domenica 20 maggio 2018

Berlusconi riabilitato
Leggo diversi commenti in questi giorni sulla riabilitazione di Berlusconi. Sembra che l'ex condannato ed espulso dal parlamento sia ex lege oltre che riabilitato diventato un agnellino. Di più. Un innocente perseguitato.
E allora per un attimo penso a cosa potrebbe pensare di questo Berlusconi riabilitato e innocente il padre di una giovane soubrette che fosse in questi giorni invitata a cena, ovviamente da sola, ad Arcore, testa a testa col riabilitato B. per un colloquio di lavoro. Ovviamente.  O cosa rimuginerebbe nella testa e nel cuore il marito o il compagno di vita di una giovane cantante sempre invitata ad Arcore per un colloquio di lavoro sempre dal riabilitato B. Certo B. è stato riabilitato, può essere rieletto in parlamento, forse ci tornerà, ma mi piacerebbe guardarlo negli occhi quell'italiano che manderebbe ad Arcore tutto giulivo una sua figlia o una sua giovane moglie o anche una sua compagna di vita, con invito a cena, ovviamente per un colloquio di lavoro. Per lavoro, si capisce bene. Col riabilitato.

venerdì 18 maggio 2018

Perché essere felice quando puoi essere normale / Jeanette Winterson, Mondadori, 2012, pp.206

Di solito sono i bibliotecari a consigliare libri ai ragazzi e ai loro prof. Ma questo libro e la sua straordinaria autrice mi sono stati suggeriti invece da una studentessa del Liceo Montale che l'aveva scoperto per caso (?), in un progetto di promozione della lettura che l'ha portata con la sua classe in libreria a scegliere un libro da leggere, e poi l'ha letto, lo ha fatto suo e lo ha esposto in un incontro pubblico con tanto entusiasmo e trasporto, che mi sono sentito obbligato a prendere un appunto, a cercare il libro e a leggerlo a mia volta.
E devo dire che l'impressione di forza e coinvolgimento che mi aveva lasciato il passa parola delle studentessa, si è trasformato nello stupore della lettura e nella scoperta di una matura scrittrice inglese (nel 2012 la Winterson aveva 53 anni) che ci racconta una biografia dolorosa, folle, intensa e vibrante. Abbandonata a poche settimanale dalla nascita, l'Autrice viene adottata da una coppia che professa una religione molto rigorosa e dietro cui si nascondono un uomo ed una donna con una molteplicità di problemi relazionali  piuttosto elevati, oltre un discreto livello di follia e di delirio, stando almeno alla testimonianza dell'A.. La povertà materiale si mescola così ad una incredibile ma realistica stramberia mentale dei genitori adottivi che produce qualcosa che va oltre l'anaffettività e che sembra sconfinare in una forma di stupidità comportamentale grave.
La bambina, a cui la madre adottiva dice di essere una scelta sbagliata ("il diavolo ci ha guidato verso la culla sbagliata"), cresce, accudita da una nevrotica, paranoica, con la fissa dei diavoli, delle voci, delle preghiere, delle citazioni della bibbia, il tutto condito da un insano rapporto (o meglio "non rapporto") di coppia.
Ma la piccola Jaenette si aggrappa ad una disperata voglia di vivere e alla storie e i proverbi, spesso pescati dalla Bibbia, che, masticati e vissuti tra assurdità e comportamenti borderline, riempiono il suo immaginario. La bambina scopre presto il piacere della lettura e, essendo alla periferia di Manchester, si imbatte in una biblioteca pubblica (e lì decide di leggere tutti gli autori della narrativa inglese dalla A alla Z). E per quanto il suo carattere, forgiato dal sentirsi, e ben a ragione, una figlia indesiderata e per niente amata, sia difficile, aspro e duro, riesce a salvarsi o almeno a sopravvive all'inverno antropologico in cui è stata scaraventata attraverso la lettura e la scrittura.
Tra che c'è, Jeanette scopre anche la sua omosessualità (forse come la madre adottiva?) e a praticarla e questo ovviamente contribuisce a complicare il suo doloroso vissuto familiare, ma allo stesso tempo ad ancorarlo ad alcune certezze, così da ricavarne forza e capacità di resistenza. La diversità è un altro fattore che la salva. O almeno l'aiuta e le fornisce un senso e una strategia per sopravvivere.
Inteso il rapporto con la biblioteca civica del sobborgo di Manchester che la ragazzina scopre e frequenta fino da piccola. Efficaci le pennellate che dedica alla scuola pubblica che frequenta negli anni '60 e '70 fino alla conquista della borsa di studio per Oxford. Colorato e vivido è tutto il periodo di costruzione di sè fino a quando riesce a scrivere il suo primo romanzo autobiografico, a pubblicarlo, ecc. ecc.
Ma questo duro e inquietante romanzo autobiografico va oltre il piacere della lettura e della scrittura che salva la (e dà un senso alla) vita. Il racconto si spinge a descrivere la via che porta l'A. a rintracciare la madre naturale, a scoprire di avere sorelle e fratelli, a ricostruire la storia della madre naturale e a tentare di costruire una relazione con lei.
Lo definirei un libro dolcemente e ferocemente amaro, quello che l'A. ci consegna senza nascondersi. Senza nasconderci i suoi difetti, oltre a quelli delle persone e del mondo in cui la sua storia si è forgiata e scorre. Con una forza e una intensità emotiva davvero straordinaria. Pensandosi come individuo, certo, ma dentro un ambiente agito da forze collettive, dentro una classe sociale, in uno stato "civile" ed evoluto come è l'Inghilterra del secondo dopoguerra. Se non suonasse troppo retorico, mi augurerei che il libro avesse davvero molti lettori, perché le cose che dice e il modo come le dice stimolano ad una riflessione inconsueta e aiutano a riflettere sulla costruzione di sé e sul senso del mondo.
Ancora su "Frazioni e Sezioni. Ricordi di scuola e di politica" / di Angelo Frosini, La conchiglia di Santiago (editore), 2018, pp.167, 15€

