Il contributo comunale agli organizzatori della XX MANGIALONGA è 3 se non 4 volte superiore alla somma che il Comune spende (al netto dei contributi statali) per acquistare in un anno i libri per Biblio Gronchi. Perché mai una cosa del genere?
E non è finita qui. Il contributo comunale per la Mangialonga, se non erro, è superiore anche ai contributi che vengono dati annualmente dal Comune a tutte le associazioni che gestiscono i doposcuola cittadini, che pure sono così importanti per la formazione e l’integrazione dei giovani.
Perché dunque una manifestazione che promuove il CAMMINARE (e questo fa bene) e il MANGIARE (e su questo, bah, qualche cosa ci sarebbe da dire) deve essere finanziata dalla fiscalità comunale per una cifra spropositata che in lire suonerebbe sui 60 milioni?
60 milioni di vecchie lire per fare transitare, in una domenica, da un tavolo all’altro (a degustare trippa alla pontederese e altre vivande) circa 1500 persone. Ma davvero è un evento da sostenere con così tante risorse pubbliche?
Con gli organizzatori che devono perfino mettere un tetto alle iscrizioni perché la domanda di partecipazione alla MANGIALONGA è così superiore all'offerta che in poco tempo i posti disponibili spariscono.
Ora, dico io, ma se c'è una così spasmodica richiesta privata di Mangialonga, perché non si aumentano un po' le quote di iscrizione? Perché non si portano le iscrizioni degli adulti da 25 a 35 euro? O a 40, se l’iniziativa ha costi così imponenti da richiedere un contributo comunale di 30.000 euro e tanto volontariato.
E se è sostenuta da tanto sbandierato volontariato o come si spiega che si sia passati da un contributo comunale di 15.000 euro dello scorso anno ai 30.000 di quest’anno? O che costi sono esplosi per una mangiacamminata di un giorno?
E' un aumento del 100%. Altro che inflazione! E altro che governo che taglia fondi ai comuni, se il Comune di Pontedera si può permettere contributi così generosi! Per una Mangialonga che certo non può essere gabellata per un sussidio alimentare ai poveri.
E allora dov’è il busillis?
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