Di Maio chi? Vita, opere e missione del politico più "bersagliato" d'Italia? / Paolo Picone, Alberti compagnia editoriale, 2017, p. 174
Si tratta di un piccolo libro di 174 pagine, scritto da un giornalista anche lui nato a Pomigliano d'Arco nel napoletano, che abbozza, con taglio giornalistico, una prima biografia del leader grillino oggi 32enne.
Il testo è agile, anzi agilissimo. Sbriga i primi 26 anni della vita di Luigi in meno di 10 pagine, al cui centro ovviamente sta l'incontro con il movimento grillino. Ne esce un giovane simpatico e ambiziosetto, col bisogno di esserci e di contare, senza idee e cultura ben definite, con nessun libro, testo e personalità di riferimento. A parte Grillo dal 2007 in poi. Ne esce un tipo sveglio, che ha voglia di fare, che impara in fretta e che al momento giusto si trova al posto giusto. Quello delle parlamentarie grilline. Dove, raccogliendo poco più di 150 voti, ottiene un posto di deputato al Parlamento. Li per cinque anni Luigi segue un corso accelerato ed intensivo di politica e grazie ai cambiamenti del clima politico riesce a conquistare il vertice dei 5 Stelle che nel frattempo, grazie ai mutamenti sociali e politici del Paese, sono diventati il primo partito del Paese. Insomma, direbbe Machiavelli, Luigi Di Maio è un ragazzo baciato dalla Fortuna. La biografia si ferma al 2017. Ma se tanto ci dà tanto, prevedo che Luigi sia destinato ad occupare un posto da protagonista nella vita politica del paese almeno per i prossimi anni. E almeno fino a quando tirerà il forte vento grillino. Speriamo anche che riesca a meritarselo il ruolo che ha fortunosamente conquistato e a fare qualcosa di buono per il paese. Auguriamocelo.
giovedì 29 marzo 2018
domenica 25 marzo 2018
RETE BIBLIOLANDIA
Bibliotecaria dell'anno: Veronica Cerrai.
Nell'auditorium della Biblioteca di Bientina si è tenuto oggi pomeriggio il Bibliolandia Day, nel corso del quale c'è stata la proclamazione del bibliotecario dell'anno. E i bibliotecari hanno votato Veronica Cerrai, che opera sulla biblioteca ragazzi di Pontedera e, all'occorrenza, fa sostituzioni in altre biblioteche. E' una bibliotecaria di una cooperativa e svolge con straordinaria intensità e bravura i suoi innumerevoli compiti. Nel discorso di ringraziamento Veronica ha dichiarato di essere un'allieva di Manola Franceschini, la leggendaria bibliotecaria pontederese, a cui i convenuti di Bientina oggi hanno regalato due lunghi calorosi, affettuosi applausi. Dopo l'introduzione del sindaco di Bientina, Dario Carmassi, alcune parole del coordinatore, l'analisi statistica sui risultati della Rete Bibliolandia dl Massimo Gabbrelli, le riflessioni sugli archivisti storici degli enti locali di Andrea Brotini, sono stati premiati, oltre la bibliotecaria Cerrai, i lettori forti di molte biblioteche della Rete e gli insegnanti che collaborano alla promozione della lettura. Ne è uscita una giornata volta a consolidare i legami tra bibliotecari, insegnanti e lettori, che costituiscono un asse strategico per far crescere i livelli di lettura in provincia di Pisa.
