L'Opac di bibliolandia rimette insieme quasi il metaopac toscano
E' con viva e vibrante soddisfazione che vi annuncio che da stasera il nostro OPAC Bibliolandia lancia una ricerca in simultanea su 4 reti provinciali (Livorno, Bibliolandia, Reanet e Sdiaf) + il MOP e quindi l'area universitaria e scolastica pisana.
In sostanza il nostro Opac con un clic solo va a cercare se un titolo o un autore sono presenti in un catalogo che contiene circa 5 milioni di titoli. Niente male, soprattutto se si pensa che che si tratta in buona parte di record bibliografici fuori SBN.
Sì, confesso che mi fa piuttosto piacere darvi questa notizia.
venerdì 25 novembre 2016
L'insopportabile pesantezza della lingua grillobullina.
Siamo in un mondo ed in un Paese in cui tutti parlano e siccome questo genera tanto rumore, per farsi sentire e possibilmente per raccogliere qualche applauso, bisogna urlare e spararle grosse. Da qui frasi altisonanti, parole grosse, termini volgari, allusivi, rozzi, parole che nessuno direbbe in casa, o userebbe con gli amci, coi genitori, in una festa di condominio, non diciamo in chiesa, forse nemmeno al bar. Sono parole da stadio. Offensive, rozze, cattive, dure. Ma perché comunichiamo in questo modo? Semplicemente perché se uno parla con un tono normale non se lo fila nessuno. Per farsi ascoltare oggi bisogna accusare gli altri di essere in combutta col Male e gettare m... addosso all'avversario.. Meglio ancora, se si dice che gli altri sono il Male. Così se Renzi vuole rottamare le vecchia classe dirigente al potere, Grillo, nel nome di un moralismo senza macchia e senza paura, vuole spazzare via tutti, non vuole rottamare, vuol fare a pezzi il nemico e possibilmente mangiarselo. No, Grillo non vuole confrontarsi con nessuno. Niente compromessi, niente negoziati. Grillo vuole tutto il potere o nulla per i suoi grillobullones. Niente inciuci con le forze del Male. Tutto il potere ai grillobulloni per spazzare via tutto il marcio che c'è nella società. Chissà da dove sono venuti grillo e i suoi. Chissà da quali viscere immacolate sono usciti. Vergini incontaminate, naturalnente, in un mare di letame. Certo non sorprende la lingua grillobulla che spara parole di c....a contro il resto del mondo che non è grillino. Roba da psichiatria avanzata, se non fosse che ormai alle grida e agli al lupo al lupo siamo abituati da decenni. Per certi versi le frasi esagerate non bucano più neppure lo schermo o la radio. Ma fanno danni. E di certo il grillobullismo crescerà. È la società rumorosa che abitiamo che ha bisogno di negazionisti urlatori in grado di separare i "buoni" (cioè loro), dai "cattivi e dannati" (cioè noi, destinatI natutalmente agli inferi). Spero solo che il signore ci protegga dagli sputazzi di Grillo e dai suoi grillobulloni.
Siamo in un mondo ed in un Paese in cui tutti parlano e siccome questo genera tanto rumore, per farsi sentire e possibilmente per raccogliere qualche applauso, bisogna urlare e spararle grosse. Da qui frasi altisonanti, parole grosse, termini volgari, allusivi, rozzi, parole che nessuno direbbe in casa, o userebbe con gli amci, coi genitori, in una festa di condominio, non diciamo in chiesa, forse nemmeno al bar. Sono parole da stadio. Offensive, rozze, cattive, dure. Ma perché comunichiamo in questo modo? Semplicemente perché se uno parla con un tono normale non se lo fila nessuno. Per farsi ascoltare oggi bisogna accusare gli altri di essere in combutta col Male e gettare m... addosso all'avversario.. Meglio ancora, se si dice che gli altri sono il Male. Così se Renzi vuole rottamare le vecchia classe dirigente al potere, Grillo, nel nome di un moralismo senza macchia e senza paura, vuole spazzare via tutti, non vuole rottamare, vuol fare a pezzi il nemico e possibilmente mangiarselo. No, Grillo non vuole confrontarsi con nessuno. Niente compromessi, niente negoziati. Grillo vuole tutto il potere o nulla per i suoi grillobullones. Niente inciuci con le forze del Male. Tutto il potere ai grillobulloni per spazzare via tutto il marcio che c'è nella società. Chissà da dove sono venuti grillo e i suoi. Chissà da quali viscere immacolate sono usciti. Vergini incontaminate, naturalnente, in un mare di letame. Certo non sorprende la lingua grillobulla che spara parole di c....a contro il resto del mondo che non è grillino. Roba da psichiatria avanzata, se non fosse che ormai alle grida e agli al lupo al lupo siamo abituati da decenni. Per certi versi le frasi esagerate non bucano più neppure lo schermo o la radio. Ma fanno danni. E di certo il grillobullismo crescerà. È la società rumorosa che abitiamo che ha bisogno di negazionisti urlatori in grado di separare i "buoni" (cioè loro), dai "cattivi e dannati" (cioè noi, destinatI natutalmente agli inferi). Spero solo che il signore ci protegga dagli sputazzi di Grillo e dai suoi grillobulloni.
