E il vassallaggio ha i suoi vantaggi ….per i vasi de coccio.

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