Ho partecipato a due presentazioni del libro di racconti di Angelo Frosini che il prof di matematica ed ex sindaco di San Miniato ha dedicato alla sua lunga militanza scolastica e politica. La prima iniziata in Sardegna alla fine degli anni '70 si concluderà al Liceo Marconi il 1/9/2018. La seconda, quella politica, che lo ha visto segretario del PCI, PDS, DS di San Miniato e poi sindaco DS e poi PD dal 1999 al 2009, è culminata, temporaneamente, nell'abbandono del PD nel 2017 per approdare a soggetti politici e a schieramenti organizzativi più consoni alla formazione e ai sentimenti egualitari e di sinistra da sempre sostenuti da Angelo Frosini.
Il libro racconta, attraverso 53 racconti, alcuni brevissimi e fulminanti, altri più distesi e allungati, questa doppia vita di professore e di persona impegnata in politica che per dieci anni interrompe l'insegnamento scolastico per amministrare il proprio comune e gestire le relazioni politiche sul territorio.
La scuola che ci restituisce Frosini è quella della relazioni umane. Quella che tratteggia le figure dei presidi e degli allievi, i colleghi e le interazioni che si creano nei passaggi macchina e nelle convivenze lontano da casa. La puntualità nell'arrivare in classe la mattina e nello spostarsi fulmineamente da una classe all'altra al cambio ora. La quasi maniacale puntualità nel correggere i compiti e riportarli in classe pochi giorni dopo la loro compilazione.
Ma nello snocciolare questa storia apparentemente minore della scuola, l'A. tira fuori personaggi e chiama in ballo individui di diverse carature e consistenza: dall'allenatore (e tanti anni fa insegnante di ginnastica) Renzo Ulivieri al cugino di Giancarlo Antonioni, dal suo inesistente "gemello" (che gli serve per prendere in giro alcuni suoi allievi) al dirigente scolastico con cui litiga, urla e poi si riappacifica, su su fino a disegnare, in maniera realistica (nulla del testo dichiara l'A. è inventato) una squadra di colleghi con cui, per periodi brevi o lunghi, ha condiviso la vita scolastica scolastica spicciola.
In parallelo corrono la politica e gli incontri e le battute con D'Alema (sulle tazzine di caffè da non consumare dopo le 15), con Bersani (sui cantuccini di Federigo), con Veltroni (di cui l'A. finse di essere, per un giorno, l'uomo della scorta), con Matteo Renzi (multato dai vigili di San Miniato sulla FIPILI) e con tanti altri. E ancora: tra i racconti spicca quello della partecipazione dell'A. ai funerali di Berlinguer nel 1984, insieme a quello dove ricorda il lavoro di volontario svolto alla festa nazionale del PCI a Tirrenia e le tante feste dell'Unità organizzate e vissute come militante a San Miniato.
Mirabile il raccontino dedicato ad un Andrea Camilleri che lo stesso Frosini iscrive tra gli scrutatori del Partito a San Miniato per consentirgli di votare al referendum contro l'abuso delle pubblicità in TV.
Impossibile citare tutte le chicche che contiene il volume. Tra queste però la storia de "La fila più corta" che porterà l'A. ad iscriversi a matematica dopo aver pensato di fare giurisprudenza e magari entrare nel pool di Mani Pulite emerge per forza emblematica.
La penna di Frosini è lieve, delicata, ironica ed autoironica. La scrittura è scarna, essenziale, coerente, sincera. Onesta. Descrive un mondo ed una storia lunga quarant'anni, quasi sempre col sorriso sulle labbra. Dovendola collocare, dire che sta nel novero del "bozzettismo" toscano, ma con molti livelli di profondità e di letture. E a tratti sa andare oltre.
Bene ha fatto l'editore Andrea Mancini, una volta ricevuti i primi racconti, ad incoraggiare e sostenere le stampa di un opera che, nata forse come omaggio e regalo ai colleghi insegnanti e ai compagni di viaggio, si è rivelata ed è molto, molto, di più di una testimonianza.

