lunedì 4 aprile 2016

RICORDANDO ENZO CATARSI

Il libro dedicato a Enzo Catarsi che sarà presentato il 7 aprile, alle 10,45, presso l'aula magna dell'Istituto Montale di Pontedera (via Salcioli, quartiere scolastico) raccoglie molte voci e molte testimonianze sul lavoro di Enzo Catarsi pedagogista ed illustra bene la ricchezza di vedute e la molteplicità di relazioni che Enzo aveva saputo attivare attorno ai temi che gli erano più cari: dalla storia della pedagogia alla cura della genitorialità; dalla letteratura per l'infanzia alla "nidologia", come definiva la cura per i nidi nelle conversazioni tra gli amici. E sono proprio la ricchezza delle relazioni e le esperienze da lui maturate in diversi contesti istituzionali a fare di Enzo Catarsi una persona speciale che manca a tutti quelli che hanno collaborato con lui, ma anche a chi come me ha avuto con lui uno scambio lungo anche se un po' discontinuo nel tempo. Perché qualunque conversazione con Enzo, lo ricordo bene, aveva il pregio di non essere mai banale e ti consentiva di vedere le cose da punti di vista e prospettive a cui non ti era venuto in mente di pensare prima. La presentazione del libro, come mi ha confermato il dirigente scolastico, è aperta a tutti, fino ad esaurimento dei posti. Il libro si intitola "Enzo Catarsi un pedagogista al plurale" è curato da Clara Silva, Elena Freschi e Nima Sharmahd (Firenze University Press, 2015).
QUALCHE RIFLESSIONE SUL BIBLIOLANDIA DAY NUMERO 4 DI CASCINA

Sulla pagina di facebook della Rete Bibliolandia ho postato questo commento.
Solo il tempo ci dirà se la giornata di Cascina di oggi segnera' un ulteriore passo avanti nello sviluppo dei servizi della Rete bibliolandia. Quello che è certo è che oltre 120 persone, di cui ben 3 con le stampelle e il gesso, una perfino con ferri sporgenti in una gamba, si sono trovate per ascoltare comunicazioni sul sistema bibliotecario della provincia di Pisa ed hanno forse capito quale complessità organizzativa e quale pluralita' di soggetti stia dietro una rete di 48 biblioteche, 500.000 volumi, 220.000 prestiti annui, 20.000 utenti attivi, il tutto funzionante quasi come un corpo unico. In effetti tecnologie e capacità di cooperare sono in grado di far funzionare Bibliolandia come un banca prestalibri e promuovi lettura con 48 sportelli. Ma solo le soft skills dei bibliotecari e il loro potenziale empatico e sinaptico ci faranno fare un vero balzo in avanti e ci faranno funzionare come un soggetto unico e coerente nei confronti dei lettori. Grazie ai bibliotecari di Cascina che hanno messo a disposizione la sede e un pò di merenda, grazie agli intervenuti, alle cooperative, ai volontari, alle associazioni di lettori, ai lettori singoli e non associati, agli insegnanti che collaborano con la rete e ci aiutano a far leggere i loro allievi. Grazie a Laura Martini che ha vinto le elezioni di bibliotecaria dell'anno. Grazie al sindaco di Calcinaia, Lucia Ciampi, che ha fatto un discorso coraggioso sul futuro della Rete e a Alessandra Nardini, consigliere regionale, che ha partecipato ai lavori con un intervento puntuale. Grazie a tutti quelli che hanno cooperato a far riuscire la giornata. Sono stati molti. Se riusciranno a fare squadra, il futuro della lettura e delle biblioteche è garantito.

Poi sono intervenuto con un ulteriore commento in relazione ad un articolo di gonews.it su Cascina

