67.000 € circa spesi per la strepitosa festa di Halloween a fine ottobre (determina di impegno spesa n. 994), circa 135.000€ per la Festa Notte Granata a giugno (determine nn. 448 e 554), altri 214.000€ circa per arredi vari, allestimenti, luci e arte natalizia (determine nn. 964, 965, 991 e 992), più un incremento sulla bolletta della luce non precisato ma che arriverà; e poi altri 120.000 € per la festa dell'ultimo dell'anno (delibera Giunta n. 192). Ecco le belle cifrette che nel solo 2023, secondo le determine e delibere sopra citate, il Comune ha stanziato per le summenzionate feste. Inoltre a queste cifrette andranno aggiunti gli straordinari per i vigili urbani non conteggiati nelle determine sopra citate. Ma già così siamo sui 536.000 € circa complessivi per 4 mega feste e attività artistiche di corredo, somma che supera di quasi 100.000€ la spesa annuale per la gestione e la manutenzione di tutto il verde pubblico nel 2023 a Pontedera (determina n. 1099). Poi uno va a parlare con Stefano Mancuso e proclama la sensibilità green della politica locale. Mah…
martedì 28 novembre 2023
PONTEDERA O FESTAIOLANDIA?
domenica 26 novembre 2023
Danza macabra o carnevale?
Metto le mani avanti: non ho niente contro Halloween. Solo lo chiamerei Carnevalween, perché la festa del 31 ottobre sembra sempre di più un anticipo del Carnevale, con un accentuato gusto per il macabro. Almeno a Pontedera City.
Del resto nel passaggio da festa per ragazzini (forse diffusa in Italia dalle fantasiose insegnanti elementari) a festa per adulti, che il “dolcetto o scherzetto” si trasformasse in qualcosa di più orrifico, ci stava.
Però diciamocelo: una festa così ci serve, perché almeno noi che abitiamo in un Occidente chiacchierone ma sostanzialmente pacioso, un Occidente che ha relegato i mostri solo al cinema, nei fumetti e nei libri, dove non danno troppi brividi, sì, un bel Carnevalween, pieno di mostri che ci camminino accanto per strada, ci vuole.
Perchè vuoi mettere quanta allegria ed energia può dare sbattere contro i mostri sul corso di Pontedera: è tutta un’altra emozione. E se poi i Dj sparano bombe di musica a tutto volume, allora sì che sembra di essere sotto un bombardamento vero. Ma, per fortuna, senza che scendano le granate a grappolo (come in Ucraina e Palestina, due autentici luoghi di odierno orrore), solo note sfondatimpani e rompipa…
L’unico dispiacere e' che l’evento sia costato al Municipio (come indica la Determina dirigenziale di spesa n. 994/2023) e quindi alla collettività circa 67.000 euro. Una bella cifretta, che e' forse l’unica cosa che mi fa veramente impressione di questa festa.
Le facce di Bronzino
Ma un bel sondaggio via rete varrebbe la pena di farlo anche sulle artistiche regie, rispetto alle quali non si dovrebbe chiedere ai votanti se piacciono o no le istallazioni, ma si dovrebbe domandare solo se dopo vent'anni tutti questi elefanti, cavalli, uccellini giganti, conigli e chiocciole potenziate non abbiano stufato o invece ci stupiscano ancora.
Io penso che un’amministrazione rispettosa dell’ambiente, che ha a cuore il futuro dei giovani, dovrebbe risparmiare energia, luccicare un po' di meno e destinare i risparmi ad iniziative più benefiche. Sull’arte invece sarei per cambiare regia, così da fare spazio anche a voci più giovanili e magari più fresche. O almeno sarei per bandire gare aperte per selezionare i progetti arredatori più interessanti, a cui fare partecipare soggetti artistici diversi. Perché queste ultraventennali regie, tutte del solito regista, non solo appaiono stucchevolmente ripetitive ma soprattutto non sono in linea col dettato legislativo che sugli appalti dei servizi, inclusi quelli artistici, pretenderebbe dai Comuni un certo ricambio o almeno l’effettuazione di gare aperte. E non vale dire che le regie le paga la Fondazione cultura, perché essendo questa un ente partecipato a maggioranza dal Comune e che riceve importanti risorse dal Comune, una certa apertura culturale potrebbe permettersela.
