martedì 27 febbraio 2018

Perché  voterò  PD alle elezioni del 4 marzo

Sono 6 le ragioni principali che mi hanno convinto a votare PD, di cui sono per altro un elettore da quando il PD si è costituito.
In sintesi voterò PD perchè:
1. È l'unica forza politica che assomiglia ad un partito di massa secondo quanto previsto dalla Costituzione e che offre sufficienti garanzie di democraticità nel suo funzionamento. È articolato in correnti e gruppi di riferimento e questo ne fa un soggetto plurale.
2. Ha un programma europeista ed è sostanzialmente aperto alle sfide del presente. L'europeismo continua a sembrarmi un bel traguardo, anche se è impegnativo per un popolo geneticamente levantino come il nostro.
3. Non ha un programma demagogico in politica interna ed in politica economica. Usa un linguaggio pragmatico e non promette mari e monti. Si misura coi difficili temi del presente e per questo non ha ricette ideologiche. E nemmeno facili.
4. Pur con tutti i suoi difetti, il suo leader principale, Matteo Renzi, resta il più presentabile tra i leader che attualmente calcano il palcoscenico politico. Ma soprattutto anche il resto del gruppo dirigente mi sembra valido e non paragonabile coi gruppi dirigenti nazionali delle altre forze politiche.
5. I valori su cui si fonda (dai cattolicesimo all'illuminismo, dal socialismo liberale all'antifascismo), per quanto un tantinello ampi e molto variegati, sono tutti largamente accettabili per orientare società sempre più complesse, variegate e aperte come sono le nostre.
6. Come insieme politico, il Pd mi sembra una forza permeata, per quanto possibile, dagli elementi essenziali della democrazia e che cerca di promuovere la partecipazione popolare e di far argine al populismo nazionalista e demagogico.
Questo mi fornisce una ragionevole fiducia rispetto alle scelte che potrà fare il suo gruppo dirigente nazionale ed il suo leader politico.
Quanti sono e dove vanno i soldi dei "migranti"

Organizzata dall'Associazione Culturale "Amici di Scienze per la Pace" dell'Università di Pisa e dalla Libreria Roma di Pontedera, si svolgerà giovedì 1 marzo alle 17,30 presso la Biblioteca Gronchi di Pontedera la presentazione del volume di Umberto Mugnaini "I rapporti economici dei migranti con il paese di origine" (Felici Editore, 2018, pp. 147).
Mugnaini, che ha svolto studi di economia e sociologia indirizzati alla Pace e alla Cooperazione internazionale, già dirigente di Banca Nazionale del Lavoro, impegnato in diverse associazioni di volontariato e presidente dell'Associazione "Amici di Scienze per la Pace" di Pisa, conosce bene la materia di cui scrive e la illustra con grafici ed informazioni assai dettagliate.
Dal volume escono fuori informazioni quantitative e qualitative piuttosto interessanti soprattutto in riferimento al sostegno che i migranti danno non solo all'economia delle famiglie che hanno lasciato nei loro paesi, ma più in generale alla struttura economica delle nazioni da cui provengono.
Nella presentazione del libro sono coinvolti il prof. Enrico Taliani, sociologo e antropologo dell'Università di Pisa, Pietro Pertici, responsabile della Tavola per la Pace, Maria Chiara Panesi, presidente di ARCI Valdera e Lucia Ciampi, sindaco di Calcinaia. Modera il giornalista di Toscana Oggi, Andrea Bernardini.
Il dibattito si preannuncia vivace.
Una copia del libro è disponibile al prestito presso la Biblioteca Gronchi.



lunedì 26 febbraio 2018

PAROLE GUARDATE - Giallo in provincia
Concorso di scrittura gialla

La Fondazione Peccioli Per l'Arte in partnership con IL TIRRENO ha bandito la prima edizione del premio letterario "PAROLE GUARDATE", riservato ad elaborati inediti di scrittori esordienti di genere giallo, noir, thriller ambientato nella provincia di Pisa.

L'iniziativa intende valorizzare il territorio della Provincia di Pisa attraverso l'ambientazione di racconti che contengano elementi caratteristici del territorio pisano (monumenti, paesaggi, personaggi) .

