mercoledì 31 dicembre 2025

IL SILENZIO DEGLI ARCHITETTI SULL’EX ATELIER

In un comunicato di fine anno, gli oligarchetti pontederesi ci informano che nei vecchi capannoni Piaggio (in via del Fosso vecchio), dove fino a poche settimane fa loro giuravano che avrebbero costruito l’Atelier della Robotica, si farà altro. Cosa? Ma un altro bel parcheggio, che diamine. E proprio a tre passi dal mega parcheggio dell’ospedale, spesso vuoto nei posti a pagamento. I posti auto, per una città che ha mandato a farsi friggere anche i suoi modesti progetti di bike sharing, e che vuole attirare auto a profusione, mentre si rifiuta di monitorare la sua qualità dell’aria, non sono mai troppi. Così SIAT.

Domanda: ma se nei due parcheggi attorno alla biblioteca Gronchi i muri e le colonne degli ex capannoni Piaggio si restaureranno, pare, per volere della Soprintendenza alle Belle Arti di Pisa (in virtù, si sussurra, del loro valore di archeologia industriale), com’è che altre colonne e altri muri ex Piaggio, adiacenti ai primi, verranno abbattuti senza che si difenda anche il loro alto valore storico?

Mistero.

Altra domanda: E il muro del pianto della biblioteca Gronchi, la parete sud lunga 50 metri, quella che separa la biblio dagli spazi del fu Atelier, ultima vestigia di un capannone Piaggio anni ‘50  incorporata nella nuova biblioteca, quella da cui piove acqua da quando la biblio è stata inaugurata nel 2014, quella parete da cui si sono dovute spostare le scaffalature di un metro per non inzuppare i libri, sarà sistemata definitivamente o no?

Ancora. La biblioteca ragazzi della Gronchi è nata con qualche problema. E' poco luminosa. E' priva di bagni dedicati ai piccoli lettori e lettrici. Manca di uno spazio esterno gioco-lettura, un chiostro che possa sfruttare l'aerazione naturale e sia luminoso per letture en plein air. Prima del 2018 l’allora amministrazione aveva promesso di trovare nell’ormai fu Atelier la soluzione a questi tre problemi e garantire così lo sviluppo qualitativo della biblioteca ragazzi: luogo di formazione strategico dei nuovi lettori e per il futuro di Pontedera. Che ne è di quelle promesse? Rimangiate in nome della parcheggiabilità cittadina ormai affidata a SIAT per omnia secula seculorum?

Quanto al resto dei capannoni di via del fosso vecchio, è un autentico peccato che il Museo Piaggio non intenda ricomprarseli e chiedere il permesso di costruirci una grande VESPA TOWER che arricchisca l’offerta museale e sovrasti tutta l’estensione degli stabilimenti ancora vitali e la stessa città. Sarebbe un luogo perfetto, dove la tonante voce di Michele Quirici, volgendo lo sguardo a 360 gradi, potrebbe illustrare la storia del MITO della VESPA e del grande stabilimento. O dove la calda voce dell’architetto Adriano Marsili potrebbe farci intravedere le linee evolutive della Pontedera romana, medievale e rinascimentale, fino alla città distrutta dalla seconda guerra mondiale.

Si, una bella torre vetrata, spavalda, sognatrice e un po' guascona, come quell’Enrico Piaggio che, persa la guerra fascista, decise di smettere di produrre bombardieri e scommise tutto sulla vespa.

Credo sarebbe una torre molto visitata. Una gran pubblicità per la Piaggio.

Peccato infine che gli architetti pontederesi abbiano appeso le loro cetre ai silenziosi salici piangenti. Sarebbe interessante sentire anche i loro pareri.

Nell’attesa, felice anno nuovo a tutti

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