lunedì 11 aprile 2016

Gli uomini e le donne che fecero la Vespa

Sabato prossimo la Biblioteca Gronchi avvia la sua partecipazione agli eventi per il 70° anniversario della Vespa con alcune proposte culturali. In particolare presenta alle ore 17 la proiezione di un docufilm realizzato da Lorenza Pucci (con diverse collaborazioni), che racconta la storia della Piaggio, del giornale di fabbrica "Il Piaggista", di alcuni epici scioperi, e della Vespa, naturalmente. E' un docufilm estremamente originale. Con una particolarità. Forse una singolarità. Il docufilm fa parlare prevalentemente (e verghianamente) i "vinti della storia", sfatando quel luogo comune per cui la storia la raccontano solo i vincitori. Del resto, come insegna tutta una potente filmografia, spesso i "vinti" hanno una grande forza evocativa ed una grande efficacia narrativa. Lorenza Pucci ne è convinta e ha costruito la storia della fabbrica in maniera forte, ambiziosa, aspra, come il vino di una volta. Alcune parti di questo docufilm sono già state mostrate, ma mai in un'unica soluzione. Seguirà una discussione (modello vecchio "cineforum"). Con un certo numero di protagonisti/attori di questa lunga complicata straordinaria storia. Purtroppo alcuni di loro, nel frattempo, ci hanno lasciato. Ma per fortuna (e questo è il grande merito di Lorenza Pucci e della Tagete Edizioni che ha pubblicato il dvd) sono rimasti i loro volti, le loro voci e le loro storie. Credo che sabato valga la pena di vederli e ascoltarli. Sì, penso proprio di sì.



domenica 10 aprile 2016

AL VIA LA NUOVA BIBLIOTECA DI PONSACCO

E' stata una soddisfazione partecipare sabato mattina alla inaugurazione della nuova biblioteca di Ponsacco.  Ma ora la cosa più importante è che la biblioteca riparta a grande velocità e si inserisca sempre di più come un motore attivo nella vita culturale della città. Ponsacco ha circa 16.000 abitanti, tanti studenti di ogni ordine e grado, e la sua biblioteca dovrebbe rapidamente riuscire a fare diventare almeno 2.000 di loro utenti attivi, frequentatori abituali della Biblioteca. Senza dimenticare i loro genitori e i cittadini in generale. L'investimento fatto deve portare a gestire una movimentazione di almeno 10.000 volumi all'anno e ad incontrare circa 100 classi, coinvolgendo queste ultime in tutti i progetti attivi e gratuiti che anche la Rete Bibliolandia, di cui la Biblioteca di Ponsacco fa parte, mette a disposizione.
E poi la biblioteca deve crescere in termini di posti di lettura e di studio. Questo potrà accadere solo se, come ha promesso il sindaco Francesca Brogi nel suo discorso inaugurale, l'anno prossimo sarà completata anche la sala lettura ed espositiva del primo piano di Villa Elisa (con ascensore, ecc.). A quel punto davvero la Biblioteca di Ponsacco diventerà una struttura rilevante, collegata com'è al cinema/teatro Odeon.
Va aggiunto che per realizzare tutto questo deve crescere anche la professionalità degli operatori bibliotecari che sono un elemento fondamentale per conquistare e fidelizzare il pubblico dei lettori e dei frequentatori della biblioteca. Tocca a loro lavorare a rispondere alle domande degli utenti e comunicare al pubblico la biblioteca. Insomma farla crescere.
Ieri intanto è stata una bella giornata di cultura e di festa, che è continuata anche nel pomeriggio. Chi è venuto in biblioteca, dopo le 15, e si sono visti davvero tanti bambini con genitori e nonno, ha ricevuto un libro in omaggio e seguito la presentazione personalizzata di come funzionano i servizi e di come si possono utilizzare le risorse elettroniche che il comune mette a disposizione gratuitamente, tra cui la lettura di molti giornali on line in versione integrale (Nazione e Tirreno inclusi).
È stato un pomeriggio davvero magico alla biblioteca di Ponsacco. Credo di poter dire con un pizzico di retorica che Ponsacco ha vissuto davvero una piccola grande straordinaria giornata di cultura.
Ma tutto questo va considerato solo un punto di avvio. Un punto da cui partire per raggiungere traguardi di lettura e di studio molto più ambiziosi. Se lo meritano i cittadini di Ponsacco che hanno bisogno di luoghi attivi come questo per costruire il loro futuro.


