mercoledì 30 novembre 2022

BIBLIO GRONCHI. Il Sindaco non sa che fare dei pilastri dei parcheggi

Nei giorni scorsi, in un incontro tra il Comitato Riapriamo Biblio Gronchi e il Sindaco, ho chiesto al Sindaco se si rendeva conto che la riapertura della Biblio confinava questa importantissima struttura culturale in un pessimo contesto ambientale (tra ponteggi in sicurezza e pilastri e travi che perdevano pezzi). La foto del nuovo accesso/uscita unico, allegata al post, lo lascia capire chiaramente. Lui mi ha risposto di sì.

Allora gli ho domandato che cosa avesse in mente di fare nei prossimi due anni per risolvere la situazione. Ovvero se pensasse di buttare giù le colonne e le coperture degli ex parcheggi Piaggio che si trovano intorno alla Biblioteca oppure se avesse deciso di restaurare pilastri, colonne, travi, ecc. e tenerle in piedi. Perchè è ovvio che una delle due soluzioni andrebbe presa.
Il Sindaco ci ha risposto di non avere un’idea precisa sul da farsi, ma che preferiva la soluzione che sarebbe risultata meno costosa e quella che avrebbe avuto il via libera della Sovrintendenza alle Belle Arti, che sembra avere inserito un vincolo sull’area degli ex capannoni Piaggio che circondano la biblioteca.
Questa incertezza operativa tra buttare giù i pilastri o restaurarli ha caratterizzato l’Amministrazione di Pontedera negli ultimi 8 anni e ha portato, come certificato dallo studio di Unipisa, all’attuale degrado dei pilastri e delle coperture. Ma Biblio Gronchi non può rimanere a lungo in questo stato e avere accessi contingentati.
Se si vuole trascinare fuori dal pantano Biblio Gronchi bisogna che l’Amministrazione comunale decida se buttare giù tutto o se restaurare e poi trovare le risorse per realizzare il proposito che ha maturato.
I ponteggi dovrebbero essere solo una soluzione provvisoria. Ma come è noto spesso in Italia (e anche a Pontedera, basta vedere lo strazio del cimitero comunale) niente dura così tanto come le soluzioni tampone e provvisorie. Auguriamoci però che l'attivismo e il decisionismo del Sindaco ci regalino rapide e proficue soluzioni.



venerdì 25 novembre 2022

BIBLIO GRONCHI LE PAROLE DEGLI ATTI

In un post di ieri, il nostro poetico sindaco se la canta e se la suona per giustificare la improvvisa chiusura di Biblio Gronchi da lui decisa a inizio agosto come se si fosse trattato di una EMERGENZA. E tra che c’è si autoloda per la geniale soluzione trovata per riaprire la Biblio, lasciando intendere di aver combattuto contro il minotauro della BUROCRAZIA in una impresa titanica che forse, dopo 5 mesi porterà davvero alla riapertura della struttura prima di Natale. Questi i suoi FATTI. E soprattutto la sua NARRAZIONE.

