I leader sono così: devono spararle grosse. Creare illusioni per motivare i loro polli e convincerli a seguirli, ovvero a votare per insediarli nelle stanze del potere, lì dove si premono i bottoni che contano. Bottoni che risolvono problemi. I problemi dei polli. Appunto.
Creare illusioni è stato per millenni il compito delle religioni (e, in parte, delle filosofie). Ma con l'avvento degli stati moderni, con la rivoluzione americana che fissò, tra l'altro, il diritto alla felicità e poi con quella francese che dichiarò gli uomini tutti liberi, tutti uguali e tutti fratelli, e per non dire di quella russa finita come è finita, la politica ha preso quel posto. O si è affiancata. Perché la religione, grazie a Dio, ha resistito.
Per questo dal ‘700 in poi è stato tutto un susseguirsi di politici illusionisti che nei paesi democratici sono stati votati da folle di credenti.
Ma quando questi illusionisti sono entrati nelle stanze dei bottoni si sono accorti che non erano in grado di realizzare i sogni che avevano venduto ai loro elettori e sostenitori. Un bel guaio, per i sostenitori.
Un grande filosofo della politica, Norberto Bobbio, ha parlato di “dure repliche della storia” che smontano spesso le grandi illusioni.
Ma i politici non possono smettere di illudere le persone. Fa parte del loro mestiere. Per cui messi di fronte alle dure repliche della storia sono costretti (come nello schema Ponzi) a negare la verità e a aumentare la dose.
E neppure gli elettori possono fare a meno di farsi illudere. Se nessuno credesse che il proprio voto è in grado di cambiare il corso della STORIA e della propria vita, pochi andrebbero a votare. Come nelle assemblee di condominio. Che è poi quello che sta succedendo.
Così anche l’ultima illusionista che da 4 anni occupa la stanza romana dei bottoni ha rilanciato lo schema. Il nostro è il più longevo e il migliore governo di sempre, ha gridato a Bari; e in futuro (ha promesso) faremo ancora meglio. Investite su di noi. Sistemeremo il paese. Poi ha ignorato le dure repliche della storia e continuato a galvanizzare con parole e gesti da avanspettacolo i suoi amici e gli elettori.
Del resto, che altro poteva fare? Dire la cruda verità? Giammai.
La verità gli fa male agli Italiani, cantava Caterina Caselli qualche anno fa. La trumpiana ripudiata lo sa. E lei gli vuole bene al suo popolo. E' per il nostro bene infatti che non molla e non mollerà mai.
Sai che gioia!
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