giovedì 7 aprile 2016

Enzo Catarsi raccontato ai ragazzi.
Stamani ho partecipato ad una bella lezione all'Istituto Montale di Pontedera. Nell'aula Magna Costellazioni,piena soprattutto di ragazzi del Montale, è stato presentato non solo un libro dedicato ad Enzo Catarsi, ma anche un video prodotto dai suoi studenti universitari fiorentini. Un video commovente, con le frasi più significative di Enzo, commentate e illustrate dai suoi allievi. Successivamente la professoressa Clara Silva e la dottoressa Enrica Freschi (entrambe docenti all'Università di Firenze) hanno sintetizzato i molteplici interessi culturali e le curiosità intellettuali e di ricerca di Enzo. Un uomo poliedrico, che partendo dall'esperienza sapeva salire alla teoria, per poi ritornare all'esperienza, al lavoro sul campo, alla verifica. Insomma per me è stata un'ora di lezione interessante, di cui ringrazio la "preside" Lucia Orsini e il prof. Marco Mannucci, che, con i suoi ragazzi, ha voluto e coordinato l'evento, stimolando domande e raccontando un po' della sua collaborazione con Enzo. E tra le cose che Mannucci ci ha regalato la ciliegina più gustosa è stata la storia della tesi di laurea assegnata da Enzo Catarsi ad una sua allieva sulla "pedagogia positiva che pervade le canzoni di Jovanotti" (o almeno questo mi sono appuntato al volo sul mio tablet (perchè lo confesso, ho preso appunti). Si, Enzo aveva tocchi di grande originalità e creatività, anche nell'assegnare tesi di laurea, e credo che prima o poi l'Amministrazione o gli amici che gli hanno voluto bene dovranno mettere su, a La Rotta e a Pontedera, una raccolta di aneddoti e di testimonianze riconducibili a lui. Credo che tutto questo pur non potendo colmare il vuoto, il dolore e lo sbigottimento che la sua morte ci ha piantato nel cuore, almeno ci aiuterebbe a comprenderlo meglio, ad apprezzarlo, se possibile, ancora di più e, forse, a ricordarlo come lui avrebbe voluto essere ricordato. Col suo sorriso sempre un po' trattenuto, ma intelligente. Infine la prof. Silva ci ha comunicato che i libri di Enzo Catarsi, la sua biblioteca di studio, è già stata conferita al Centro studio "B. Ciari" di Empoli che lui ha diretto per una vita, mentre i bibliotecari empolesi mi hanno detto che una parte del suo patrimonio librario andrà anche all'Università di Firenze. Insomma i libri raccolti e studiati da Catarsi continueranno a vivere, insieme ai numerosi testi scritti e pubblicati da lui. E che Enzo abbia ancora molto da dirci, è fuori di dubbio.



mercoledì 6 aprile 2016

Biblio Ponsacco riaperture

RIAPRE LA BIBLIOTECA COMUNALE DI PONSACCO.
Sabato 9 aprile alle 10 di mattina con un passamano di libri dalla vecchia biblioteca alla nuova struttura che si trova a Villa Elisa, a ridosso del cinema Teatro Odeon, riaprirà la Biblioteca comunale di Ponsacco. La mattina si terrà la manifestazione inaugurale e nel pomeriggio saranno organizzate piccole iniziative per intrattenere i ragazzi e gli adulti, con spiegazione dei servizi della biblioteca e la consegna di un libro in omaggio a chi verrà a vedere la nuova struttura e magari a iscriversi al prestito o ad utilizzare il wifi per navigare in internet e leggersi la versione elettronica integrale dei giornali italiani e stranieri della piattaforma MLOL messa a disposizione dalla Regione Toscana.
Dopo alcuni mesi di chiusura e di servizio parziale, la biblioteca di Ponsacco, ora gestita dall'Associazione Olifante, riparte, con un'attrezzatura nuova di cui fa parte anche un sistema di wifi gratuito a durata oraria.
E' stato quindi un piacere stamani partecipare alla conferenza stampa organizzata dall'Amministrazione comunale di Ponsacco che ha voluto questo passaggio e che promette di completarlo
sistemando anche il primo piano di Villa Elisa, dove potranno trovare posto decine di migliaia di volumi e almeno un centinaio di posti di lettura per giovani e meno giovani utenti. Ponsacco aveva proprio bisogno di una struttura di questo tipo e la speranza è che i tempi di completamento (un anno da oggi) vengano mantenuti. Magari inaugurando la struttura completa il 23 aprile dell'anno prossimo per la giornata internazionale del libro e della lettura. Già da sabato comunque la nuova biblioteca va ad arricchire l'offerta di lettura della nostra provincia e costituisce comunque un ulteriore passo in avanti verso la diffusione dei libri e la costruzione di moderni centri culturali.
Un ulteriore piccolo ma significativo passo in avanti della Rete Bibliolandia che è costituita da 48 biblioteche e da circa 500.000 volumi, ma che grazie alle tecnologie e allo spirito di cooperazione degli enti funziona come una SOLA GRANDE BIBLIOTECA con grande vantaggio per gli utenti.


