LA STORIA DELLA STRAGE DEL DUOMO IN POCHE FRASI, 13 APRILE
E' difficile concentrare 70 anni di ricerche sulla strage in un tweet. Ma ci provo, partendo dai fatti certi. San Miniato il 22 luglio '44 si trovò sulla linea del fronte di guerra. Poco fuori le mura avanzavano gli americani e bombardavano la città. Dentro la città c'erano i tedeschi. La mattina del 22 i tedeschi costrinsero molte persone a uscire dai rifugi. Ne radunano un gruppo dentro il duomo. Nel duomo esplosero alcune bombe. Sicuramente in quei momento era in atto un bombardamento americano su San Miniato. Domanda: Di chi è la responsabilità della strage? Dell'esercito tedesco che costrinse le persone a uscire dai rifugi e le spinse ad entrare in duomo come dice la prima lapide, che però aggiunge anche che la bomba era tedesca? O degli americani che bombardavano come corregge ed integra la seconda lapide? La mia sintesi è che la strage avvenne per responsabilità morale dei tedeschi e con la loro complicità attiva. Ma la bomba o le bombe erano probabilmente americane. Di più, sentiti i testimoni (inclusi quelli che non ci sono più) e studiate le carte d'archivio, non si può dire. Perchè a mio avviso le due lapidi vanno benissimo insieme e non sono contradditorie? Perchè raccontano la verità di una "strage condivisa" tra tedeschi e americani. E dimostrano come le amministrazioni progressivamente avvicendatesi al governo della città, pur partendo da una prima versione dei fatti, l'abbiano affinata seguendo il progredire della ricerca storica per giungere ad una comprensione molto vicina alla verità. Ma siccome molte persone pensano che la verità sia o bianca o nera, e vogliono un colpevole certo, possibilmente unico, su cui scaricare la colpa e la rabbia, faticano ad accettare la complessità degli eventi che le lapidi invece ci raccontano in maniera perfetta. Naturalmente, sempre che uno abbia la voglia e la materia grigia sufficiente per leggerle e rifletterci sopra
PER SAPERNE MOLTO DI PIU' VAI SU WIKIPEDIA
https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_del_Duomo_di_San_Miniato
e ancora:
Stragi tedesche
e bombardamenti alleati
L’esperienza della guerra
e la nuova democrazia a San Miniato (Pisa).
La memoria e la ricerca storica
A cura di Leonardo Paggi
http://www.toscananovecento.it/wp-content/uploads/2014/02/Paggi-Stragi-tedesche-e-bombardamenti-alleati.pdf
lunedì 13 aprile 2015
IN ATTESA CHE L'ANPI PROVINCIALE SI PRONUNCI SULLA STORIA DELLE LAPIDI DI SAN MINIATO
Mi dicono che sulla nostra storia dovrebbe pronunciarsi anche l'Anpi provinciale. Penso anch'io che quest'anno il 25 aprile di San Miniato sarà memorabile. Sarà un 70esimo coi fiocchi. Del resto anche la legge regionale sottolinea l'importanza di celebrare questo anniversario
Mi dicono che sulla nostra storia dovrebbe pronunciarsi anche l'Anpi provinciale. Penso anch'io che quest'anno il 25 aprile di San Miniato sarà memorabile. Sarà un 70esimo coi fiocchi. Del resto anche la legge regionale sottolinea l'importanza di celebrare questo anniversario
PERCHE' NON ORGANIZZARE UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO SULLE LAPIDI? 12 APRILE
Secondo me se è un uomo coraggioso come ha sostenuto anche di recente Carlo Baroni nei suoi articoli sulla Nazione il sindaco dovrebbe convocare un consiglio comunale aperto e dare a tutti i cittadini la possibilità di esprimersi. La lapide coi nomi dei morti è già presente tra l'altro nel duomo di san miniato e la terza lapide sulla facciata del palazzo sembra proprio un bel doppione di quella del duomo. Si vede che il comune ha soldi da buttare. Quanto al testo se come chiedono i Taviani ci sarà scritto che i morti sono conseguenza della guerra nazifascista, mi permetto di fare osservare che si tratta della stessa tesi sostenuta dalla lapide di Russo inaugurata da Ferruccio Parri. Ma se il testo scritto di pugno dal sindaco assomigliera' nella sostanza alla prima lapide di Russo, perché deporre questa lapide e riporla in un museo? Non si buttano via soldi e tempo? Infine. Il bozzetto della terza lapide andrà mandato in sovrintendenza per la valutazione. Questo lascia immaginare che un qualche ufficio comunale, magari l'ufficio tecnico ha avuto l'incarico di studiare la cosa, esaminare i materiali, chiedere preventivi di spesa, bisognerà fare una determina di impegno di spesa, bisognerà che sul bilancio questa spesa sia stata messa tra le opere pubbliche, perché tra marmo e incisione la costerà parecchio. Insomma la storia continua. E credo che ne vedremo ancora delle belle. Beh, si fa x dire