Ma anche su questo punto l’anestetizzata maggioranza consiliare temo che non ci senta. E il guaio è che quest’ultima si trova di fronte a sgangherate e soporifere opposizioni che figuriamoci se vanno a fondo su questi aspetti. Così maggioranza e opposizioni sembrano perfettamente a loro agio davanti alle incipriate e incerottate facce di Bronzino che aderiscono perfettamente alla facciata di palazzo Stefanelli e dei valorosi che lì prendono le decisioni per la città.
sabato 18 novembre 2023
L'ARTE DELLA COMMEDIA A PONTEDERA
Intrigante la messa in scena de ”l’arte della commedia” di Eduardo De Filippo, un testo dal sapore molto, forse troppo, pirandelliano, scritto 60 anni fa, andato in scena ieri sera al Teatro Era di Pontedera, e che a tratti sembrava attualissimo. Anche in relazione alle criticità che sta attraversando il nostro teatro cittadino. E alle domande esplicite che rivolge al pubblico: serve un teatro al Paese? E gli attori e i registi hanno uno status professionale adeguato al ruolo? Ancora: il teatro è in crisi? E se si, per colpa dei nuovi autori o dei nuovi testi o dei costi? O per colpa della politica che non ci investe o non lo sostiene abbastanza? O per altre ragioni ancora? Si, decisamente una messa in scena stimolante anche se sobria, quella allestita al Teatro Era, con l’adattamento e la regia di Fausto Russo Alesi. Una messa in scena che la compagnia ha eseguito muovendosi su più registri, la maggior parte dei quali pescati, se non erro, nei repertori classici di De Filippo e di Pirandello, ma senza disdegnare altre citazioni (Ionesco? Le avanguardie anni ‘60..).
venerdì 27 ottobre 2023
IL TEATRO ERA OGGI
Il Teatro Era, nato per mettere insieme tre importanti tradizioni teatrali pontederesi, quella del teatro classico (gestito dall'ex cinema teatro Roma), quella del teatro sperimentale (già alloggiato nel teatro di via Manzoni) e quella del teatro amatoriale (dalla Filodrammatica Susini al Teatro popolare di Treggiaia, passando per altri gruppi esistenti in città), ha finito oggi per:
mercoledì 30 novembre 2022
BIBLIO GRONCHI. Il Sindaco non sa che fare dei pilastri dei parcheggi
Nei giorni scorsi, in un incontro tra il Comitato Riapriamo Biblio Gronchi e il Sindaco, ho chiesto al Sindaco se si rendeva conto che la riapertura della Biblio confinava questa importantissima struttura culturale in un pessimo contesto ambientale (tra ponteggi in sicurezza e pilastri e travi che perdevano pezzi). La foto del nuovo accesso/uscita unico, allegata al post, lo lascia capire chiaramente. Lui mi ha risposto di sì.
Allora gli ho domandato che cosa avesse in mente di fare nei prossimi due anni per risolvere la situazione. Ovvero se pensasse di buttare giù le colonne e le coperture degli ex parcheggi Piaggio che si trovano intorno alla Biblioteca oppure se avesse deciso di restaurare pilastri, colonne, travi, ecc. e tenerle in piedi. Perchè è ovvio che una delle due soluzioni andrebbe presa.Il Sindaco ci ha risposto di non avere un’idea precisa sul da farsi, ma che preferiva la soluzione che sarebbe risultata meno costosa e quella che avrebbe avuto il via libera della Sovrintendenza alle Belle Arti, che sembra avere inserito un vincolo sull’area degli ex capannoni Piaggio che circondano la biblioteca.
Questa incertezza operativa tra buttare giù i pilastri o restaurarli ha caratterizzato l’Amministrazione di Pontedera negli ultimi 8 anni e ha portato, come certificato dallo studio di Unipisa, all’attuale degrado dei pilastri e delle coperture. Ma Biblio Gronchi non può rimanere a lungo in questo stato e avere accessi contingentati.
Se si vuole trascinare fuori dal pantano Biblio Gronchi bisogna che l’Amministrazione comunale decida se buttare giù tutto o se restaurare e poi trovare le risorse per realizzare il proposito che ha maturato.
I ponteggi dovrebbero essere solo una soluzione provvisoria. Ma come è noto spesso in Italia (e anche a Pontedera, basta vedere lo strazio del cimitero comunale) niente dura così tanto come le soluzioni tampone e provvisorie. Auguriamoci però che l'attivismo e il decisionismo del Sindaco ci regalino rapide e proficue soluzioni.
venerdì 25 novembre 2022
BIBLIO GRONCHI LE PAROLE DEGLI ATTI
In un post di ieri, il nostro poetico sindaco se la canta e se la suona per giustificare la improvvisa chiusura di Biblio Gronchi da lui decisa a inizio agosto come se si fosse trattato di una EMERGENZA. E tra che c’è si autoloda per la geniale soluzione trovata per riaprire la Biblio, lasciando intendere di aver combattuto contro il minotauro della BUROCRAZIA in una impresa titanica che forse, dopo 5 mesi porterà davvero alla riapertura della struttura prima di Natale. Questi i suoi FATTI. E soprattutto la sua NARRAZIONE.