Ecco il bando che scade il 13 aprile p.v.




sabato 17 febbraio 2018

Vincenzo Ceccanti
Un artista “liberty” nato e cresciuto a Pontedera (1871-1916)


Pontedera città d'arte e anche di artisti. Tra questi una ricerca del prof. Renato Conti di Boario Terme ha fatto riemergere una personalità sconosciuta al grande pubblico, un talento eclettico, il quale ha dato vita a una serie di opere d'arte espresse in vetrate all'interno di chiese (a Ponsacco e Pontedera nel Duomo), in manifesti pubblicitari, in etichette e affiche per prodotti industriali, in cartoline celebrative e commemorative.
Una vita breve, ma certamente intensa quella di Vincenzo Ceccanti, pontederese che negli anni '80 e '90 del XIX secolo frequentò l'Accademia delle Belle Arti di Firenze e lavorò fino alle soglie della prima guerra mondiale per diversi committenti: da quelli religiosi (e nel Duomo di Ponsacco si possono ancora osservare alcune sue vetrate) a quelli dell'industria, fino agli stabilimenti termali e alle occasioni celebrative istituzionali,
Di Vincenzo Ceccanti, che sicuramente, dopo Andrea da Pontedera è il più importante artista che qui ha avuto i natali, restano molti splendidi manifesti dei primi anni del '900, tra cui quelli delle Terme di Boario, della Barilla e della Buton. Nonchè molte cartoline. Interessanti da tanti punti di vista. Ma soprattutto per la loro straordinaria qualità comucativa e artistica che solo apparentemente può apparire dissonante rispetto alla modestia dell'oggetto. Il tratto inciso con previsione, l'abbondabza dei dettagli, la forza dei colori e delle tonalità, la capacità di comunicare sentimenti ed emozioni emergono infatti in tutti i manufatti di Ceccanti, piccoli o grandi disegni che siano, segnalando un'abilità ed una facilità espressiva che sicuramente i suoi committenti dovettero apprezzare. E con loro il grande pubblico, anche se quest'ultimo ignorò probabilmente il nome dell'artista che tanto li colpiva con la sua comunicazione pubblicitaria.
Del resto che prima o poi a Pontedera emergesse un artista sensibile ai temi della comunicazione commerciale e industiale non può certo meravigliare; e che questo artista, Vicenzo Ceccanti, sia maturato proprio negli anni del decollo industriale di Pontedera non è di sicuro una coincidenza.
Per fortuna adesso il prezioso volume di Renato Conti, che costruisce la prima biografia di Ceccanti, estrae questo importante artista dell'oblio del tempo e lo restituisce ai pontederesi e a tutti gli appassionati d'arte collocandolo come figura di genio nel panorama del disegno italiano di inizio '900.
Il volume di Renato Conti, intitolato “Vincenzo Ceccanti. Manifesti liberty, vetrate, cartoline, è stampato da Bandecchi & Vivaldi. I testi sono di Conti, che si è avvalso del coordinamento editoriale e del supporto di ricerca di Michela Quirici. Altri hanno poi collaborato alle ricerche, tra cui: Sergio Vivaldi, Cesare Ciano e Dino Fiumalbi.

Il volume sarà presentato sabato 17 febbraio alle ore 17 presso la Biblioteca comunale


mercoledì 14 febbraio 2018

L'uomo che inventò i vaccini. Storia di Eusebio Valli, avventuroso inventore e sperimentatore di vaccini tra Sette e Ottocento / Roberto Valli, Lindau, 2017, pp. 161

Eusebio Valli. Chi era costui? Un medico nato a Casciana Alta, ma di famiglia ponsacchina. Visse tra la metà del '700 e la seconda decade dell'800. Laureato all'Università di Pisa, affascinato (e un po' ossessionato) dalle malattie epidemiche e infettive (dalla peste al vaiolo, dalla rabbia alla febbre gialla), Valli si ingegnò a combattere questi mali terribili, cercando di fare del suo meglio.
Da uomo della Valdera, Roberto Volpi, statistico con riferimento particolare alla Sanità, ha scritto un volume di 150 pagine su questo compatriota morto, duecento anni fa, di febbre gialla a l'Avana, nel 1816, all'età di 61 anni.
Il libro, per quanto condotto sul filo di un confronto con poco senso tra Valli e Pasteur e per quanto carente di quel metodo che dovrebbe condurre gli storici ad analizzare i loro personaggi nel contesto e nei limiti del loro tempo, è forse la prima biografia di una certa qualità che riporta in vita (o almeno sulla carta) un protagonista autentico della sperimentazione medico-scientifica in un'epoca pionieristica per quanto attiene a vaccini, epidemie e microbi.
Nonostante i diversi limiti del volume (dalla carenza di un sistema di note bibliografiche all'assenza di riferimenti archivistici, fino ad una prosa eccessivamente artificiosa che rende stucchevole  e faticosa la lettura), Volpi ha comunque il merito di aver tirato fuori dall'oblio la figura di un medico che è un complesso impasto di illuminismo e romanticismo e dalle cui vicende Dumas o Stendhal avrebbero potuto trarre materia per un loro romanzo.