sabato 5 maggio 2018

Caro Presidente della Repubblica,
dopo le elezioni lei ha solo il compito di trovare l'uomo giusto che costruisca un buon governo e che ottenga la fiducia delle due Camere.
Per questo dopo il primo giro di consultazioni avrebbe dovuto dare mandato all'uomo che le sembrava piu capace di provare a formare un governo e inviarlo a cercare la fiducia del Parlamento, promuovendo un chiaro dibattito politico a Montecitorio e poi al Senato. In quelle sedi tutti i gruppi parlamentari si sarebbero espressi e poi avrebbero votato. Col 51% dei parlamentari favorevoli sarebbe nato il governo. Con un voto meno no.  Se il primo candidato e il primo governo non ce l'avesse fatta, poteva provare con un secondo e con un terzo, chiedendo eventualmente di variare le combinazioni.
Anche in ambito scientifico si procede per prove e tentativi.
Questo percorso è più rispettoso sia del dettato della Costituzione che del fatto che siamo una repubblica parlamentare bicamerale. Per conseguenza il dibattito politico dovrebbe svolgersi prevalentemente in Parlamento, alla luce del sole, e non negli studi televisivi, nelle sedi di partito o sui cellulari. Ma perché questo accada occorre che tutti facciano con precisione la loro parte, definita per altro con chiarezza dalla Costituzione.
Gli italiani, votando, hanno scelto i loro rappresentanti. Ora lei dovrebbe individuare quello che le sembra il candidato migliore, dargli un incarico pieno, valutare le sue proposte di ministri e consentirgli di andare davanti alle Camere.
Il resto è un problema del Parlamento.
Se dopo diversi tentativi il Parlamento non trovasse la soluzione, il problema tornerebbe nelle sue mani. Ma prima faccia misurare qualche candidato con le Aule parlamentari.
Con stima e simpatia
Roberto Cerri

