lunedì 12 febbraio 2024

RACCONTI DEL PIANETA TERRA

Il prof. Niccolò Scaffai da alcuni anni sta studiando il rapporto tra ecologia e narrativa e nel volume “Racconti del Pianeta Terra” (Einaudi, 2022, p. 312) propone al lettore una prima genealogia del rapporto tra questi due elementi. In particolare suggerisce un primo canone e alcuni testi (brevi) di autori che a vario titolo Scaffai fa rientrare tra gli scrittori che potrebbero aver dato vita (anche inconsapevolmente) a qualcosa che ora viene definito con termine inglese “Climate-fiction”, abbreviato in cli-fi: narrativa climatica.

Tra gli autori di ieri, Leopardi, Wells, London, Levi, Ballard e poi quelli di oggi, per lo più di lingua e cultura anglosassone, ma non solo, il volume opera scelte significative.

Tra questi autori più coevi c’è anche Amitav Ghosh (autore de “La grande cecità”), da cui Scaffai riprende una suggestione che ha ispirato anche il premio ECOFORLIBRI, che questo libro di Scaffai ha selezionato e offerto in lettura, insieme ad altri 12 testi, a diverse giurie di lettori iscritti alla Rete Bibliolandia.

E la convinzione di Ghosh e Scaffai è che c'è molto bisogno che la narrativa di tutte le lingue tratti con maggiore forza e abbondanza di temi ambientali ed ecologici. Perché nella battaglia per arginare e rendere meno devastante il “climate changing” c’è necessità di tutte le forze, inclusa l’intelligenza e la fantasia dei narratori. Per questo il volume curato da Scaffai è importante e merita di essere letto e meditato. Il testo si può prendere in prestito nella Rete Bibliolandia o acquistarlo nelle librerie locali. Ogni lettura attraverso la Rete o acquisto tramite librerie aggiungerà punti al volume che si sommeranno ai punteggi espressi dalle commissioni di lettura organizzate da Ecofor Service, ideatrice del premio, in collaborazione con Utel Pontedera e la Fondazione I. Pescioli. Per maggiori informazioni scrivere a segreteria@utelpontedera.it.

sabato 10 febbraio 2024

EX FABBRICA CRASTAN

Ma l’edificio della ex fabbrica Crastan che fine sta facendo? Quando parte l’intervento di ristrutturazione e riuso degli spazi? O l’edificio è destinato a rimanere tra le strutture storiche fantasma che popolano sempre più numerose Pontedera?

Saranno 20 anni che si progetta la riqualificazione dell’ex fabbrica del surrogato del caffé. Nel 2016 fu presentato un progetto molto articolato. Nel 2019 fu approvata dal Comune di Pontedera un'ennesima variante e un piano attuativo da sottoporre ad un certo numero di organi amministrativi competenti che conteneva anche la risistemazione dell”area ex fabbrica Crastan. Poi? Boh!
Nel programma elettorale del sindaco, a pag. 37,si legge di voler: “favorire la conclusione del procedimento urbanistico già avviato di recupero funzionale del complesso immobiliare ex Crastan secondo il piano attuativo adottato”.
RISULTATO?
Dal 2019 a oggi, sono passati cinque anni, praticamente tutta la consiliatura del sindaco, ma di questo progetto e della riqualificazione non c’è traccia. Non si sa più nulla di ufficiale. Almeno dagli atti pubblici disponibili.
Vogliamo ammettere che è stato bucato un progetto potenzialmente interessante per la città?

PONTEDERA: LE SERIE STATISTICHE SULLE IMPRESE DICONO ALTRO

Alcuni esponenti della giunta hanno commentato dati statistici del 2023 sul livello delle imprese presenti a Pontedera resi noti dalla Camera di Commercio del nord ovest.

