lunedì 30 gennaio 2017

Italo Geloni, Ho fatto solo il mio dovere, Bandecchi & Vivaldi, Pontedera, 2002.
Ho letto solo nei giorni scorsi la testimonianza di Geloni sulla sua odissea nei campi di concentramento tedeschi tra il 1944 e il 1945. Ma una parte delle vicende narrate mi erano note da tanto tempo, perché ho conosciuto Italo negli anni '70 quando aveva appena cominciato ad organizzare i pellegrinaggi e le visite a quello che rimaneva in Europa dei campi di sterminio a Dachau ed in tanti altri siti. Credo che se la Regione Toscana è ancora saldamente impegnata a portare ogni anno 500 studenti delle scuole superiori ad Auschwitz sia anche merito di Italo, che del dovere della memoria e di ricordare l'inferno a cui era fortunosamente sopravvissuto aveva fatto una ragione di vita. Il testo è in questo senso un ulteriore lascito ed un ulteriore impegno di questo formidabile combattente nazifascista che ci ricorda e ci obbliga dolorosamente ma con fermezza a non dimenticare e a non voltare lo sguardo da un'altra parte. Non possiamo ignorare le atrocità dei campi di sterminio. Non dobbiamo. Per rispetto ai morti che in quei campi sono scomparsi. E per la responsabilità che abbiamo verso i giovani a cui dobbiamo trasmettere nelle forme giuste la testimonianza dell'orrore che ha sconvolto la civilissima Europa settanta anni fa. Perchè quell'inferno, quell'odio raziale, quel sentimento di estraneità e di indifferenza non si ripetano. Il testo di Geloni ci dice tutto questo. Con parole semplici ma efficaci. E se le sue 40 pagine non raggiungono le vette letterarie dei libri di Primo Levi o di Elie Wiesel, esse possono comunque stare al loro fianco e le traversie di Geloni possono essere lette con dolore e con partecipazione, perché il suo diario contiene una delle testimonianze più oggettive e meglio raccontate di quella immane tragedia che si consumo' nei lager nazisti. Se non fosse superfluo dirlo, si tratta di un testo che gli insegnanti delle scuole superiori della Provincia di Pisa (dove Geloni ha vissuto dal suo rientro in Italia) dovrebbero far leggere sistematicamente a tutti i loro allievi. La Rete Bibliolandia ne offre una copia gratuita in pdf, scaricabile attraverso il proprio opac.

sabato 21 gennaio 2017

LUIGI GARLANDO, L'estate che conobbi il Che, Rizzoli, 2015

Testo non semplice, ma che si legge d'un fiato. Racconta un mito, quello del Che. E riesce a farlo con leggerezza e allo stesso tempo con il giusto distacco. Funziona? Si, il racconto a mio avviso funziona. Non come quello dedicato da Garlando a Giovanni Falcone, ma funziona. Naturalmente ci sono anche dei limiti. Raccontare di miti senza cadere nella retorica è impossibile. Evitare di essere zuccherosi a volte non è facile. Voler chiudere sempre i racconti con l'happy end non è detto che sia il modo migliore di terminare una storia. Ma pur con alcuni limiti e qualche rischio, e quindi leggendo con tre occhi le pagine anzichè con due (il terzo occhio è il cervello vigile e che non ha inserito il pilota automatico), va ringraziato Garlando di essersi voluto misurare con due temi complicati. Uno è raccontare il mito del Che ai ragazzi, l'altro è spiegare loro il duro mondo della modernità economica. E non è male nemmeno quest'altra parte del testo.

lunedì 9 gennaio 2017

LA BANCARELLA DEI LIBRI USATI DI BIBLIOLANDIA PRESSO LA GALLERIA INCOOP VICINO LA STAZIONE A PONTEDERA

La Rete Bibliolandia organizza, in collaborazione col comune di Pontedera, per questa settimana e fino a sabato 14 gennaio una Bancarella del Libro usato nella galleria dell'InCoop, vicino alla Stazione Ferroviaria, a Pontedera (v. Brigate Partigiane).
Libri a bassissimo costo, interessanti, anche per bambini e ragazzi. Libri per tutte le tasche (come dovrebbe essere).
Ma anche per chi è appassionato di libri e vuol dare una mano alle biblioteche della Provincia.
Questa piccola "apertura" però vuole anche valutare la possibilità di utilizzare questo spazio x fini culturali, anche rispetto ad un quartiere dove una libreria che pratichi prezzi molto popolari potrebbe avere un senso speciale.
Orari: lunedi-sabato 10-13; 15-18. Fino a sabato 14 gennaio incluso.