Fare Rete è un'impresa difficile, anche per chi, come me la coordina. Credo che ieri tutti i presenti abbiano ascoltato la pluralità delle voci, delle diversità, dei ruoli, dei modi di pensarla e di vedere i servizi. Come ha dimostrato l'intervento di Gabbrielli in questi anni, almeno dal 2010, la rete bibliolandia è cresciuta avendo a disposizione risorse che nel 2015 però si sono parzialmente ridimensionate, ma senza subire forti traumi, tranne che in pochi casi. Nessuno di noi del resto può imporre a Regione toscana di mettere più soldi o a questo o a quel comune di rimanere dentro la rete, di avvalersi di certi servizi e così via. La rete insomma è un organismo vivo che deve adattarsi alla volontà dei suoi 36 enti finanziatori, deve cercarsi finanziatori straordinari e poi soddisfare al meglio lettori ed utenti. Quello che occorre è che rispetto a questo gioco complesso e articolato gli operatori tutti, ma non solo i singoli bibliotecari e archivisti, bensì anche le loro organizzazioni di riferimento, sappiano recitare al meglio il proprio ruolo. Ma anche questo non è facile ottenerlo. Ovviamente tutti sono più contenti nei periodi di maggiori risorse che in quelli di penuria. Per questo sulle dinamiche della Rete servono riflessioni che guardino anche ai movimenti complessivi e non solo ai casi particolari. Se se guarda in questa maniera la rete anche le sforbiciate si ridimensionano e magari si notano crescite, capacità di parare situazioni critiche e altre cose di questo tipo. Tanto che mi azzarderei a dire che per ora le dinamiche complessive sono complessivamente buone per il 2016, al netto di poche criticità. Fare meglio però è solo in parte nelle nostre mani. Il che non diminuisce il nostro impegno. Quanto alla richiesta che ho dovuto fare ieri ad andrea brotini e a francesca rossi di rinunciare ai loro interventi per riequilibrare la giornata che stava diventando troppo lunga, me ne scuso pubblicamente. Chi gestisce eventi, per cercare di far contenti un po' tutti, qualcuno finisce immancabilmente per scontentarlo. Spesso, come ho detto personalmente ad andrea, si chiedono sacrifici agli amici. Ribadisco le scuse. Ma guardiamo avanti.





domenica 3 aprile 2016

QUALCHE ANNOTAZIONE SULLE BIBLIOTECHE PISANE

Scrivo questo in risposta ad alcuni amici della BUP che commentando il Bibliolandia Day 2016 di Cascina avevano parlato di una situazione deprimenti o quasi. Ma, a mio avviso, la situazione pisana non è affatto bibliotecariamente parlando deprimente, soprattutto se all'aggettivo pisano diamo un valore che abbracci anche l'ex contado e le pertinenze volterrane. Questo è uscito fuori dalla giornata di Cascina dedicata alla pubblica lettura con particolare riferimento alle biblioteche comunali. Mai stati tanti lettori e mai presi in prestito così tanti libri prima di questi anni. Mai realizzati così tanti incontri di lettura con le classi. Nella stessa città di Pisa non c'era mai stata una biblioteca civica che realizzasse oltre 30.000 prestiti librari all'anno e accogliesse migliaia di persone a leggere. Ora c'è. È vero che la Bup deve ancora riaprire la sua sede storica, che la biblioteca provinciale rischia lo smembramento dei fondi documentari mentre il suo personale è già passato alle biblioteche universitarie pisane, che altre biblioteche di nicchia sono gestite in forma minimale, ma anche la domanda di lettura che si esprime su alcune collezioni di nicchia è assai minimale. In sostanza per chi voglia vedere solo i problemi, i problemi ci sono. Ma a chi si soffermi sui servizi erogati, sulla domanda forte di lettura e sulle reali possibilità di fronteggiarla, sull'evoluzione storica dei servizi, appare un quadro più variegato e meno deprimente. È questo che in parte è emerso nel convegno di Cascina della Rete Bibliolandia, dove l'aria che tirava era quelli di un settantina di bibliotecari, distribuiti su 48 biblioteche, che gestiscono 500.000 volumi e 20.000 lettori attivi ogni anno, nella maniera più cooperativa possibile. E pur navigando in un mare di problemi, di cui non sarà facile sbarazzarsi, sono contenti di fare il mestiere che fanno, come ci ha raccontato la bibliotecaria Erika, emozionandoci, che opera sulle colline pisane tra santa luce, castellina e riparbella.

Mi è stato a questo punto replicato che avevo una visione ottimista soprattutto della situazione pisana in senso stretto e che per alcuni degli amici della bup la biblioteca sms di pisa è una struttura multiproblematica.

