I leader del centrosinistra sostengono che l’Italia possa stare nella NATO alla Sanchez ovvero ogni tanto dicendo dei no ai loro padroni USA (l’impero), dei no che fanno un po' di rumore ma contano davvero poco.
Il QUINTETTO Conte-Schlein-Fratoianni-Bonelli-(Renzi) finge di ignorare le asimmetrie dei legami imperiali imposti dalla NATO (alias gli USA) e sostiene che l'Italia abbia un certo di margine di autonomia in questa alleanza e possa così contenerne i costi (armi) e i rischi (guerra, inflazione), massimizzandone i vantaggi (commerci e affari). Più o meno il Meloni pensiero, a parte le simpatie meloniane per l'uomo dal ciuffo forte e la velleitaria pretesa di fare da mediatori tra Impero e UE.
Ma che un’Italia guidata dal QUINTETTO sarebbe in grado di avere una postura nella NATO sostanzialmente diversa da quella del centrodestra non è dimostrato da niente.
I margini di manovra di un governo vassallo rispetto alla NATO (e all’Impero) non risiedono infatti nella tipologia politica del governo che guida il paese vassallo, ma nelle caratteristiche strutturali del paese che quel governo rappresenta.
E l’Italia, vaccinata dal fascismo, sconfitta militarmente nel 1943-45 e sottoposta ai vincoli militari del trattato di pace (1947), ha sviluppato nell’infinito secondo dopoguerra un NAZIONALISMO DEBOLE che non consente ai governi di qualunque colore di riconquistare una piena indipendenza e sovranità sul piano interno e internazionale, né di giocare un ruolo che non sia subalterno sullo scacchiere anche solo regionale: il che però non è detto che sia del tutto un male e che non abbia comunque giovato alla nostra economia legata all’export e quindi al nostro sviluppo.
Quanto all’opinione pubblica italica, come dimostrano sondaggi anche recenti (vedi ASPENIA, 2/26), di certo apprezza il nazionalismo debole ed è favorevole alla sospensione della leva militare che da venti anni sta creando giovani che (alleluia!) ignorano l’uso delle armi da fuoco.
Se il centrosinistra italico fosse un vero soggetto politico, e non quella confusa armata Brancaleone che invece è, assumerebbe il nazionalismo debole e il pacifismo delle nuove generazioni come strumenti per alleggerire l’Italia dai vincoli imperiali della NATO. Ma ovviamente non lo farà. Prevedo invece che anche il QUINTETTO continuerà a criticare le scelte della NATO (alla Sanchez), ma alla fine si allineerà ai voleri e agli armigeri affari imperiali, sperando che passi la nottata trumpiana.
Una postura realistica e moderata. Più meloniana di quanto il QUINTETTO non voglia ammettere.
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