domenica 29 aprile 2018

Frazioni e Sezioni / di Angelo Frosini.
Presentazione molto partecipata, a San Miniato, ieri pomeriggio, quella del libro che Angelo Frosini ha scritto per fissare e tramandare episodi, avvenimenti e insegnamenti che hanno caratterizzato la sua vita di docente di matematica, di politico e di amministratore comunale. Nonostante la stampa locale avesse ignorato l'evento, oltre un centinaio di persone si sono accalcate nell'aula Pacis di San Domenico per ascoltare i commenti e aggiungere qualche episodio e qualche aneddoto ai 53 racconti che l'autore ha distillato sotto il titolo “Frazioni e Sezioni. Racconti di scuola e di politica” (edito da “La Conchiglia di Santiago”, 15€). L'avvio è toccato ad Andrea Mancini, che, in qualità di editore, ha raccontato i tratti essenziali del libro che ha costruito insieme all'autore, partendo dall'idea di mettere insieme un piccolo omaggio ironico e divertente per i colleghi insegnanti che il pensionando Angelo si appresta a salutare. Letto il materiale, Mancini e altri amici hanno semplicemente incoraggiato il Prof a dare ancora più forza alle sue storie scolastiche e politiche. Si è così giunti ad un prodotto godibilissimo, che non ha perso smalto, ironia e leggerezza, ma semmai ha assunto un valore ancora più emblematico e significativo e non solo nel contesto locale (tant'è che sarà presentato a maggio al Salone del Libro di Torino nello stand della Regione Toscana con la presenza e i commenti di Enrico Rossi).
E con l'ironia e l'autoironia sormiona e bonaria dell'Autore ha giocato Pilade Cantini, cantastorie, scrittore, poeta, animatore culturale e politico di lungo corso, che ha letto un gustoso racconto con al centro una serie di parole pronunciate alla Buchmesse di Francoforte dal sindaco Frosini, in un misto di italiano e di tedesco, un idioma definito da uno dei presenti alla Fiera “alla Benigni”.
A commentare invece i ricordi politici dell'ex sindaco di San Miniato è stato Paolo Fontanelli, già sindaco di Pisa oltre che ex parlamentare del PD e oggi esponente di LeU. Fontanelli, oltre a parlare delle doti autoironiche di Angelo, ha insistito molto sul ruolo pubblico del sindaco e sulla dignità di aspetti apparentemente marginali come quello di saper indossare la fascia tricolore solo nelle occasioni istituzionali, senza abusarne quindi. Naturalmente in questa parte della presentazione è uscita  qualche salace battuta sull'attualità politica ed è stata ricordata la polemica sull'autovelox in superstrada che collegò il giovane Renzi, allora presidente della Provincia di Firenze, al comune di San Miniato.
Dalla politica si è poi tornati verso la scuola. Così, dopo aver letto il brano in cui si narra di come Angelo prese la decisione di iscriversi alla facoltà di matematica, la parola è passata alla studentessa del Liceo Marconi Giulia Fontanelli, la quale ha raccontato che cosa significa avere a che fare con un prof pignolo e puntuale come Angelo e di come l'esempio di un docente che riportava i compiti corretti in pochissimi giorni e si faceva trovare in classe sempre puntualissimo all'inizio della lezione l'avesse stimolata ad impegnarsi e avesse rappresentato un punto di riferimento con cui confrontarsi e, perchè no?, un esempio da imitare.
Infine la prof Cristina Giorgi, docente al Liceo Marconi di San Miniato, ha disegnato un breve ironico ritratto del collega con uno specifico riferimento all'impegno di Angelo nel settore dell'orientamento scolastico; un impegno che lo stesso Frosini richiama in un paio di racconti del libro. Tra le osservazioni della prof è poi uscito fuori anche un pizzico di invidia per la puntualità di Angelo  nella riconsegna dei compiti, impresa, a dire il vero, un po' più ardua per in insegnante di lettere qual è la prof Giorgi. Angelo ha concordato.
Dopo gli interventi previsti e alcune repliche dello stesso Autore, sono seguiti i ricordi e le riflessioni di tanti altri amici, colleghi, collaboratori, dagli ex sindaci Alfonso Lippi e Ivan Mencacci, da Laura Cavallini a Calugi  a Grazia Messerini, da Morena Lotti a Daniel Pescini e tanti altri di cui mi scuso di non ricordare i nomi. Ma tra le battute più ganze che si sono ascoltate ieri pomeriggio ci sono quelle dell'allenatore Renzo Ulivieri, il quale se ha impietosamente infierito su Angelo definendolo come calciatore e terzino un'autentica schiappa, ha però aggiunto che come sindaco ha fatto parte di una bella tradizione, dopo di lui " purtroppo bruscamente interrotta". L'ultimo intervento è toccato a Vittorio Gasparri, già operaio e sindacalista alla Piaggio di Pontedera, il quale, partendo da un racconto di Angelo dedicato ai funerali di Enrico Berlinguer, ha detto che era lieto di aver partecipato ad un evento così denso di significati e ha aggiunto che avrebbe comprato due copie del volume, una per sé e una per farne omaggio all'attuale sindaco di San Miniato.