Il voto referendario piaccia o non piaccia ha una doppia valenza
Oggi pomeriggio discutendo di referendum in un bar con una cara amica che probabilmente voterà no, concordavamo almeno su un fatto. Il voto referendario non può essere disgiunto dal giudizio sul governo. E' un voto binomio. Fatto della somma di due parti, entrambe con un proprio peso specifico. Per questo, al di la delle dichiarazioni retoriche, ognuno dovrà fare una doppia valutazione. Dovrà decidere se questa riforma costituzionale lo convince oppure no. Poi dovrà chiedersi se vuole mandare avanti questa esperienza di governo oppure no. Quindi dovrà combinare le due risposte e vedere che esito viene fuori. Se escono due si, votare sarà facile. Così come se compaiono due no. I guai si presentano per quelli che rispondono con un si e con un no. Molti uomini di destra e diversi grillini si trovano in questa situazione contrastata, mentre nel centrosinistra c'è più compattezza sia sul no che sul si. Penso quindi che sarà l'ItaIia di centrodestra a determinare l'esito del referendum, come hanno dimostrato le parole confuse e alla fine ritrattate di Berlusconi.
Oggi pomeriggio discutendo di referendum in un bar con una cara amica che probabilmente voterà no, concordavamo almeno su un fatto. Il voto referendario non può essere disgiunto dal giudizio sul governo. E' un voto binomio. Fatto della somma di due parti, entrambe con un proprio peso specifico. Per questo, al di la delle dichiarazioni retoriche, ognuno dovrà fare una doppia valutazione. Dovrà decidere se questa riforma costituzionale lo convince oppure no. Poi dovrà chiedersi se vuole mandare avanti questa esperienza di governo oppure no. Quindi dovrà combinare le due risposte e vedere che esito viene fuori. Se escono due si, votare sarà facile. Così come se compaiono due no. I guai si presentano per quelli che rispondono con un si e con un no. Molti uomini di destra e diversi grillini si trovano in questa situazione contrastata, mentre nel centrosinistra c'è più compattezza sia sul no che sul si. Penso quindi che sarà l'ItaIia di centrodestra a determinare l'esito del referendum, come hanno dimostrato le parole confuse e alla fine ritrattate di Berlusconi.
martedì 22 novembre 2016
La posizione di Camilleri sul referendum mi fa riflettere ma non cambiare idea
Anche il padre del commissario Montalbano si è schierato sul referendum. E lo ha fatto col suo stile efficace, fermo ed incisivo. Per lui il bicameralismo è importante. Quindi va mantenuto. Il Senato deve controllare la Camera. Ma a parte questa, altre obiezioni alla riforma non ne presenta. Il giudizio su Renzi invece è durissimo: una sentenza inappellabile o almeno così appare nell'intervista di ieri al corrierone (che ho letto sul sito on line di MicroMega).
Sono parole inequivocabili, che fanno riflettere. Per l'autorevolezza dell'uomo che le ha pronunciate. Per la simpatia e per l'affetto che Camilleri ispira.
Tuttavia anche le sue parole e la sua testimonianza vanno valutate nel merito.
Anche il padre del commissario Montalbano si è schierato sul referendum. E lo ha fatto col suo stile efficace, fermo ed incisivo. Per lui il bicameralismo è importante. Quindi va mantenuto. Il Senato deve controllare la Camera. Ma a parte questa, altre obiezioni alla riforma non ne presenta. Il giudizio su Renzi invece è durissimo: una sentenza inappellabile o almeno così appare nell'intervista di ieri al corrierone (che ho letto sul sito on line di MicroMega).
Sono parole inequivocabili, che fanno riflettere. Per l'autorevolezza dell'uomo che le ha pronunciate. Per la simpatia e per l'affetto che Camilleri ispira.
Tuttavia anche le sue parole e la sua testimonianza vanno valutate nel merito.