Ho risposto  che la situazione bibliotecaria pisana nonostante tutti i problemi si sta muovendo positivamente. Quanto alla biblioteca comunale, se l'amministrazione continuerà a sostenerla tra pochi anni realizzerà più di 50/60.000 prestiti e comincerà ad essere una biblioteca utile ed importante per i cittadini di Pisa. E per Pisa questo è un salto epocale. Vedere i limiti dell''investimento realizzato non è come indicare la luna e guardare il dito, è come infilarsi le dita negli occhi ed accecarsi. I limiti della sms sono piccolezze rispetto all'enorme balzo avanti che questa struttura senza precedenti nella città rappresenta rispetto ad un certo pubblico (bambini, ragazzi, adulti, non ricercatori). Di questa struttura i pisani dovrebbero essere orgogliosi e grati all'amministrazione. La seconda questione riguarda le biblioteche specialistiche essenziali per il mondo universitario e per i ricercatori. Pisa potrebbe con le tecnologie che il mercato ci mette a disposizione gestire unitariamente un sistema bibliotecario urbano di supporto alla ricerca e all'università. In parte e per singoli poli lo fa. E il MOP è lo strumento datato di cui dispone. Ma ci sono tre ostacoli seri che impediscono a questo sistema di diventare unitario, efficace e moderno: l'autoreferenzialita' che caratterizza molte delle istituzioni che dovrebbero giocare la partita insieme, un personale bibliotecario presente un po' in tutte queste istituzioni refrattario per varie ragioni alla modernità, un'opinione pubblica che non so quanto capisca la complessità del problema ma che non è comunque in grado di incidere sulla chiusura dei primi e sulla refrattarieta' dei secondi. La vicenda della bup e quella della stessa biblio provinciale sono da ricondurre a questi malanni. C'è insomma su Pisa una forte difficoltà a far parlare le istituzioni tra di loro e a fare squadra, come temo abbia dimostrato tragicamente bene la vittoria di Pistoia per la gara di città della cultura. Tuttavia individuare i mali non basta per curarli. Perché per curarli servono rimedi che francamente io, da bibliotecario con qualche conoscenza del mondo politico e istituzionale pisano, non vedo. Tuttavia devo ribadire che in tutta questa situazione la biblioteca comunale sms resta un capolavoro assoluto e che se continuerà ad essere coltivata, come ho detto in sede di commissione cultura del comune di Pisa che ha avuto la gentilezza di convocarmi due volte come esperto, darà grandi soddisfazioni ai cittadini comuni di Pisa.

A questo punto mi hanno chiesto se scrivevo sul serio o stavo scherzando. Io ho risposto così.

Parlo con assoluta serietà. Conosco anch'io alcuni difetti di sms, ma credo che non ci siano paragoni con la vecchia sede. Pisa comunale ha fatto un salto epocale in termini di ambienti, di tecnologie, di organizzazione e in parte di personale. Ripeto che non vedere il punto di partenza e quindi l'enorme salto del punto di arrivo e quindi svalorizzare questa conquista di civiltà per la città sarebbe a mio avviso sbagliato. Ovviamente questo non significa non tenere sotto pressione l'amministrazione, ma va fatto partendo dalla grande conquista realizzata e non puntando su obiettivi sbagliati. Prima del 2011 pisa comunale registrava i prestiti su registri di carta. Aveva solo una parte minimale del patrimonio bibliografico su supporto elettronico e si trovava fuori dalle reti che le consentono di accedere a servizi bibliografici e di promozione della lettura indispensabili. Pisa Sms ha fatto in pochi anni un salto di quarant'anni. Non vedere e non riconoscere questo è accecarsi con le proprie mani. O essere polemici per ragioni che non hanno niente a che vedere con l'oggetto specifico. Pisa credo abbia chiuso il 2010 o il 2011 con 5 o 6000 prestiti su base annua. Dalle proiezioni statistiche che possiamo fare su pisa sms per il 2016 è probabile che sms raggiunga 40.000 prestiti e forse 4.000 utenti attivi. È poco? Si, ma è un incredibile balzo rispetto al punto di partenza. Non mi pare insomma un dato deprimente per la situazione. Pensando dove eravate solo 4 anni fa, ripeto, mi pare un capolavoro. Non a caso dietro tutto questo c'è stata una tra le più importanti bibliotecarie italiane ed internazionali che si chiama Antonella Agnoli.