Ma hanno sottolineato i dati rispetto all’anno precedente e il raffronto del 2023 sul 2022 ha un valore con indici positivi.
Invece se si raffrontano i dati del 2023 col precovid e con l’anno di inizio del mandato amministrativo di questa giunta, ovvero col 2019, la valutazione cambia.
Ad esempio Pontedera aveva al 31 dicembre 2019 ben 3850 imprese, mentre al 31 dicembre 2023 le imprese erano 3634, ovvero in questi anni Pontedera è stata in difficoltà e (tenendo conto delle imprese nate e di quelle chiuse) ha perso ben 216 imprese. Dato quantitativo, ovvio. Che però ci fornisce una indicazione assai diversa dalla lettura istantanea, un po' retorica e trionfalistica e forse elettorale commentata dagli amministratori.
Questo per dire che sarebbe interessante per capire bene le dinamiche sociali valutare tutti i dati disponibili, magari organizzando convegni pubblici, come facevano una volta anche certi partiti politici e analizzare i trend con serie statistiche significative.
Se infatti il dato che ho ricavato dalla pubblicazione on line della Camera di commercio di Pisa fosse preso da solo potrei dedurne che nell’ultimo quinquennio amministrativo il sistema delle imprese pontederesi è diminuito del 5,6% e questo ribalterebbe l’immagine ottimistica fornita dall’Amministrazione.
Ma non si fa così. Per capire infatti dove sta andando davvero il sistema delle imprese pontederesi e come ha inciso il ruolo di Palazzo Stefanelli su tutto questo (ammesso che abbia inciso), il comune dovrebbe pubblicare la serie dei dati almeno degli ultimi 10 anni.
Invece anche sul piano statistico purtroppo si gioca a raccontare quello che li per li torna meglio. E non è il massimo della comunicazione. Né della comprensione della realtà

VERDE URBANO: MANCANO I NUMERI PROMESSI PER VALUTARE

Mentre sappiamo quanti libri sono stati comprati e prestati dalla biblioteca Gronchi negli ultimi 5 anni e possiamo valutare se questa Amministrazione ha fatto crescere o ha portato indietro la biblioteca, degli alberi pubblici piantati sul suolo del nostro Comune non sappiamo ufficialmente un bel niente. Si spera che almeno gli uffici lo sappiano, ma i cittadini no. I pontederesi non sanno in questi ultimi 5 anni quanti alberi siano stati abbattuti perché pericolosi, quanti alberi siano stati piantati e quanti di questi abbiano attecchito e ci forniscano adesso ossigeno oltre a migliorare l'ambiente.

Per valutare la sensibilità green di questa amministrazione e del suo assessore questi dati sono indispensabili.
Per altro questi numeri precisi erano stati promessi dal programma elettorale di Franconi e del PD del 2019 che a pagina 45 testualmente recita:
“in primo luogo avviare ed aggiornare con cadenza annuale un censimento generale del verde e metterlo in relazione al sistema informativo territoriale”.
Ma sul sito del Comune di numeri sugli alberi tagliati e piantati annualmente non c'è traccia per gli ultimi 5 anni. Mi scuso se ci fossero, ma io non li ho trovati.
Se, come penso, i numeri non ci sono per davvero, le inadempienze di questa amministrazione sono 2.
La prima, quella di aver promesso (come recita pagina 45) di dare conto concretamente delle cose fatte per il verde e di non averlo fatto. E' un obiettivo mancato.
La seconda quella di non rendere possibile agli elettori di valutare se questa Amministrazione è stata brava a piantare alberi o meno.
Perché a chiacchiere sono tutti ottimi amministratori, ma i numeri non mentono e sono l’unico strumento buono e serio che i cittadini hanno per capire e giudicare. E guarda caso quello che manca sono proprio i numeri.
Legittimo quindi che, non vedendo ad occhio Pontedera circondata da foreste e più o meno vedendo invece nel centro e nelle sue immediate vicinanze le stesse piante e non molto curate, legittimo dicevo pensare che per gli alberi e per la crescita del verde urbano si sia fatto pochino. Insomma che si siano piantati pochi alberi e se ne siano, per ragioni inoppugnabili, tagliati molti.
Ma sarei molto lieto di essere smentito con numeri certi e verificabili, forniti alla cittadinanza, come la stessa maggioranza consiliare aveva promesso di fare nel suo programma elettorale del 2019 e che invece questa promessa non ha mantenuto. E questo non depone a suo favore.