sabato 24 dicembre 2016

Nella vigna del testo. Per una etologia della lettura / Ivan Illich, Raffaello Cortina editore, 2000
Nella vigna del testo si strizza poco vino per la lettura e anche quello che ne viene fuori è così e cosi. Amici che stimo mi avevano parlato bene del libro. Ma, almeno dal mio punto di vista, ovvero di chi cerca suggerimenti per far leggere i non lettori, il testo offre poco. Ma, pur non avendo particolari basi per valutarlo, il testo mi pare modesto anche da altri punti di vista.

venerdì 23 dicembre 2016

OGNI EPOCA HA LE SUE PAROLACCE.
Nell'era della comunicazione urlata, inutile sprecare fiato a chiedere di abbassare i toni. Dai giornali alla tv l'imperativo categorico è farsi leggere o ascoltare. Per farlo molti strillano. Esagerano. Iperboleggiano. Alcuni usano intensivamente  il turpiloquio. Lo usano come fertilizzante. La comunicazione si è in qualche modo sottoproletarizzata. Per arrivare a farsi ascoltare da tutti, il livello della comunicazione è sceso nel fango e schizza m...ota dappertutto. Del resto se una parte del paese vive nella miseria economica, se un'altra parte vive nella miseria morale, non può stupire che un'altra parte ancora sguazzi nella miseria linguistica. Nel paese di Dante, Boccaccio e Petrarca la cosa potrebbe suonare come una bestemmia. Ma le bestemmie piacciono agli italiani e a volte hanno un sapore liberatorio. Temo che anche per il turpiloquio e per le esagerazioni verbali sia un pò la stessa cosa. Insomma ci dovremo convivere. Forse la Crusca ci farà perfino degli studi sopra. Mentre noi ce ne faremo una ragione. What else?

lunedì 19 dicembre 2016

7 LEZIONI SUL PENSIERO GLOBALE / EDGAR MORIN (Raffaello Cortina Editore, 2016, p.114)
Libro divulgativo, ma non banale e con diverse chicche di riflessioni da tenere ben presenti. Non aggiunge niente (o poco, per quello che ne so) all'opera saggistica, per altro sterminata, di Morin, ma costituisce pur sempre una lettura intelligente e ben spiegata del suo pensiero e del suo approccio al pensiero globale contemporaneo. Per chi non conosce la sua opera una lettura impegnata ma non impossibile, che potrebbe conquistare il lettore e convincerlo a leggere anche altre opere più impegnative di Morin.

domenica 18 dicembre 2016

Il partito della complessità e della ragione
Il pd è l'ultimo partito della scena politica italiana che possa legittimamente fregiarsi di questo nome presente nella Costituzione, gli altri essendo delle robe informi con capi, cortigiani e code, ma non partiti. E sicuramente gli altri partiti non sono organizzazioni di massa diffusi nel paese. Ora il principale problema del pd sono le tante anime e i tanti protagonismi che esso contiene, a cui si aggiunge la sterminata voglia di fare le scarpe gli uni agli altri. Il tutto insieme a quella bagatella che è fronteggiare la difficoltà di dover governare e di tener conto al contempo del sistema paese e di chi soffre di più. Sapendo che governare vuol dire rispondere alle attese di un paese che continuerà inevitabilmente a crescere economicamente poco e quindi avrà poco da redistribuire e regalare. Il che è un altro bel problema. Del resto solo degli insipienti possono davvero credere di avere la ricetta miracolosa in tasca (in testa, per ovvie ragioni, non essendo possibile che ce l'abbiano). La complessità è tutta qui. Occorre allora che la multietnica classe dirigente del pd, se vuole mantenere la responsabilità di governare (cosa che non gli ha ordinato nessuno di fare), manovri con intelligenza. Negoziando, accordandosi, cercando compromessi e soluzioni. Usando la ragione. La ragione insieme alla passione, per citare un recente richiamo di Edgar Morin. Evitando che la sola passione travolga il meglio del pd. Evitando l'ansia assurda di volere tutto e subito. Evitando l'uso del fuocoamico. Senza costringere i vecchi azionisti del partito ad andarsene. Bisognerebbe abbassare i toni. E tocca soprattutto agli eletti mantenere nervi saldi e guardare lontano. Chi giocherà a strafare, rischierà di sfasciare tutto. Evitatelo. Sarebbe un disastro per il pd, ma soprattutto per il paese.