Secondo me se è un uomo coraggioso come ha sostenuto anche di recente Carlo Baroni nei suoi articoli sulla Nazione il sindaco dovrebbe convocare un consiglio comunale aperto e dare a tutti i cittadini la possibilità di esprimersi. La lapide coi nomi dei morti è già presente tra l'altro nel duomo di san miniato e la terza lapide sulla facciata del palazzo sembra proprio un bel doppione di quella del duomo. Si vede che il comune ha soldi da buttare. Quanto al testo se come chiedono i Taviani ci sarà scritto che i morti sono conseguenza della guerra nazifascista, mi permetto di fare osservare che si tratta della stessa tesi sostenuta dalla lapide di Russo inaugurata da Ferruccio Parri. Ma se il testo scritto di pugno dal sindaco assomigliera' nella sostanza alla prima lapide di Russo, perché deporre questa lapide e riporla in un museo? Non si buttano via soldi e tempo? Infine. Il bozzetto della terza lapide andrà mandato in sovrintendenza per la valutazione. Questo lascia immaginare che un qualche ufficio comunale, magari l'ufficio tecnico ha avuto l'incarico di studiare la cosa, esaminare i materiali, chiedere preventivi di spesa, bisognerà fare una determina di impegno di spesa, bisognerà che sul bilancio questa spesa sia stata messa tra le opere pubbliche, perché tra marmo e incisione la costerà parecchio. Insomma la storia continua. E credo che ne vedremo ancora delle belle. Beh, si fa x dire
LE DUE LAPIDI NON FORNISCONO VERSIONI CONTRADDITTORIE, SEMMAI SI INTEGRANO, 10 APRILE
Le due lapidi non forniscono versioni contraddittorie, ma si integrano. La prima, inaugurata da Ferruccio Parri nel 1954, attribuisce l'intera responsabilità della strage ai tedeschi. I fratelli Taviani hanno ripreso questa versione nel film premiato a Cannes "La Notte di San Lorenzo". La seconda lapide, scritta dall'ex presidente della Repubblica Scalfaro, ridimensiona la responsabilità dei tedeschi che si sarebbero limitati a rastrellare la popolazione, tirandola fuori dai rifugi, e a concentrarla in Duomo. Su questi cittadini sarebbero cadute bombe americane. Le lapidi sono due beni culturali e solo se rimarranno lì continueranno a raccontare la loro tragica storia e a far sì che gli uomini continuino a porsi domande sulla guerra e sulle responsabilità. Spostate in un museo,le lapidi verrebbero rottamate e dimenticate. Che è proprio quello che vorrebbe fare l'attuale sindaco. Ma il Palazzo comunale è già un museo cielo aperto e non costa niente di custodia
La mia impressione è che ci siano molte persone che a quelle due lapidi, pur con tutti i loro difetti, ci sono affezionate e ci tengono. Un'idea che ho in mente è quello di farlo sapere al sindaco. Pensavo di mandargli una semplice mail, più o meno quella che ho scritto in questa discussione, chiedendogli di soprassedere alla rimozione. Credo che se molti cittadini manifestassero un pensiero analogo, forse il sindaco e la giunta potrebbero riflettere ancora. Non ho idea se ci sia una delibera di indirizzo del consiglio comunale che chiarisca bene la volontà generale dei sanminiatesi su tutta questa vicenda. So che uno storico inglese, John Foot, allievo di Paul Ginsborg, ha dedicato un saggio di 50 pagine alla memoria divisa che ruota attorno alla strage del duomo di San Miniato e ai settanta anni successivi. So che dal film dei Taviani alle riflessioni di Hartmut Koehler, fino agli studi di Paoletti e Biscarini, emergono una complessità di vicende e di analisi che si sono costantemente intrecciate con la vita politica e culturale sanminiatese. E questa vicenda non può concludersi con una rimozione. Ma solo con un ulteriore livello di consapevolezza e di pubblicità della discussione. Non so se arriveremo mai ad avere una memoria condivisa della strage. Del resto nemmeno i francesi arriveranno mai ad avere una memoria condivisa della loro sanguinosa rivoluzione. Il problema è non spegnere la passione della discussione civile e della ricerca della verità. Rimuovere lapidi non va in questa direzione. Anche quando le lapidi non sono perfette.