Michele è una forza della natura
E solo lui poteva organizzare una mostra e uno strepitoso ciclo di eventi e di libri sull'alluvione di Pontedera come quello che ha preso avvio il 4 novembre. Oggi ha inaugurato e illustrato con infinita pazienza al Museo Piaggio la mostra fotografica, mentre sabato prossimo in biblioteca presenterà un libro enciclopedico sull'alluvione pontederese del '66 con oltre 150 immagini inedite che Michele ha scovate in ogni dove. Ora siccome nessuno dice mai grazie a Michele per questo incredibile lavoro di setacciamento e conservazione delle fonti documentarie che lui fa, beh un bel GRAZIE voglio dirglielo io. Grazie Michele (e Valentina).
E solo lui poteva organizzare una mostra e uno strepitoso ciclo di eventi e di libri sull'alluvione di Pontedera come quello che ha preso avvio il 4 novembre. Oggi ha inaugurato e illustrato con infinita pazienza al Museo Piaggio la mostra fotografica, mentre sabato prossimo in biblioteca presenterà un libro enciclopedico sull'alluvione pontederese del '66 con oltre 150 immagini inedite che Michele ha scovate in ogni dove. Ora siccome nessuno dice mai grazie a Michele per questo incredibile lavoro di setacciamento e conservazione delle fonti documentarie che lui fa, beh un bel GRAZIE voglio dirglielo io. Grazie Michele (e Valentina).
venerdì 11 novembre 2016
7 motivi per cui il No dei militanti pd al referendum è follia pura
1 Uomini e donne che hanno militato e militano in un partito non possono votare al referendum contro le indicazioni della stragrande maggioranza del proprio partito e dei propri gruppi parlamentari. Un uomo che è stato segretario di quello stesso partito non può battersi per far sconfiggere il proprio partito. Se lo fa, che politico è?
2 chi ha votato in parlamento per due volte a favore della riforma costituzionale non può organizzare la resistenza a ciò che ha da poco votato. La coerenza forse non è una virtù, ma neppure un optional.
3 i compagni non possono votare contro il loro primo ministro, senza dare la sensazione al paese che il loro leader, quello che ha vinto le primarie e conquistato legittimamente il partito ed altrettanto legittimamente è diventato primo ministro, con il voto anche dei loro parlamentari, sia una persona pericolosa per la democrazia, tanto pericoloso da volerlo vedere sconfitto e scaraventato nella polvere insieme al suo che poi è anche il loro partito.
4 i compagni non possono aver creduto fideisticamente in gioventù nel centralismo democratico e ora scoprirsi improvvisamente libertari, eretici e individualisti.
5 i compagni non possono fare come hanno fatto a roma, ovvero buttare giù renzi come il sindaco marino, e poi pensare che gli italiani nel segreto delle prossime urne non se ne ricordino e buttino giù loro e tutto il loro partito.
6 ma davvero bisogna ricordare ai compagni che chi parla male del proprio convento non è un buon frate?
7 e infine i compagni sono così ansiosi di voler spalancare le porte di palazzo chigi a Grillo e a Di Majo? Per quale ragione?
mercoledì 9 novembre 2016
Trump o della resilienza
Donald mette a dura prova il concetto e soprattutto la pratica della resilienza. Eppure bisogna fare un bel respiro, contare fino a dieci, meditare sulla frase di Hegel che piaceva tanto anche a Marcuse e che diceva che tutto ciò che è reale è razionale, cacciare via certi cattivi pensieri che il Bobby Solo della politica americana fa lievitare anche nel più bendisposto degli uomini e.... cominciare a pensare a come trarre giovamento anche dall'elezione di Donald. Non sarà facile, ma ci dobbiamo sforzare. Del resto, a dirsela proprio tutta, il vero problema non è Donald, ma chi lo ha votato. Chi è? Cosa pensa? Che problemi ha? E si parla di decine di milioni di persone della più popolosa e più longeva democrazia del pianeta. Vale la pena di riflettere bene prima di aprire bocca.
Donald mette a dura prova il concetto e soprattutto la pratica della resilienza. Eppure bisogna fare un bel respiro, contare fino a dieci, meditare sulla frase di Hegel che piaceva tanto anche a Marcuse e che diceva che tutto ciò che è reale è razionale, cacciare via certi cattivi pensieri che il Bobby Solo della politica americana fa lievitare anche nel più bendisposto degli uomini e.... cominciare a pensare a come trarre giovamento anche dall'elezione di Donald. Non sarà facile, ma ci dobbiamo sforzare. Del resto, a dirsela proprio tutta, il vero problema non è Donald, ma chi lo ha votato. Chi è? Cosa pensa? Che problemi ha? E si parla di decine di milioni di persone della più popolosa e più longeva democrazia del pianeta. Vale la pena di riflettere bene prima di aprire bocca.
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