Ma io sono andato a vedere gli ATTI in Comune e dopo 40 giorni di attesa me li hanno fatti solo sbirciare su un computer. Tuttavia, anche così, si è trattato di una sbirciatina istruttiva.
E cosa dicono gli ATTI?
Smontano la poetica narrazione del Sindaco, EMERGENZA inclusa.
In che senso? Nel senso che l’Amministrazione, che ovviamente già sapeva dello stato di degrado dei pilastri e delle coperture dei parcheggi che circondano la Biblio (e di sicuro lo sapeva il sindaco in qualità di ex assessore ai LLPP nel quinquennio 2014-2019), ha chiesto nel 2019 uno studio serio alla facoltà di ingegneria di Pisa sulle strutture visibilmente ammalorate dei parcheggi.
E Ingegneria uno studio scientificamente serio e corposo gliel’ha fornito al Comune di Pontedera.
Quando? Nel novembre del 2020. NOVEMBRE 2020. E che diceva lo studio? Confermava che dal punto di vista statico pilastri e coperture (con alcune travi spezzate che circondavano la biblioteca) erano proprio messi male. Anche perché su quelle travi e coperture NON ERA STATA FATTA MAI MANUTENZIONE SERIA e in più erano stati aggiunti PANNELLI SOLARI che avevano aggravato dal punto di vista statico la sicurezza di pilastri e coperture, lasciati notoriamente scoperti e alle intemperie.
Sempre gli ATTI raccontano che Ingegneria di Pisa ha mandato due rapporti di aggiornamento: uno a marzo e uno a dicembre 2021, sempre sullo stato di pilastri, travi e coperture. E che dicevano questi aggiornamenti? Una cosa largamente prevedibile, ovvero che il degrado delle strutture peggiorava continuamente rispetto al report base del 2020. Tutte cose che a dire il vero si vedevano anche a occhio, visto l’incremento della caduta di calcinacci sulle macchine sotto le coperture dei parcheggi.
Ma se il Sindaco sapeva tutto scientificamente dal novembre del 2020 si può parlare ad agosto 2022 di EMERGENZA? Direi proprio di no.
Anche perchè la relazione dell'Arch. Fantozzi (dirigente al Patrimonio del Comune di Pontedera) che è dell'agosto del 2022 riprende le conclusioni dei 3 report di Ingegneria per suggerire al Sindaco di fare l'Ordinanza del chiudiamo tutto di agosto.
In verità gli ATTI, che l'Amministrazione non ha voluto rendere pubblicii (e si capisce perchè) ci dicono che dalla fine del 2020 l’Amm. Comunale sapeva scientificamente delle criticità dei parcheggi e dalla fine del 2021 sapeva che le criticità aumentavano.
DOMANDA POETICA: perché l’Amministrazione almeno alla fine del 2021 (ma avrebbe potuto farlo già dalla fine del 2020) non ha chiamato SIAT e non ha predisposto tecnicamente l’attuale situazione per garantire la continuità del servizio bibliotecario? Se lo avesse fatto magari ad agosto 2022 la biblioteca sarebbe stata chiusa per un mese per montare il ponteggio, ma a settembre sarebbe stata di nuovo regolarmente aperta. Invece ci sono voluti fino ad ora 5 mesi di chiusura per gestire la situazione ed in un periodo in cui gli studenti tanti amati, a parole, dal sindaco hanno dovuto fare la valigia e andare a studiare altrove.
Ultima riflessione sempre sugli ATTI.
Ma rispetto ai pilastri ammalorati ed insicuri dei 2 parcheggi ad est e a ovest di Biblio Gronchi questa Amministrazione cosa diavolo vuole fare?
Li restaura o li butta giù?
A questa domanda è evidente che la Giunta Millozzi (con Franconi come assessore ai LLPP) aveva risposto nei FATTI: “per ora li tengo così, non ci faccio nulla e ci metto sopra perfino i pannelli solari”.
Ma ora la giunta FRANCONI cosa pensa di fare?
Tiene Biblio Gronchi nella giungla di pali che ha montato? Tiene i parcheggi chiusi? E va a proporsi come candidata a Città Italiana della Cultura per il 2025 con una simile soluzione raffazzonata nella strada in cui si affacciano alcune delle eccellenze internazionali di Pontedera come il Museo Piaggio e l'Istituto di Biorobotica e, in prospettiva, l'Atelier della Robotica? Mah!

lunedì 10 ottobre 2022

Verso la riapertura della Gronchi

 Leggere i commenti dal sapore poetico del Sindaco è sempre un piacere. Peccato che ancora non dica ai suoi più prosaici cittadini e in particolare ai suoi giovani lettori quando rientreranno leggere e studiare in sicurezza nella meravigliosa biblioteca Gronchi che speriamo non faccia la fine di quella da lui citata di Alessandria (un paragone che ai bibliotecari di professione fa venire i brividi). Dalla delibera pubblicata oggi sull'alto pretorio on line del Comune si apprende che il Comune consente alla società dei parcheggi Siat di cominciare a costruire dei ponteggi per far accedere in sicurezza pubblico e personale alla biblioteca. Date per completare i lavori dei ponteggi e consegnarli non mi pare di averne viste. Ne' ci sono ipotesi di date per la riapertura. Se ci fossero e non le avessi viste, mi scuso. 

Non mi pare neppure di aver visto in allegato alla delibera il progetto di costruzione dei ponteggi con le varie autorizzazioni approntato e consegnato al comune da Siat. Ma immagino che sarà allegarto agli atti e ci saranno le autorizzazioni soprattutto quelle sulla sicurezza o che saranno richieste prima dell'avvio dei lavori.