Le due lapidi non forniscono versioni contraddittorie, ma si integrano. La prima, inaugurata da Ferruccio Parri nel 1954, attribuisce l'intera responsabilità della strage ai tedeschi. I fratelli Taviani hanno ripreso questa versione nel film premiato a Cannes "La Notte di San Lorenzo". La seconda lapide, scritta dall'ex presidente della Repubblica Scalfaro, ridimensiona la responsabilità dei tedeschi che si sarebbero limitati a rastrellare la popolazione, tirandola fuori dai rifugi, e a concentrarla in Duomo. Su questi cittadini sarebbero cadute bombe americane. Le lapidi sono due beni culturali e solo se rimarranno lì continueranno a raccontare la loro tragica storia e a far sì che gli uomini continuino a porsi domande sulla guerra e sulle responsabilità. Spostate in un museo,le lapidi verrebbero rottamate e dimenticate. Che è proprio quello che vorrebbe fare l'attuale sindaco. Ma il Palazzo comunale è già un museo cielo aperto e non costa niente di custodia
La mia impressione è che ci siano molte persone che a quelle due lapidi, pur con tutti i loro difetti, ci sono affezionate e ci tengono. Un'idea che ho in mente è quello di farlo sapere al sindaco. Pensavo di mandargli una semplice mail, più o meno quella che ho scritto in questa discussione, chiedendogli di soprassedere alla rimozione. Credo che se molti cittadini manifestassero un pensiero analogo, forse il sindaco e la giunta potrebbero riflettere ancora. Non ho idea se ci sia una delibera di indirizzo del consiglio comunale che chiarisca bene la volontà generale dei sanminiatesi su tutta questa vicenda. So che uno storico inglese, John Foot, allievo di Paul Ginsborg, ha dedicato un saggio di 50 pagine alla memoria divisa che ruota attorno alla strage del duomo di San Miniato e ai settanta anni successivi. So che dal film dei Taviani alle riflessioni di Hartmut Koehler, fino agli studi di Paoletti e Biscarini, emergono una complessità di vicende e di analisi che si sono costantemente intrecciate con la vita politica e culturale sanminiatese. E questa vicenda non può concludersi con una rimozione. Ma solo con un ulteriore livello di consapevolezza e di pubblicità della discussione. Non so se arriveremo mai ad avere una memoria condivisa della strage. Del resto nemmeno i francesi arriveranno mai ad avere una memoria condivisa della loro sanguinosa rivoluzione. Il problema è non spegnere la passione della discussione civile e della ricerca della verità. Rimuovere lapidi non va in questa direzione. Anche quando le lapidi non sono perfette.
ULIVIERI QUERELATO DAL SINDACO DI SAN MINIATO, 11 APRILE
Ulivieri è un calciatore e le cose le fa col cuore, ma un sindaco che rappresta 30000 persone può rimuovere in quel modo due lapidi storiche? Due lapidi che moralmente rappresentano la resistenza a San Miniato, si possono togliere senza una seduta aperta del consiglio comunale? Essendo anche beni culturali si possono togliere in barba alle leggi senza avere il parere della sovrintendenza? E un sindaco che non rispetta le regole del galateo politico e che non rispetta le leggi che sindaco è?
Mi dicono che sulla nostra storia dovrebbe pronunciarsi anche l'Anpi provinciale. Penso anch'io che quest'anno il 25 sprile di San Miniato sarà memorabile. Sarà un 70esimo coi fiocchi. Del resto anche la legge regionale sottolinea l'importanza di celebrare questo anniversario.
Ulivieri è un calciatore e le cose le fa col cuore, ma un sindaco che rappresta 30000 persone può rimuovere in quel modo due lapidi storiche? Due lapidi che moralmente rappresentano la resistenza a San Miniato, si possono togliere senza una seduta aperta del consiglio comunale? Essendo anche beni culturali si possono togliere in barba alle leggi senza avere il parere della sovrintendenza? E un sindaco che non rispetta le regole del galateo politico e che non rispetta le leggi che sindaco è?