lunedì 5 febbraio 2018

Gianfranco TOGNARELLI espone incisioni alla Galleria Il Bisonte di Firenze

Gianfranco Tognarelli è un artista pontederese di notevole carattere e qualità, che si è misurato nel corso degli anni con diverse tecniche pittoriche ed in forma particolarmente significativa con l'incisione.
Per avere un'idea del suo percorso artistico basta andare sul suo sito web che segnalo di seguito
http://www.gianfrancotognarelli.it/
Oppure sfogliare i cataloghi che possono essere trovati nelle biblioteche della Rete Bibliolandia.

L'anno scorso ha organizzato una mostra a Livorno, alla Fortezza Nuova.

Nei prossimi giorni, come dice l'invito riprodotto in basso, il lavoro di incisore di Gianfranco Tognarelli troverà un importantissimo riconoscimento presso una delle gallerie di Firenze più prestigiose e nell'ambito dell'incisione un punto di riferimento di valore nazionale. Parlo della Galleria Il Bisonte.

La mostra di Tognarelli, aperta fino al 16 marzo, racconterà il suo lungo lavoro di incisore e la conquista di una tecnica e di una capacità narrativa veramente straordinaria.




sabato 20 gennaio 2018

C'era una volta la Biblioteca Provinciale e ora ci sono le Officine Garibaldi

Stasera inaugurazione di una nuova biblioteca. Con 600/700 persone, circa. Alle Officine Garibaldi. In Pisa. In via Gioberti. Di cosa si è trattato? Beh, di una parziale trasformazione della biblioteca provinciale. Quella di via Betti, nel complesso scolastico Marchesi.
La storia è abbastanza (?) nota. Mentre la Provincia cambiava pelle e perdeva funzioni (legge Del Rio), veniva costruito (a carico della Provincia, con fondi regionali ed europei) un meraviglioso edificio in via Gioberti. Che farne? Cosa portarci? Come gestirlo?
Tra le idee, c'era quella di portarci la biblioteca provinciale. Tutta? All'inizio si pensava di sì. Poi... si è deciso di portarcene solo una parte. Quella più moderna e collegata con le tematiche sociali, culturali, turistiche, ecc. più vicine alle esigenze di lettura del pubblico giovanile e più vicine alle sensibilità delle cooperative socio-educative che hanno preso in concessione dalla Provincia l'immobile.
Affidata la concessione, la Rete Bibliolandia (che aveva garantito fino all'estate 2017 l'apertura della vecchia biblioteca provinciale di via Betti) ha supportato l'elaborazione di un piano funzionale della nuova biblioteca, quella delle Officine Garibaldi appunto. Un piano che: (1) realizzasse e gestisse 100 posti lettura (per giovani e studenti); (2) consentisse la fruibilità di alcune collezioni di quotidiani e riviste (sia su carta che sui microfilm, con lettori annessi); (3) garantisse l'accesso al prestito ad 1 milione di volumi disponibili nelle biblioteche della Rete Bibliolandia e nella collegata Rete Empolese-Valdelsa; (4) attivasse un'assistenza qualificata di bibliotecari al pubblico.
In tre mesi questo piano ha preso forma e il personale dell'ATI che ha ottenuto la concessione dell'immobile ha trasferito circa 20.000 monografie presso la nuova sede e le ha collocate a scaffale, insieme ai quotidiani cartacei e a circa 5000 bobine di microfilm.
Le descrizioni dei libri trasportati sono migrate nel catalogo elettronico della nuova biblioteca e grazie alla Rete i libri che adesso si trovano alle Officine Garibaldi da lunedì saranno ... consultabili e prestabili. Perfino prenotabili via OPAC:
Il resto delle monografie (circa 10.000) rimaste nella vecchia sede (di via Betti) e delle riviste e dei quotidiani (altri 40.000 volumi di annate rilegate) saranno spostate entro l'estate presso un deposito della Rete Bibliolandia, dove rimarranno consultabili e potranno essere richieste e ottenute dal pubblico presso le 26 biblioteche comunali della Rete. Questa seconda parte dell'operazione sarà però completata in autunno, insieme alla realizzazione di uno scarto dei testi più obsoleti.