La giornata di Bientina è stata preparata e predisposta da Antonella La Rocca, Veronica Barachini, Massimiliano Bertelli e Michela Pezzini. A condurla è stato Massimiliano Bertelli
domenica 18 marzo 2018
Noi, lo giuro #bf / Yuri Leoncini, Marchetti Editore, 2017
La prof Leoncini ha scritto il suo secondo romanzo breve. L'ha riempito di argomenti di scottante attualità. Dal razzismo al bullismo al femminile, dall'uso facilone dei social media alle amicizie tra persone fragili e diverse; dalle nostre famiglie dove si va tutti troppo di fretta fino al bisogno disperato di essere amati, a cui si accompagna un analfabetismo affettivo che fa spavento. E.. molto di più. Ma non è un saggio. È un romanzo breve. Una storia scritta a più voci, mettendo insieme brani di diario di ragazze e altri lacerti. Disegni inclusi. Però, lo giuro, si divora in poche ore. Eppure ti resta dentro. E' un libro pensato per i giovani lettori. Under 17 o under 18. Ma dove non manca una riflessione anche sugli adulti, sui genitori, sugli insegnanti e sui dirigenti scolastici. Quindi è un libro che gli insegnanti potrebbero leggere e vedere se è il caso di consigliarlo ai loro ragazzi. Ma anche ai/alle loro colleghi/e. Un testo che le bulle uscite in questi giorni dalle foreste di Nottingham rendono terribilmente contemporaneo.
La prof Leoncini ha scritto il suo secondo romanzo breve. L'ha riempito di argomenti di scottante attualità. Dal razzismo al bullismo al femminile, dall'uso facilone dei social media alle amicizie tra persone fragili e diverse; dalle nostre famiglie dove si va tutti troppo di fretta fino al bisogno disperato di essere amati, a cui si accompagna un analfabetismo affettivo che fa spavento. E.. molto di più. Ma non è un saggio. È un romanzo breve. Una storia scritta a più voci, mettendo insieme brani di diario di ragazze e altri lacerti. Disegni inclusi. Però, lo giuro, si divora in poche ore. Eppure ti resta dentro. E' un libro pensato per i giovani lettori. Under 17 o under 18. Ma dove non manca una riflessione anche sugli adulti, sui genitori, sugli insegnanti e sui dirigenti scolastici. Quindi è un libro che gli insegnanti potrebbero leggere e vedere se è il caso di consigliarlo ai loro ragazzi. Ma anche ai/alle loro colleghi/e. Un testo che le bulle uscite in questi giorni dalle foreste di Nottingham rendono terribilmente contemporaneo.
martedì 13 marzo 2018
Breve riflessione sul risultato elettorale e sulle prospettive che apre
I grandi numeri del voto degli italiani del 4 marzo 2018 erano largamente prevedibili. Un ritorno della coalizione di CDX (centro destra), questa volta a trazione leghista, un ulteriore avanzata dei 5 stelle ma senza superare il CDX, un CSX (centro sinistra) sconfitto, ma più che altro diviso e senza alleati nè a sinistra nè al centro. Infine una sinistra corbyniana che in Italy si ferma a 3 / 4 %, forse perché come sostiene D'Alema i corbyniani in Italy hanno votato Di Maio. Una destra estrema con numeri da zero virgola.
Con la nostra Costituzione (che molti dicono essere la più bella del mondo) e con questa legge elettorale, i voti degli elettori dovranno ora tradursi in una maggioranza parlamentare. La faccenda temo che non sarà semplice e che serviranno trattative e negoziati.
Confesso candidamente che in una situazione del genere non ho suggerimenti politici da dare ai miei amici del CSX. Però gli chiedo di muoversi tenendo fermi alcuni elementi.
Europa first. Europa contiene il sogno di una cittadinanza negoziata universale, collegato all'idea di una giustizia universale. Certo ci vuole rispetto anche per le piccole e grandi patrie, ma sopratutto occorre consapevolezza di una cittadinanza planetaria, animata da un'uguaglianza che tenga conto del merito, un'uguaglianza che aiuti tutti ad aiutarsi, e che vada al di là di classi e nazioni.
Dobbiamo guadagnarci il pane col nostro lavoro. E dobbiamo mantenere una visione produttivista della società. No ad uno Stato assistenzialista. Dobbiamo aiutare tutti, ma insegnando alle persone a pescare e affittandogli canne da pesca, non regalandogli pesci.
Accoglienza. Dobbiamo essere una comunita' larga, accogliente, antirazzista, e che integra tutti nel sogno di una cittadinanza universale. Ma che sa chiedere partecipazione e collaborazione, lavoro e disponibilità, a chi viene in Italia e in Europa.
Democrazia e partecipazione. Pieno rispetto delle regole della democrazia e buon livello di partecipazione alla cosa pubblica. Inclusa la forma partito. No a partiti personali o con forme di trasparenza discutibili.