Mi dicono che sulla nostra storia dovrebbe pronunciarsi anche l'Anpi provinciale. Penso anch'io che quest'anno il 25 sprile di San Miniato sarà memorabile. Sarà un 70esimo coi fiocchi. Del resto anche la legge regionale sottolinea l'importanza di celebrare questo anniversario.
RIMETTA A POSTO LE LAPIDI - LETTERA APERTA AL SINDACO DI SAN MINIATO, 9 APRILE 2015
Signor sindaco di San Miniato,
Le chiedo di rimettere le lapidi della strage del duomo sulla facciata del palazzo comunale per 5 ragionevoli motivi. 1. La lapide inaugurata da Ferruccio Parri nel 1954 racconta la responsabilità e la complicità dell'esercito tedesco nella strage del duomo. Questa responsabilità, insieme alla distruzione di una parte della città e della Rocca, narrata anche dai fratelli Taviani nel film "La notte di San Lorenzo", resta inequivocabile. Mi auguro che i Fratelli Taviani si rifiutino di accettare da lei la cittadinanza onoraria fino a quando quelle lapidi non torneranno al loro posto. 2. La seconda lapide di Scalfaro dimostra come le amministrazioni possano integrare la verità storica precisando elementi importanti e mantenendo la discussione sotto gli occhi di tutti. 3. Queste due lapidi oggi sono documenti storici e beni culturali. Patrimonio delle generazioni passate e di quelle future. Non si può modificarne uso e visibilità senza un processo partecipativo, chiaro, documentato, largamente condiviso. 4. Mettere alla base delle lapidi un QR code (che rimandi ai molti documenti, film, saggi e libri sulla storia della strage del duomo) non costerebbe quasi nulla e farebbe della facciata del palazzo comunale di San Miniato uno degli esempi più interessanti di come si conserva, con passione civile e visibilità pubblica, la memoria storica di un paese. Il Palazzo comunale è il museo a cielo aperto meno costoso e più visibile che lei possa regalare ai cittadini e agli italiani che la guardano. 5. La rimozione delle lapidi da lei perpetrata è una barbarie che non trova giustificazione alcuna. Le lapidi, per loro esplicita natura, sono documenti pubblici e dall'antichità ad oggi, in tutti i paesi del pianeta, sono collocate in luoghi ben visibili e accessibili. Solo le lapidi morte, quelle che appartengono a civiltà scomparse, vengono messe nei musei. Ma le lapidi di San Miniato, come per fortuna dimostrano le reazioni di questi giorni su facebook, sulla stampa cartacea e nelle conversazioni pubbliche, sono vive e continuano a sanguinare. Oggi lei parteciperà ad un evento dedicato alla professoressa Marinella Marianelli. Spero che mentre lei si sciacquerà la bocca con la memoria di Marinella, per un momento oda le grida che le sta lanciando da quella parte del paradiso che lei non potrà mai raggiungere. Se non capisce quel grido, glielo sintetizzo: rimetta a posto le lapidi e si vergogni!