Ma per tornare alla Biblioteca delle Officine Garibaldi (che si è voluta chiamare in sigla BLOG), stasera, appunto, si è proceduto alla sua inaugurazione, con la presenza dello scrittore Marco Malvaldi e con altre iniziative culturali.  
Ovviamente con oggi si è avviata una gestione di cui si potranno valutare impatto e risultati solo tra un certo numero di mesi.
Io ipotizzo che i 100 posti lettura inaugurati stasera si riveleranno pochi e che la BLOG finirà per occupare anche altri spazi dell'edificio che la PAIM, capofila dell'ATI, ha in concessione. Perchè di posti lettura (con tavoli elettrificati e wifi) i giovani universitari pisani e gli studenti delle superiori hanno fame; e quando si accorgeranno della BLOG l'assalteranno (nel senso buono del termine).
Ma la BLOG diventerà molto altro ancora. Solo che come si assesterà lo sapremo solo cammin facendo ed imparando ed ascoltando le esigenze del pubblico che a poco a poco si conquisterà.
Io mi auguro poi che la BLOG divenga anche un ponte tra realtà bibliotecarie pisane che oggi dialogano poco tra di loro, facendo un pessimo servizio ai lettori della città.
Perchè se come ha detto spesso il sindaco Marco Filippeschi la città di Pisa è una città di libri, è anche vero che questi libri circolano poco e male perfino da una parte all'altra di Pisa.
Eppure i libri sono come i soldi. Fruttano e sono veramente produttivi solo quando circolano molto e quante più persone raggiungo e li utilizzano, nel tempo più breve possibile (è la 6a legge di Ranganathan).
A Pisa invece i libri delle istituzioni culturali (Università inclusa) restano troppo fermi. Gli elementi conservativi e del controllo, prevalgono sulla circolazione. E questo è un peccato. E un danno. Gli istituti culturali di Pisa, in sostanza, dialogano poco tra di loro e si prestano troppi pochi volumi. I bibliotecari pisani appaiono scarsamente collaborativi e piuttosto ingessati e timorosi.
La sensazione è che manchi un progetto (oltre che una regia) di Pisa città che legge e che il frammentato patrimonio librario della città non riesca a trasformarsi in un patrimonio circolante, ma resti soprattutto un bene immobile, e tutto sommato poco utile ai lettori. Ma questo è frustrante in un tempo in cui il software è in grado di sapere esattamente dove si trova un libro, senza però poter far niente per renderlo accessibile e muoverlo. Perchè per muoverlo servono buone relazioni tra gli enti che invece si guardano spesso in cagnesco.
Tutto questo però non è il frutto di una maledizione divina, ma soprattutto di una scarsa sensibilità alla circolazione libraria da parte dell'intellettualità pisana, la quale poi orienta negativamente le decisioni organizzative delle istituzioni culturali e amministrative cittadine.
La speranza è che la BLOG delle Officine Garibaldi, in un modo tutto da inventare, collabori a sbloccare questa situazione e favorisca una  crescita della circolazione e della mobilità libraria in città. Potrà farlo davvero? Non lo so, ma dovrà provarci.
Perchè questo accada servono bibliotecari accoglienti, aperti, orientati agli utenti, che non seppelliscano i libri come i talenti della Bibbia, ma che li facciano circolare, mettendoli veramente a disposizione dei processi di formazione dei loro utenti.
Credo che sia ciò che chiedono lettori giovani e meno giovani. E che dobbiamo dare alla città i cui livelli di lettura pubblica restano ancora molto, troppo, bassi (nonostante gli enormi passi avanti effettuati dagli anni in cui la Biblioteca si trovava di fronte alle Logge dei Banchi).

ingresso biblioteca BLOG

spazio Officine Garibaldi x conferenza Malvaldi