mercoledì 25 aprile 2018

Che ne sarà del Pd

Secondo me militanti ed esponenti del Pd dovrebbero decidere se vogliono stare in una forza di Sinistra o in un soggetto politico di Centro-Sinistra (CS).
Le due opzioni non sono la stessa cosa. Un soggetto politico di CS è più ampio e contiene anche componenti moderate con cui va negoziata un'appartenenza. Ma va ben al di là di un soggetto solo di Sinistra, per altro in un'epoca in cui, come dimostrano anche i risultati in diversi paesi europei, essere di Sinistra non è particolarmente attrattivo per gli elettorati.
Il Cs costituisce un soggetto plurale e meno ideologico. Con tutti i pro e tutti i contro che questo si porta dietro.
Una forza solo di Sinistra può invece essere più compatta,  più ideologica, forse più chiara nelle proprie scelte, ma meno ampia per attrazione.
A mio avviso la scissione del Pd ha spostato il baricentro politico del Pd verso il centro.
Una rifondazione del Pd come soggetto solo di Sinistra (o comunque a trazione di Sinistra) potrebbe avvenire solo se l'attuale maggioranza di esponenti del partito (con vari livelli di responsabilità nel partito e nelle istituzioni) collassasse e vi fosse un rientro in massa di tutti i fuoriusciti.
Cosa che non mi pare probabile. Non a breve, comunque.
Aggiungo che io auspico che i fuoriusciti rientrino, in massa, e che il Pd sappia ritrovare un equilibrio tra componenti moderate e componenti di Sinistra. Perché la forza del Pd sta, a mio avviso, nell'essere un partito "popolare" che tiene insieme le ragioni di tante parti della società, con una forte attenzione alla democrazia e quindi agli interessi di tutti, scansando la demagogia e il populismo, anche quello di Sinistra.

lunedì 23 aprile 2018

Io e il Papu  / Luigi Garlando, Rizzoli, 2017

Ovvero Papa Francesco spiegato ai ragazzi. Perchè di questo tratta il romanzo pensato per giovani lettori (fascia 11-15). Di provare a spiegare un Papa apparentemente semplice e grande comunicatore ai ragazzi che dovrebbero essere il massimo della semplicità. Il tutto però in un mondo complicato, caotico e pieno di insidie, dove gli uomini parlano mille lingue, comprese quelle delle figurine Panini. Il tutto in un mondo che trasuda incertezza, insicurezza e mette ansia. Il tutto dove persone innocenti possono essere feriti dalla cattiveria degli altri e smettere di parlare e di comunicare.
E' davvero una bella impresa quella di cui si è caricato il giornalista sportivo con la passione per la narrativa per ragazzi, Garlando. Spiegare la complicatezza dei grandi personaggi e dei grandi eventi della storia e della contemporaneità alle persone che di complicatezza e di complessità hanno, per ragioni biovgrafiche, un'esperienza limitata.
Questa, che coinvolge il vicario di Cristo sulla terra, è una delle trame romanzate per leggere la biografia di una grande anima tra le più riuscite, o almeno così mi sembra.
Certo "Io e il Papu" resta un libro per bambini "colti", anche se il gioco delle figurine Panini come lingua veicolare tra l'anziano Papa e il piccolo Arcadio sembra una trovata veramente efficace (ma almeno per l'adulto richiede un livello di attenzione doppio rispetto alle parole ordinarie). E la stessa lettura del libro pare richiedere un qualche accompagnamento adulto.
Mi auguro che bravi e motivati insegnanti riescano ad utilizzare strumenti narrativi come i testi prodotti da Garlandi e che lo stesso facciano i genitori sensibili, in grado davvero di aiutare giovani lettori a crescere e magari crescendo anche loro come lettori già adulti insieme ai propri studenti e ai propri figli.