In realtà non sono del tutto sicuro che quello che pubblico oggi sia davvero il primo manifesto che sia stato affisso sui muri pontederesi in occasione della giornata del primo maggio festa del lavoro. Di certo è il primo di cui gli archivi della polizia abbiano conservato traccia (almeno in base alle mie ricerche). L’originale si trova depositato nell’Archivio di Stato di Pisa nel fondo della Prefettura.
Il manifesto fu stampato e affisso dal Circolo politico pontederese Carlo Pisacane, attivo in Pontedera negli anni ‘90 dell’Ottocento. Il circolo era frequentato e animato da uomini di fede repubblicana, mazziniana, socialista e anarchica e tenuto sotto sorveglianza dalle forze dell’ordine perché giustamente considerato dai borghesi liberali che guidavano allora il Paese un covo di pericolosi sovversivi.
Il testo meriterebbe una lunga riflessione che però lascio ai lettori che vorranno soffermarsi sopra.
E' un documento di circa 130 anni fa, ma mi pare ancora vivo e chiaro. Forse un po' retorico. Ma perfettamente aderente ai suoi tempi.
Lo pubblicai oltre 40 anni fa, a spese dell’Amministrazione Comunale pontederese, quando era sindaco il socialista Carletto Monni, in un mio volume che credo si trovi oggi solo nella biblioteca Gronchi, dove chi vuole può prenderlo in prestito.
A spingermi verso lo studio della storia di Pontedera era stato un altro sindaco socialista, Giacomo Maccheroni, il quale tra la fine del 1971 o l'inizio del ‘72 chiese ad alcuni giovani liceali di allora (tra cui il sottoscritto) di misurarsi con la storia della Pontedera degli anni ‘20 e con la figura di Alvaro Fantozzi. E lo fece invitandoci a studiare i registri dei verbali consiliari degli anni tra il 1919 e il 1922 e chiedendoci di produrre una ricerca storica per il 25 Aprile che includesse anche le vicende cittadine. Poi ci fece accomodare in sala Giunta. Lì avviammo la lettura dei grandi volumi coi verbali originali del Consiglio e alla fine consegnammo un testo o forse lo leggemmo in un'occasione pubblica. Questo almeno è ciò che ricordo, anche se qualche dettaglio ormai mi sfugge.
Invece ricordo bene che in quegli anni mi ero trasformato in un estremista di sinistra e che polemizzai a lungo e volentieri con i due sindaci socialisti in merito ai destini di Pontedera e del socialismo.

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