Parità tra uomini e donne.
Valorizzazione e rispetto delle libertà individuali e collettive e accettazione delle diversità.
giovedì 1 marzo 2018
Biondo era e bello / Mario TOBINO, Mondadori, 1974
Ne esce un Dante umanissimo, quale sicuramente fu. Nostro conterraneo. Coi nostri vizi e molte passioni che ancora ci attanagliano, ma d'una grandezza straordinaria. Perchè stiamo parlando dell'inventore della lingua italiana o almeno della sua ossatura forte.
martedì 27 febbraio 2018
Perché voterò PD alle elezioni del 4 marzo
Sono 6 le ragioni principali che mi hanno convinto a votare PD, di cui sono per altro un elettore da quando il PD si è costituito.
In sintesi voterò PD perchè:
1. È l'unica forza politica che assomiglia ad un partito di massa secondo quanto previsto dalla Costituzione e che offre sufficienti garanzie di democraticità nel suo funzionamento. È articolato in correnti e gruppi di riferimento e questo ne fa un soggetto plurale.
2. Ha un programma europeista ed è sostanzialmente aperto alle sfide del presente. L'europeismo continua a sembrarmi un bel traguardo, anche se è impegnativo per un popolo geneticamente levantino come il nostro.
3. Non ha un programma demagogico in politica interna ed in politica economica. Usa un linguaggio pragmatico e non promette mari e monti. Si misura coi difficili temi del presente e per questo non ha ricette ideologiche. E nemmeno facili.
4. Pur con tutti i suoi difetti, il suo leader principale, Matteo Renzi, resta il più presentabile tra i leader che attualmente calcano il palcoscenico politico. Ma soprattutto anche il resto del gruppo dirigente mi sembra valido e non paragonabile coi gruppi dirigenti nazionali delle altre forze politiche.
5. I valori su cui si fonda (dai cattolicesimo all'illuminismo, dal socialismo liberale all'antifascismo), per quanto un tantinello ampi e molto variegati, sono tutti largamente accettabili per orientare società sempre più complesse, variegate e aperte come sono le nostre.
6. Come insieme politico, il Pd mi sembra una forza permeata, per quanto possibile, dagli elementi essenziali della democrazia e che cerca di promuovere la partecipazione popolare e di far argine al populismo nazionalista e demagogico.
Questo mi fornisce una ragionevole fiducia rispetto alle scelte che potrà fare il suo gruppo dirigente nazionale ed il suo leader politico.
Quanti sono e dove vanno i soldi dei "migranti"
Organizzata dall'Associazione Culturale "Amici di Scienze per la Pace" dell'Università di Pisa e dalla Libreria Roma di Pontedera, si svolgerà giovedì 1 marzo alle 17,30 presso la Biblioteca Gronchi di Pontedera la presentazione del volume di Umberto Mugnaini "I rapporti economici dei migranti con il paese di origine" (Felici Editore, 2018, pp. 147).
Mugnaini, che ha svolto studi di economia e sociologia indirizzati alla Pace e alla Cooperazione internazionale, già dirigente di Banca Nazionale del Lavoro, impegnato in diverse associazioni di volontariato e presidente dell'Associazione "Amici di Scienze per la Pace" di Pisa, conosce bene la materia di cui scrive e la illustra con grafici ed informazioni assai dettagliate.
Dal volume escono fuori informazioni quantitative e qualitative piuttosto interessanti soprattutto in riferimento al sostegno che i migranti danno non solo all'economia delle famiglie che hanno lasciato nei loro paesi, ma più in generale alla struttura economica delle nazioni da cui provengono.
Nella presentazione del libro sono coinvolti il prof. Enrico Taliani, sociologo e antropologo dell'Università di Pisa, Pietro Pertici, responsabile della Tavola per la Pace, Maria Chiara Panesi, presidente di ARCI Valdera e Lucia Ciampi, sindaco di Calcinaia. Modera il giornalista di Toscana Oggi, Andrea Bernardini.
Il dibattito si preannuncia vivace.
Una copia del libro è disponibile al prestito presso la Biblioteca Gronchi.
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