Per quanto mi riguarda (sentendomi ancora affettivamente legato ad una struttura che considero strategica per la città) come avevo annunciato anche ad alcuni amici amministratori spero di riuscire a mettere su un comitato che accompagni e  favorisca la più rapida riapertura possibile (ovviamente in piena sicurezza) della Biblioteca Gronchi. Un comitato che da fuori delle transenne e senza alcun altro ruolo se non quello di cittadini interessati e partecipi alla valorizzazione della biblioteca, seguirà i lavori. Senza interferire, se non con qualche commento alla toscana. Se come spero il comitato nascerà,  stimolera' chi ha compiti operativi (ma, ripeto, soprattutto nella massima sicurezza e con garanzie di fare un lavoro degno di una biblioteca di questo livello. Ci mancherebbe!).

E sono quasi certo che tale comitato si biodegradera' il giorno dopo la riapertura al pubblico dei locali della Gronchi che auspichiamo avvenga presto. Siamo a oltre 60 giorni dalla chiusura.

Una grande biblioteca come la Gronchi ha bisogno di amministratori che la curino e la sostengano, ma anche di amici esterni che la stimolino e in qualche modo l'aiutino. O almeno questo è ciò che credo, così  da evitare appunto che biblio Gronchi faccia la fine di quella di Alessandria citata dal Sindaco.

Dunque buon lavoro!

E soprattutto buona riapertura

martedì 4 ottobre 2022

Si può essere democratici senza essere antifascisti e anticomunisti?

Ho letto il testo di Pertici e prendo atto che lui (uomo di sinistra) ha le sue legittime ragioni a temere che la Meloni possa fare del male all’Italia e all’Europa, trascinando il paese e l’Europa troppo a destra. Io aggiungo solo che mi pare che la Meloni non abbia né l’intenzione né la forza per realizzare un disegno come quello paventato da Pietro, anche ammesso che lo abbia davvero in mente. Infatti almeno a parole Giorgia si presenta come una democratica ed europeista, anche se non esplicitamente antifascista.

E il tema se si può essere democratici ma non esplicitamente antifascisti è un tema “delicato” e intrigante: culturalmente, politicamente e giuridicamente. Così, pur temendo che da una discussione del genere non se ne verrà mai fuori (almeno nei prossimi 100 anni), provo ad avventurarmici.

Ma per mettere altro pepe nelle nostre riflessioni invito Pietro e i postcomunisti a chiedersi se si possa davvero essere democratici senza essere anticomunisti.

E una domanda dolorosa per un ex comunista come me, una domanda che presenta risposte non facili, né banali se si vuol essere sinceri con se stessi e con la storia.

Tuttavia chi ritiene che la Meloni porti ancora addosso il peso del passato fascista perchè non si palesa in maniera esplicita come antifascista, non può non chiedersi quanti a sinistra portino addosso il peso non solo del passato del comunismo così come si è tragicamente avverato, ma anche il peso dei comunismi attuali (pensiamo alla Cina o alla Corea del Nord che democratici certo non sono). Del resto quanti degli uomini e delle donne di sinistra si sentono democratici ma non si dichiareranno mai esplicitamente anticomunisti?

Marconcini ha scritto su questa chat che è una fortuna che il comunismo non abbia vinto in Italia. E’ un modo per dichiararsi esplicitamente anticomunista?

Con dolore, pensando ai sogni di mio padre e ai miei degli anni giovani, condivido le sue parole (che ho avuto modo di pronunciare anche in altri contesti). E vado oltre, perchè aggiungo che per essere veramente democratici non si può essere comunisti. Ma, lo confesso, faccio una grande fatica a dirmi anticomunista, anche se sono straconvinto che se i comunisti avessero preso il potere in Italia non avrebbe costruito una democrazia, nè avrebbero aderito a questa simpatica anche se un po’ sgangherata Europa democratica. La storia non si fa coi sé, ma le vicende del mondo mi suggeriscono di dire che se l’Italia negli anni ‘40 fosse finita nella sfera di influenza dell’URSS la nostra storia sarebbe stata simile a quella dei paesi dell’Est o tutt’al più a quella della Jugoslavia di Tito (magari con un dittatore come Togliatti?).