lunedì 4 aprile 2016

RICORDANDO ENZO CATARSI

Il libro dedicato a Enzo Catarsi che sarà presentato il 7 aprile, alle 10,45, presso l'aula magna dell'Istituto Montale di Pontedera (via Salcioli, quartiere scolastico) raccoglie molte voci e molte testimonianze sul lavoro di Enzo Catarsi pedagogista ed illustra bene la ricchezza di vedute e la molteplicità di relazioni che Enzo aveva saputo attivare attorno ai temi che gli erano più cari: dalla storia della pedagogia alla cura della genitorialità; dalla letteratura per l'infanzia alla "nidologia", come definiva la cura per i nidi nelle conversazioni tra gli amici. E sono proprio la ricchezza delle relazioni e le esperienze da lui maturate in diversi contesti istituzionali a fare di Enzo Catarsi una persona speciale che manca a tutti quelli che hanno collaborato con lui, ma anche a chi come me ha avuto con lui uno scambio lungo anche se un po' discontinuo nel tempo. Perché qualunque conversazione con Enzo, lo ricordo bene, aveva il pregio di non essere mai banale e ti consentiva di vedere le cose da punti di vista e prospettive a cui non ti era venuto in mente di pensare prima. La presentazione del libro, come mi ha confermato il dirigente scolastico, è aperta a tutti, fino ad esaurimento dei posti. Il libro si intitola "Enzo Catarsi un pedagogista al plurale" è curato da Clara Silva, Elena Freschi e Nima Sharmahd (Firenze University Press, 2015).
QUALCHE RIFLESSIONE SUL BIBLIOLANDIA DAY NUMERO 4 DI CASCINA

Sulla pagina di facebook della Rete Bibliolandia ho postato questo commento.
Solo il tempo ci dirà se la giornata di Cascina di oggi segnera' un ulteriore passo avanti nello sviluppo dei servizi della Rete bibliolandia. Quello che è certo è che oltre 120 persone, di cui ben 3 con le stampelle e il gesso, una perfino con ferri sporgenti in una gamba, si sono trovate per ascoltare comunicazioni sul sistema bibliotecario della provincia di Pisa ed hanno forse capito quale complessità organizzativa e quale pluralita' di soggetti stia dietro una rete di 48 biblioteche, 500.000 volumi, 220.000 prestiti annui, 20.000 utenti attivi, il tutto funzionante quasi come un corpo unico. In effetti tecnologie e capacità di cooperare sono in grado di far funzionare Bibliolandia come un banca prestalibri e promuovi lettura con 48 sportelli. Ma solo le soft skills dei bibliotecari e il loro potenziale empatico e sinaptico ci faranno fare un vero balzo in avanti e ci faranno funzionare come un soggetto unico e coerente nei confronti dei lettori. Grazie ai bibliotecari di Cascina che hanno messo a disposizione la sede e un pò di merenda, grazie agli intervenuti, alle cooperative, ai volontari, alle associazioni di lettori, ai lettori singoli e non associati, agli insegnanti che collaborano con la rete e ci aiutano a far leggere i loro allievi. Grazie a Laura Martini che ha vinto le elezioni di bibliotecaria dell'anno. Grazie al sindaco di Calcinaia, Lucia Ciampi, che ha fatto un discorso coraggioso sul futuro della Rete e a Alessandra Nardini, consigliere regionale, che ha partecipato ai lavori con un intervento puntuale. Grazie a tutti quelli che hanno cooperato a far riuscire la giornata. Sono stati molti. Se riusciranno a fare squadra, il futuro della lettura e delle biblioteche è garantito.