Signor sindaco di San Miniato,
Le chiedo di rimettere le lapidi della strage del duomo sulla facciata del palazzo comunale per 5 ragionevoli motivi. 1. La lapide inaugurata da Ferruccio Parri nel 1954 racconta la responsabilità e la complicità dell'esercito tedesco nella strage del duomo. Questa responsabilità, insieme alla distruzione di una parte della città e della Rocca, narrata anche dai fratelli Taviani nel film "La notte di San Lorenzo", resta inequivocabile. Mi auguro che i Fratelli Taviani si rifiutino di accettare da lei la cittadinanza onoraria fino a quando quelle lapidi non torneranno al loro posto. 2. La seconda lapide di Scalfaro dimostra come le amministrazioni possano integrare la verità storica precisando elementi importanti e mantenendo la discussione sotto gli occhi di tutti. 3. Queste due lapidi oggi sono documenti storici e beni culturali. Patrimonio delle generazioni passate e di quelle future. Non si può modificarne uso e visibilità senza un processo partecipativo, chiaro, documentato, largamente condiviso. 4. Mettere alla base delle lapidi un QR code (che rimandi ai molti documenti, film, saggi e libri sulla storia della strage del duomo) non costerebbe quasi nulla e farebbe della facciata del palazzo comunale di San Miniato uno degli esempi più interessanti di come si conserva, con passione civile e visibilità pubblica, la memoria storica di un paese. Il Palazzo comunale è il museo a cielo aperto meno costoso e più visibile che lei possa regalare ai cittadini e agli italiani che la guardano. 5. La rimozione delle lapidi da lei perpetrata è una barbarie che non trova giustificazione alcuna. Le lapidi, per loro esplicita natura, sono documenti pubblici e dall'antichità ad oggi, in tutti i paesi del pianeta, sono collocate in luoghi ben visibili e accessibili. Solo le lapidi morte, quelle che appartengono a civiltà scomparse, vengono messe nei musei. Ma le lapidi di San Miniato, come per fortuna dimostrano le reazioni di questi giorni su facebook, sulla stampa cartacea e nelle conversazioni pubbliche, sono vive e continuano a sanguinare. Oggi lei parteciperà ad un evento dedicato alla professoressa Marinella Marianelli. Spero che mentre lei si sciacquerà la bocca con la memoria di Marinella, per un momento oda le grida che le sta lanciando da quella parte del paradiso che lei non potrà mai raggiungere. Se non capisce quel grido, glielo sintetizzo: rimetta a posto le lapidi e si vergogni!
ROTTAMAZIONE DI LAPIDI STORICHE A SAN MINIATO, 9 APRILE 2015
Ieri, il sindaco di San Miniato, con un atto amministrativo dal carattere ancora sconosciuto (e forse non del tutto impeccabile) ha ROTTAMATO LE DUE LAPIDI DEDICATE ALLA STRAGE DEL DUOMO DI SAN MINIATO. Le ha tolte, dopo aver convocato una giunta urgente, dalla facciata del palazzo comunale e le ha messe da una parte. Poi ha mandato una mail ai consiglieri comunali avvertendoli di quanto aveva deciso. Tutto questo alla vigilia della ricorrenza del 25 aprile. La prima lapide era stata inaugurata nel 1954 alla presenza di Ferruccio Parri ed è stata in buona parte ripresa dal bellissimo film dei Fratelli Taviani LA NOTTE DI SAN LORENZO, a cui questa amministrazione vuol dare la cittadinanza onoraria (potenza della coerenza). Il film dei Taviani come la lapide rimossa assegnano la responsabilità della strage del duomo ai tedeschi e ai fascisti. E sono convinto che quando i Taviani hanno saputo della rottamazione della lapide si sono incavolati e magari hanno deciso di rinunciare alla cittsdinanza. Vedremo nei prossimi giorni. La seconda lapide è stata scritta da Oscar Luigi Scalfaro e attribuisce la responsabilità delle strage soprattutto ai bombardamenti americani. La verità non è nota con assoluta certezza. Di certo però i tedeschi portarono fuori dai rifugi i civili e li concentrarono in Duomo e la loro complicità nella strage è quindi evidentissima. Secondo diari di guerra americani, era in atto un bombardamento su San Miniato quando avvenne la strage. Quindi è probabile che la bomba che ammazzò 55 civili in chiesa fosse americana, ma a sprangare le porte del Duomo, è bene ripeterlo, furono i tedeschi. Da 70 anni i sanminiatesi e, insieme a loro, storici italiani, inglesi e tedeschi discutono di questo episodio. Non esiste sull'evento una verità condivisa dalla destra e dalla sinistra. E nemmeno dai loro epigoni. Niente di male. Uno storico inglese, John Foot, ha dedicato un libro intero alle memorie divise del nostro paese e 50 pagine sono sulla strage del Duomo di San Miniato. Questa storia vive tutti i giorni nella memoria dei sanminiatesi che se la trovavano fino a ieri riassunta ed in bella vista nelle due lapidi apposte sul palazzo più rappresentativo della città. Oggi buio pesto. Il sindaco si è giustificato dicendo che attorno alle due lapidi costruirà un Museo della Memoria. Ma pochi gli credono, visto che in questi anni il sindaco i suoi piccoli musei li ha chiusi quasi tutti o ne ha ridotto gli orari al lumicino. Ma ora che il sindaco ha fatto piazza pulita delle lapidi che si fa? Beh, io intanto chiedo al sindaco e al suo assessore ai lavori pubblici di ricollocarle sulla facciata del Palazzo comunale. E invito tutti a mandargli una mail per fare altrettanto. E poi? Tra poco è il 25 aprile. Potremmo festeggiarlo a San Miniato, in tanti, davanti al palazzo comunale, fissando i buchi vuoti e leggendo il testo delle due lapidi e altre memorie legate a questo episodio. Magari viene Renzo Ulivieri e ci urla come la pensa. Magari vengono tutti quelli che vogliono che le lapidi siano ricollocate al loro posto e firmano una petizione rivolta al consiglio comunale. Potrebbe essere una buona cosa. L'importante è non diventare complici di certe rottamazioni. Non assuefarsi alle rimozioni. Non diventare indifferenti alla banalità dell'arroganza.
