Dario Marconcini e Giovanna Daddi hanno costruito in pochi mesi una nuova compagnia di attori amatoriali, tutti, meno uno, over 70, li hanno ribattezzati “Gli eroi”, hanno scelto per loro una serie di brani di Shakespeare da interpretare e poi li hanno fatti debuttare alla sala Cieslak del Teatro Era di Pontedera nel festival “Ponte di Parole”
Detta così sembra semplice. In realtà si è trattato di un piccolo miracolo. Un’invenzione degna del mago Prospero che chiede a Ariel di metterla in scena.
Dietro a questa magia teatrale c'è infatti la grande umanità, la bravura e la lunghissima esperienza di Marconcini & Daddi nel formare (e lavorare con) gli attori. C'è una profonda conoscenza dei testi shakespeariani di Marconcini e l’abilità nel saperli cucire con un filo poetico e di farli aderire alla pelle dei suoi attori. C’è la volontà di 15 persone, molto adulte, che a novembre scorso neppure si conoscevano tra di loro, di mettersi in gioco in un percorso teatrale presso l’Utel di Pontedera, tirando fuori la voce di Lady Macbeth, quella di Amleto e Ofelia, quella di Giulietta e Romeo e di diversi altri personaggi, soprattutto minori, dei drammi elisabettiani.
Ne è uscita una piccola impresa che fa bene e riempie di orgoglio prima di tutto il gruppo dei nuovi eroici attori, tutti tesi e in ansia, come ragazze e ragazzi al loro primo appuntamento.
E fa bene al pubblico che, mentre ascolta le immortali parole di Shakespeare, nel buio di una sala illuminata da lucine fioche, si emoziona e batte più volte le mani ai vari monologhi.
Così il tempo, come la notte di Giulietta e Romeo, fugge e lo spettacolo si dipana con solo qualche impercettibile dissonanza.
Magia di un teatro povero, ma fatto grande dalle parole del drammaturgo di Stratford, dall'abile regia di Marconcini e Daddi e soprattutto dalla tenace volontà dei soci di Utel di sfidare gli oltraggiosi dardi del tempo e della sorte.
Magia semplice, ecologica, pulita. A chilometro zero.
Repliche? Speriamo proprio di sì.
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