I commenti dei governanti italiani di fronte agli attacchi militari degli Usa e di Israele contro l’Iran erano largamente prevedibili.
I VASSALLI infatti devono fare sempre buon viso a cattivo gioco e misurare le parole per non urtare il loro ALLEATO PADRONE (gli USA), anche quando il loro ALLEATO PADRONE viola le principali regole del diritto internazionale e si comporta come uno sceriffo a cui nessuno ha conferito questa carica.
Così è stato anche questa volta.
Il vincolo atlantico e gli interessi politico-economici che legano ITALIA e USA impediscono a chi ci governa di riconoscere che:
-nessuno organo internazionale ha autorizzato Usa e Israele a bombardare l’Iran. L’autorizzazione se la sono data da soli, senza fornire all’opinione pubblica mondiale neppure una documentazione probatoria che giustificasse il loro operato.
-gli Usa in particolare non hanno avuto il mandato ad agire neppure dal loro Parlamento, il Congresso, a cui pure spetta, in base alla loro Costituzione, la competenza di dichiarare guerra ad altri paesi.
-l’ONU è stato volutamente bypassato e quindi trattato come se fosse un’istituzione inutile, se non d’impaccio.
-la violazione dell’ordine internazionale da parte degli Usa è un fatto palese, ingiustificabile e inaccettabile.
Un Paese VASSALLO degli Usa come è l’Italia, nei suoi vertici istituzionali (Presidenza della Repubblica, Presidenza del consiglio dei ministri e Parlamento) si è dunque limitato a tacere o a balbettare frasi che giustificano l’azione militare statunitense, condannando invece la risposta dell'Iran all’attacco subìto. Una vera indecenza.
Ma c’è di più.
Perfino il grosso delle forze politiche di opposizione di un paese VASSALLO come l'Italia si sta limitando a proteste verbali di maniera. Neppure queste forze sono infatti in grado (e nemmeno tentano) di esprimere il proprio dissenso dal comportamento dell’ALLEATO PADRONE. Niente coraggio, niente contromisure, nessuna presa di distanza dall’ALLEATO PADRONE, nessun coinvolgimento del sentimento popolare. Solo parole.
Perfino le forze di opposizione si autovietano di chiamare gli elettori di centro sinistra a manifestare contro un’inaccettabile violazione del diritto internazionale.
E i sindacati? E l’ANPI? E le organizzazioni della società civile? Tutti
intimoriti dalle nuove leggi repressive approvate dal governo Meloni?
Qualunque siano le risposte, resta il fatto che il comportamento dei vertici dello Stato italiano e del grosso delle opposizioni (politiche e sociali) accetta la SUDDITANZA dell’Italia al BELLICISMO USA e ISRAELIANO.
Ma il silenzio, l'accondiscendenza o la protesta appena sussurrata e retorica di quasi tutti i partiti politici italiani testimoniano anche la COMPLICITÀ italiana all’attacco americano.
Una COMPLICITÀ che gli iraniani individuano facendo anche noi bersaglio delle loro rappresaglie.
Una COMPLICITÀ che ci fa vergogna, perché colloca anche noi italiani fuori dal campo del diritto internazionale.
Nessuno può infatti decidere di uccidere un capo di stato straniero e i suoi collaboratori senza che un tribunale internazionale lo abbia processato e condannato.
Se invece accettiamo o subiamo tutto questo, qualunque siano gli argomenti che usiamo, ci collochiamo nel regno dell’arbitrio e quindi fuori dal diritto.
E fuori dal diritto conta solo la volontà e soprattutto la violenza del più forte.
Una cosa che possiamo definire BARBARIE.
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