Ieri, il sindaco di San Miniato, con un atto amministrativo dal carattere ancora sconosciuto (e forse non del tutto impeccabile) ha ROTTAMATO LE DUE LAPIDI DEDICATE ALLA STRAGE DEL DUOMO DI SAN MINIATO. Le ha tolte, dopo aver convocato una giunta urgente, dalla facciata del palazzo comunale e le ha messe da una parte. Poi ha mandato una mail ai consiglieri comunali avvertendoli di quanto aveva deciso. Tutto questo alla vigilia della ricorrenza del 25 aprile. La prima lapide era stata inaugurata nel 1954 alla presenza di Ferruccio Parri ed è stata in buona parte ripresa dal bellissimo film dei Fratelli Taviani LA NOTTE DI SAN LORENZO, a cui questa amministrazione vuol dare la cittadinanza onoraria (potenza della coerenza). Il film dei Taviani come la lapide rimossa assegnano la responsabilità della strage del duomo ai tedeschi e ai fascisti. E sono convinto che quando i Taviani hanno saputo della rottamazione della lapide si sono incavolati e magari hanno deciso di rinunciare alla cittsdinanza. Vedremo nei prossimi giorni. La seconda lapide è stata scritta da Oscar Luigi Scalfaro e attribuisce la responsabilità delle strage soprattutto ai bombardamenti americani. La verità non è nota con assoluta certezza. Di certo però i tedeschi portarono fuori dai rifugi i civili e li concentrarono in Duomo e la loro complicità nella strage è quindi evidentissima. Secondo diari di guerra americani, era in atto un bombardamento su San Miniato quando avvenne la strage. Quindi è probabile che la bomba che ammazzò 55 civili in chiesa fosse americana, ma a sprangare le porte del Duomo, è bene ripeterlo, furono i tedeschi. Da 70 anni i sanminiatesi e, insieme a loro, storici italiani, inglesi e tedeschi discutono di questo episodio. Non esiste sull'evento una verità condivisa dalla destra e dalla sinistra. E nemmeno dai loro epigoni. Niente di male. Uno storico inglese, John Foot, ha dedicato un libro intero alle memorie divise del nostro paese e 50 pagine sono sulla strage del Duomo di San Miniato. Questa storia vive tutti i giorni nella memoria dei sanminiatesi che se la trovavano fino a ieri riassunta ed in bella vista nelle due lapidi apposte sul palazzo più rappresentativo della città. Oggi buio pesto. Il sindaco si è giustificato dicendo che attorno alle due lapidi costruirà un Museo della Memoria. Ma pochi gli credono, visto che in questi anni il sindaco i suoi piccoli musei li ha chiusi quasi tutti o ne ha ridotto gli orari al lumicino. Ma ora che il sindaco ha fatto piazza pulita delle lapidi che si fa? Beh, io intanto chiedo al sindaco e al suo assessore ai lavori pubblici di ricollocarle sulla facciata del Palazzo comunale. E invito tutti a mandargli una mail per fare altrettanto. E poi? Tra poco è il 25 aprile. Potremmo festeggiarlo a San Miniato, in tanti, davanti al palazzo comunale, fissando i buchi vuoti e leggendo il testo delle due lapidi e altre memorie legate a questo episodio. Magari viene Renzo Ulivieri e ci urla come la pensa. Magari vengono tutti quelli che vogliono che le lapidi siano ricollocate al loro posto e firmano una petizione rivolta al consiglio comunale. Potrebbe essere una buona cosa. L'importante è non diventare complici di certe rottamazioni. Non assuefarsi alle rimozioni. Non diventare indifferenti alla banalità dell'arroganza.
Iscriviti a:
Post (Atom)