I DATI DELLA BIBLIOTECA GRONCHI

 


LO SCACCO DELL'EX IPSIA

Tra gli edifici fantasmi che popolano Pontedera c'è l’ex IPSIA di via Manzoni. Nel programma del sindaco del 2019 la questione non fu inserita, ma la struttura in gran parte vuota da anni era già allora ben visibile e in una certa misura di competenza comunale.

Infatti è dal 2011 che la provincia di Pisa (proprietaria di gran parte dell’immobile e del terreno) e il comune di Pontedera (proprietario di alcune parti del complesso) tentano di vendere la struttura non più utilizzabile come scuola. Ma dopo quasi 15 anni e 4 o 5 gare andate a vuoto, l’edificio non è stato ceduto a nessuno. Non proprio un bel risultato. Ne è responsabile qualcuno? Ci si può fare qualcosa?
Beh, nel 2018 alcune pareti esterne della struttura sono state dipinte, con un investimento riconducibile al comune di Pontedera. Obiettivo non dichiarato, rendere meno inquietanti gli edifici fantasmi, in attesa di venderli.
Ma, ripeto, dopo quasi 15 anni la situazione è ferma e non si sa quando quest’area degradata e inutilizzata nel cuore della città sarà rigenerata e rifunzionalizzata.
È vero che la maggiore responsabilità della mancata vendita è attribuibile alla Provincia di Pisa. Ma visto anche il ruolo di consigliere che il sindaco svolge in Provincia e visto l’interesse che il comune di Pontedera ha nel riqualificare questo pezzo di quartiere, possibile che non sia riuscito a fare qualcosa di meglio?
È vero che non si può giudicare un’amministrazione per cose che non ha promesso di fare.
E tuttavia vedere due enti pubblici che non sono riusciti ad alienare una struttura fantasma, che fa compagnia a tanti altri palazzi inutilizzati in Pontedera, non è solo un peccato, ma un danno per la città.
E qui una responsabilità politico amministrativa c’è, anche se condivisa con la Provincia, che però ha sede a Pisa e guarda Pontedera da 20 km di distanza.
Cosi più passa il tempo e più i disegni sui muri dell’ex IPSIA assumono il sapore di uno scacco che l’amministrazione comunale sembra aver portato a se stessa e da cui non sa come uscire.

ANCHE L'ASSESSORE DÀ RAGIONE ALLA DESTRA

Anche i dati sui prestiti librari di Biblio Gronchi forniti dall'assessore, seppure contabilizzati in maniera diversa dal segretario del PD, confermano un calo nei prestiti rispetto al 2019. Ma è soprattutto il dato che l'assessore fornisce sugli ingressi in biblioteca, che lui dice essere stato nel 2023 pari a 115.000 passaggi ai varchi, che rappresenta un autogol, perché conferma e accentua ancora di più che la biblioteca è andata indietro rispetto alla presenza degli utenti. Lo dicono sempre i numeri. Perché nel 2019 gli ingressi di utenti in biblioteca furono più di 300.000. Per cui al di là delle chiacchere, la comparazione tra questi due numeri ( 115.000 ingressi nel 2023 e 300000 nel 2019) ci dice che nel 2023 la Gronchi ha perso circa 200.000 presenze rispetto all'anno 2019. Sono numeri forti, espliciti, inequivocabili che dimostrano chiaramente come la chiusura della biblioteca, la chiusura dei parcheggi e l'ingabbiamento della biblioteca abbiano avuto un impatto duro e negativo sui servizi e soprattutto sugli utenti. I numeri parlano. Certo, sempre che si voglia ascoltarli.