Ma un bel sondaggio via rete varrebbe la pena di farlo anche sulle artistiche regie, rispetto alle quali non si dovrebbe chiedere ai votanti se piacciono o no le istallazioni, ma si dovrebbe domandare solo se dopo vent'anni tutti questi elefanti, cavalli, uccellini giganti, conigli e chiocciole potenziate non abbiano stufato o invece ci stupiscano ancora.
Io penso che un’amministrazione rispettosa dell’ambiente, che ha a cuore il futuro dei giovani, dovrebbe risparmiare energia, luccicare un po' di meno e destinare i risparmi ad iniziative più benefiche. Sull’arte invece sarei per cambiare regia, così da fare spazio anche a voci più giovanili e magari più fresche. O almeno sarei per bandire gare aperte per selezionare i progetti arredatori più interessanti, a cui fare partecipare soggetti artistici diversi. Perché queste ultraventennali regie, tutte del solito regista, non solo appaiono stucchevolmente ripetitive ma soprattutto non sono in linea col dettato legislativo che sugli appalti dei servizi, inclusi quelli artistici, pretenderebbe dai Comuni un certo ricambio o almeno l’effettuazione di gare aperte. E non vale dire che le regie le paga la Fondazione cultura, perché essendo questa un ente partecipato a maggioranza dal Comune e che riceve importanti risorse dal Comune, una certa apertura culturale potrebbe permettersela.
Ma anche su questo punto l’anestetizzata maggioranza consiliare temo che non ci senta. E il guaio è che quest’ultima si trova di fronte a sgangherate e soporifere opposizioni che figuriamoci se vanno a fondo su questi aspetti. Così maggioranza e opposizioni sembrano perfettamente a loro agio davanti alle incipriate e incerottate facce di Bronzino che aderiscono perfettamente alla facciata di palazzo Stefanelli e dei valorosi che lì prendono le decisioni per la città.