venerdì 27 novembre 2015

DINO CARLESI: un ricordo in Biblioteca (sabato 28 novembre alle 17) a Pontedera
Dino Carlesi è stato un uomo di cultura laica e un socialista (almeno dagli anni '50 in poi), dove le due componenti forti della sua identità stavano esattamente in quest'ordine. E' stato anche insegnante, ispettore scolastico, direttore scolastico, formatore di insegnanti, sindacalista della scuola, più in generale ... un uomo del mondo della scuola, attratto da tutto ciò che era didattica e pedagogia e con un occhio attento alla didattica della “poesia”.
Perchè come gli aveva felicemente scritto Quasimodo (un paio delle cui lettere compaiono nella piccola mostra di documenti allestita in biblioteca), Carlesi è stato per tutta la sua vita un poeta. Un poeta dotto e che amava le relazioni (anche per scontrarsi, perchè era aperto al confronto e battagliero).
E oltre che poeta è stato un critico d'arte e col mondo dell'arte si è relazionato in varie forme e maniere, incontrando semplici artisti, dialogando di piccole mostre, ma curando anche cataloghi ed esposizioni di personalità come Renato Guttuso o Emlio Greco, tanto per citarne alcuni degli artisti con cui era in corrispondenza e con cui aveva familiarità.
E ancora c'è Carlesi politico, azionista, socialista, liberalsocialista. Amico di Tristano Codignola e di altri socialisti di primo piano, a cominciare da quelli che guidavano il partito socialista a Pontedera e nel pisano.
A fianco del Carlesi politico c'è poi l'amministratore e l'assessore alla cultura del comune di Pontedera. Ma per lui la passione politica (che coltivò fino all'ultimo giorno di vita) sembrava uno strumento di quella che allora si chiamano battaglie culturali, la scelta delle idee, il desiderio di affinare un punto di vista e di proporlo al mondo.
E ancora c'è l'uomo appassionato del teatro che tra le altre cose riuscirà a far produrre al comune di Pontedera nel 1965, in prima assoluta nazionale, la riduzione del testo di Beppe Fenoglio, "Una questione privata". Con la regia di Marcello Santarelli, interpretato da Walter Bentivegna e Paola Quattrini. In questo modo Carlesi riprende e rielabora il lungo percorso del teatro pontederese nato nel dopoguerra e lo intreccia con l'esperienza dell'Autunno Pontederese. Un esperienza che prese il via nel 1948 e fu fortemente voluta dal sindaco e pittore Otello Cirri, il quale, in una Pontedera martoriata e distrutta dai bombardamenti, propose di investire anche in un teatro “popolare”, politicamente impegnato, in grado di parlare alla coscienza dei cittadini della nuova Repubblica. E' da quegli spettacoli allestiti in mezzo alle macerie che maturarono le successive vicende teatrali cittadine.
Più in generale Carlesi è stato uomo di vasta e profonda cultura, una cultura laica, che però non disdegnava di confrontarsi con i temi religiosi e con le domande più difficili che si pongono all'uomo contemporaneo. Il breve scambio di auguri con Mons. Vasco Bertelli (vescovo di Volterra),che si legge nella mostra in biblioteca, dimostra la familiarità con cui interagivano questi due straordinari personaggi, per altro molto diversi tra loro.
Credo che lo studio delle carte e dei testi di Carlesi, la raccolta delle testimonianze dei molti che lo hanno conosciuto, farà scoprire ancora altri aspetti assolutamente inediti e questo ci arricchirà dal punto di vista culturale e offrirà molti stimoli e spunti di riflessione in diversi ambiti.
Sicuramente ci farà apprezzare un lavoratore infaticabile (ha scritto fino all'ultimo e ha allestito e recitato nel suo ultimo spettacolo all'età 90 anni). Un uomo che tra le altre qualità aveva quella, rara e preziosa, di coltivare le amicizie e le relazioni, come dimostrano bene i libri di versi che regalava agli amici ad ogni fine d'anno e di cui sono testimonianza, tra le altre, le lettere di Antonio Tabucchi e dell'avvocato Pier Ugo Montorzi.

sabato 21 novembre 2015

ANCORA SU GIOVANNI GRONCHI E LA POLITICA ESTERA ITALIANA 1955-1962
Una lettera che ho spedito alla rubrica che SERGIO ROMANO tiene sul Corriere della Sera giovedi 19 novembre è stata pubblicata e commentata. Allego il ritaglio.





giovedì 12 novembre 2015

SEMINARIO GRONCHI E LA POLITICA ESTERA ITALIANA - UN BELL'ARTICOLO DI NILO DI MODICA SUL TIRRENO DI IERI


mercoledì 11 novembre 2015

Una gran bella foto scattata, probabilmente nel 1962, al Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi da un giovanissimo ragazzino Aldo Filippi (pontederese poi trapiantato a Montopoli, ceramista, fotografo, musicista, insegnante, amministratore locale e molto altro ancora).