Poi sono intervenuto con un ulteriore commento in relazione ad un articolo di gonews.it su Cascina

Fare Rete è un'impresa difficile, anche per chi, come me la coordina. Credo che ieri tutti i presenti abbiano ascoltato la pluralità delle voci, delle diversità, dei ruoli, dei modi di pensarla e di vedere i servizi. Come ha dimostrato l'intervento di Gabbrielli in questi anni, almeno dal 2010, la rete bibliolandia è cresciuta avendo a disposizione risorse che nel 2015 però si sono parzialmente ridimensionate, ma senza subire forti traumi, tranne che in pochi casi. Nessuno di noi del resto può imporre a Regione toscana di mettere più soldi o a questo o a quel comune di rimanere dentro la rete, di avvalersi di certi servizi e così via. La rete insomma è un organismo vivo che deve adattarsi alla volontà dei suoi 36 enti finanziatori, deve cercarsi finanziatori straordinari e poi soddisfare al meglio lettori ed utenti. Quello che occorre è che rispetto a questo gioco complesso e articolato gli operatori tutti, ma non solo i singoli bibliotecari e archivisti, bensì anche le loro organizzazioni di riferimento, sappiano recitare al meglio il proprio ruolo. Ma anche questo non è facile ottenerlo. Ovviamente tutti sono più contenti nei periodi di maggiori risorse che in quelli di penuria. Per questo sulle dinamiche della Rete servono riflessioni che guardino anche ai movimenti complessivi e non solo ai casi particolari. Se se guarda in questa maniera la rete anche le sforbiciate si ridimensionano e magari si notano crescite, capacità di parare situazioni critiche e altre cose di questo tipo. Tanto che mi azzarderei a dire che per ora le dinamiche complessive sono complessivamente buone per il 2016, al netto di poche criticità. Fare meglio però è solo in parte nelle nostre mani. Il che non diminuisce il nostro impegno. Quanto alla richiesta che ho dovuto fare ieri ad andrea brotini e a francesca rossi di rinunciare ai loro interventi per riequilibrare la giornata che stava diventando troppo lunga, me ne scuso pubblicamente. Chi gestisce eventi, per cercare di far contenti un po' tutti, qualcuno finisce immancabilmente per scontentarlo. Spesso, come ho detto personalmente ad andrea, si chiedono sacrifici agli amici. Ribadisco le scuse. Ma guardiamo avanti.





domenica 3 aprile 2016

QUALCHE ANNOTAZIONE SULLE BIBLIOTECHE PISANE

Scrivo questo in risposta ad alcuni amici della BUP che commentando il Bibliolandia Day 2016 di Cascina avevano parlato di una situazione deprimenti o quasi. Ma, a mio avviso, la situazione pisana non è affatto bibliotecariamente parlando deprimente, soprattutto se all'aggettivo pisano diamo un valore che abbracci anche l'ex contado e le pertinenze volterrane. Questo è uscito fuori dalla giornata di Cascina dedicata alla pubblica lettura con particolare riferimento alle biblioteche comunali. Mai stati tanti lettori e mai presi in prestito così tanti libri prima di questi anni. Mai realizzati così tanti incontri di lettura con le classi. Nella stessa città di Pisa non c'era mai stata una biblioteca civica che realizzasse oltre 30.000 prestiti librari all'anno e accogliesse migliaia di persone a leggere. Ora c'è. È vero che la Bup deve ancora riaprire la sua sede storica, che la biblioteca provinciale rischia lo smembramento dei fondi documentari mentre il suo personale è già passato alle biblioteche universitarie pisane, che altre biblioteche di nicchia sono gestite in forma minimale, ma anche la domanda di lettura che si esprime su alcune collezioni di nicchia è assai minimale. In sostanza per chi voglia vedere solo i problemi, i problemi ci sono. Ma a chi si soffermi sui servizi erogati, sulla domanda forte di lettura e sulle reali possibilità di fronteggiarla, sull'evoluzione storica dei servizi, appare un quadro più variegato e meno deprimente. È questo che in parte è emerso nel convegno di Cascina della Rete Bibliolandia, dove l'aria che tirava era quelli di un settantina di bibliotecari, distribuiti su 48 biblioteche, che gestiscono 500.000 volumi e 20.000 lettori attivi ogni anno, nella maniera più cooperativa possibile. E pur navigando in un mare di problemi, di cui non sarà facile sbarazzarsi, sono contenti di fare il mestiere che fanno, come ci ha raccontato la bibliotecaria Erika, emozionandoci, che opera sulle colline pisane tra santa luce, castellina e riparbella.

Mi è stato a questo punto replicato che avevo una visione ottimista soprattutto della situazione pisana in senso stretto e che per alcuni degli amici della bup la biblioteca sms di pisa è una struttura multiproblematica.