E allora ripropongo la mia domanda: si può essere veramente democratici oggi senza essere antifascisti e anticomunisti?

Segnalo che una recente dichiarazione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019 sull'importanza della “memoria europea per il futuro dell'Europa” prova a rispondere a questa domanda.

lunedì 26 settembre 2022

Breve commento postelettorale

 A me Letta sta simpatico e mi dispiace che se ne vada.

Era uno dei pochi che aveva capito che bisognava fare un campo largo. Ma per fare un campo largo (nel centro-sinistra) bisognava che parecchi fossero interessati a fare un gioco collettivo. Invece la maggior parte dei centro-sinistri ha preferito ballare da solo, così non si è riusciti nemmeno a ottenere una situazione di parità e a dare la palla in mano all'arbitro.

L'unico neo di Letta è di essere stato poco "democristiano" e di non aver saputo ingoiare il rospo dell'uscita dei 5 Stelle dal governo Draghi pur di mantenere il rapporto coi 5 Stelle e reggere il Campo Largo. Ma era una situazione difficile. I 5 Stelle volevano sganciarsi per tornare a giocare la parte della forza antisistema. E poi nessuno è perfetto.

Ora non ci resta che sperare nelle ostilità interne al centro destra. Ma se la Giorgia sarà brava a blandire il vecchio e a far sfogare il malrasato leader leghista nominandolo ammiraglio della flotta del Mediterraneo, temo che dovremo aspettare qualche annetto. Peccato!

giovedì 15 settembre 2022

Biblio Gronchi. Ancora chiusa. E i libri per ragazzi non andranno a scuola.

All'inizio di ogni anno scolastico migliaia di libri per ragazzi cominciavano a migrare e ad andare in prestito verso le classi della scuola elementare e media, portati in grandi borse dalle bibliotecarie. Di solito infatti le biblioteche scolastiche sono povere di buoni libri e per lo più contengono edizioni vecchie, spesso inutilizzabili. Per questo la biblioteca comunale funzionava (e dovrebbe ancora funzionare) da banca di prestito librario. In alternativa al trasporto di libri dalla Gronchi alle scuole, decine di classi e centinaia di ragazzi venivano a piedi o col pulmino, insieme ai loro insegnanti, a far visita alla biblioteca ragazzi collocata dentro la Gronchi dove potevano scegliere a piacere tra oltre 15.000 buoni volumi aggiornati. Con la crisi dei pulmini, a volte venivano i soli insegnanti che consigliati dalle bibliotecarie si portavano via sporte di libri. Ci sono stati anni passati anche oltre 150 incontri tra bibliotecari e classi per un insieme di oltre 4.000 ragazzi coinvolti e almeno 12.000 prestiti. Coi libri che giravano che sembravano trottole. Questa storia vera è raccontata nel volume intitolato "Manola e l'invenzione della biblioteca per ragazzi di Pontedera" (Tagete, 2018). Oggi questo prezioso flusso culturale che ruotava attorno alla Biblioteca ragazzi è bloccato. Niente visite di classi in biblioteca. Niente ragazzi. Niente insegnanti. Quanto durerà questo stop? Non si sa. Girano voci, ma la giunta non ha messo nero su bianco alcuna data per la presunta riapertura.

Complimenti 
agli autori del miracolo.


martedì 13 settembre 2022

Ricordando Sergio Vivaldi e la sua collezione di opere d'arte

Ad un anno dalla morte, vale la pena di ricordare la figura e l'opera di Sergio Vivaldi, che insieme a Sauro e Marco Macelloni ha trasformato, nel secondo dopoguerra, una tipografia di provincia in una piccola casa editrice specializzata soprattutto (ma non solo) in libri d'arte, la cui qualità di stampa è nota e apprezzata da studiosi, critici ed artisti.

Ma oltre a lasciarci l'esempio di un infaticabile imprenditore pontederese in grado di lavorare anche per una committenza di livello nazionale e di dialogare con artisti e grafici di altissimo profilo, Vivaldi ha fatto di più e con la pazienza di un certosino, anno dopo anno, per quasi settanta anni, ha messo insieme una importante collezione di opere d'arte (ma anche di cartoline, manifesti, documenti e cimeli di varia natura e tipologia) che merita sia una adeguata strategia di conservazione che una efficace valorizzazione.