Ho risposto  che la situazione bibliotecaria pisana nonostante tutti i problemi si sta muovendo positivamente. Quanto alla biblioteca comunale, se l'amministrazione continuerà a sostenerla tra pochi anni realizzerà più di 50/60.000 prestiti e comincerà ad essere una biblioteca utile ed importante per i cittadini di Pisa. E per Pisa questo è un salto epocale. Vedere i limiti dell''investimento realizzato non è come indicare la luna e guardare il dito, è come infilarsi le dita negli occhi ed accecarsi. I limiti della sms sono piccolezze rispetto all'enorme balzo avanti che questa struttura senza precedenti nella città rappresenta rispetto ad un certo pubblico (bambini, ragazzi, adulti, non ricercatori). Di questa struttura i pisani dovrebbero essere orgogliosi e grati all'amministrazione. La seconda questione riguarda le biblioteche specialistiche essenziali per il mondo universitario e per i ricercatori. Pisa potrebbe con le tecnologie che il mercato ci mette a disposizione gestire unitariamente un sistema bibliotecario urbano di supporto alla ricerca e all'università. In parte e per singoli poli lo fa. E il MOP è lo strumento datato di cui dispone. Ma ci sono tre ostacoli seri che impediscono a questo sistema di diventare unitario, efficace e moderno: l'autoreferenzialita' che caratterizza molte delle istituzioni che dovrebbero giocare la partita insieme, un personale bibliotecario presente un po' in tutte queste istituzioni refrattario per varie ragioni alla modernità, un'opinione pubblica che non so quanto capisca la complessità del problema ma che non è comunque in grado di incidere sulla chiusura dei primi e sulla refrattarieta' dei secondi. La vicenda della bup e quella della stessa biblio provinciale sono da ricondurre a questi malanni. C'è insomma su Pisa una forte difficoltà a far parlare le istituzioni tra di loro e a fare squadra, come temo abbia dimostrato tragicamente bene la vittoria di Pistoia per la gara di città della cultura. Tuttavia individuare i mali non basta per curarli. Perché per curarli servono rimedi che francamente io, da bibliotecario con qualche conoscenza del mondo politico e istituzionale pisano, non vedo. Tuttavia devo ribadire che in tutta questa situazione la biblioteca comunale sms resta un capolavoro assoluto e che se continuerà ad essere coltivata, come ho detto in sede di commissione cultura del comune di Pisa che ha avuto la gentilezza di convocarmi due volte come esperto, darà grandi soddisfazioni ai cittadini comuni di Pisa.

A questo punto mi hanno chiesto se scrivevo sul serio o stavo scherzando. Io ho risposto così.

Parlo con assoluta serietà. Conosco anch'io alcuni difetti di sms, ma credo che non ci siano paragoni con la vecchia sede. Pisa comunale ha fatto un salto epocale in termini di ambienti, di tecnologie, di organizzazione e in parte di personale. Ripeto che non vedere il punto di partenza e quindi l'enorme salto del punto di arrivo e quindi svalorizzare questa conquista di civiltà per la città sarebbe a mio avviso sbagliato. Ovviamente questo non significa non tenere sotto pressione l'amministrazione, ma va fatto partendo dalla grande conquista realizzata e non puntando su obiettivi sbagliati. Prima del 2011 pisa comunale registrava i prestiti su registri di carta. Aveva solo una parte minimale del patrimonio bibliografico su supporto elettronico e si trovava fuori dalle reti che le consentono di accedere a servizi bibliografici e di promozione della lettura indispensabili. Pisa Sms ha fatto in pochi anni un salto di quarant'anni. Non vedere e non riconoscere questo è accecarsi con le proprie mani. O essere polemici per ragioni che non hanno niente a che vedere con l'oggetto specifico. Pisa credo abbia chiuso il 2010 o il 2011 con 5 o 6000 prestiti su base annua. Dalle proiezioni statistiche che possiamo fare su pisa sms per il 2016 è probabile che sms raggiunga 40.000 prestiti e forse 4.000 utenti attivi. È poco? Si, ma è un incredibile balzo rispetto al punto di partenza. Non mi pare insomma un dato deprimente per la situazione. Pensando dove eravate solo 4 anni fa, ripeto, mi pare un capolavoro. Non a caso dietro tutto questo c'è stata una tra le più importanti bibliotecarie italiane ed internazionali che si chiama Antonella Agnoli.