Il sindaco ha pubblicato un post su uno dei suoi profili in cui se la prende con un vecchietto narcisista e rompiscatole che critica le attività della pubblica amministrazione e quindi anche lui e lo fa più per ragioni e velleità personali che per motivazioni concrete o politiche. Il vecchietto da transenna secondo il Sindaco non sa quanto sia complicata e dura l’arte di amministrare un comune e quindi si lamenta snobisticamente e inutilmente.
venerdì 8 dicembre 2023
IL SINDACO E IL VECCHIETTO DA TASTIERA
LA GINESTRA COMMENTATATA E RECITATA DA MARIO BIAGINI
Sala Cieslak strapiena ieri sera, al Teatro Era, per la lettura della “Ginestra” di Leopardi realizzata dall’attore Mario Biagini. Anche se l’incremento del 40% del programma teatrale non era stato annunciato nella conferenza stampa di fine ottobre (+4 spettacoli oltre i 10 annunciati), anche se l’incremento di questi spettacoli dicembrini non ha goduto di alcuna vera promozione (posso sbagliarmi, ma non ho visto in questi giorni neppure la distribuzione di materiale informativo per la città), il tam tam fatto dagli amici di Casa Teatro e dal neonato gruppo di sostegno al Teatro Era ha favorito comunque la rapida circolazione della notizia e stasera gli 84 posti della sala Cieslak erano tutti occupati. Non certo merito dell’organizzazione centrale (che ieri sera non è riuscita neppure a garantire l’apertura del bar interno, una cosa evidentemente troppo complicata da programmare), ma merito delle forze locali, a cominciare da quelle espressione diretta dall’amministrazione comunale che deve aver spinto molto e con grinta, rispetto al centro, per conquistare questi spettacoli aggiuntivi, rivelando una dinamica centro (Firenze)- periferia (Pontedera) di sapore granducale.
IL TEATRO PONTEDERESE: DA AVVENTURA A ISTITUZIONE
Davanti ad un pubblico curioso e attento, con un’età media tra i 60 e i 70 anni e punte fino a 93, Carla Pollastrelli ha raccontato alcune chicche della sua avventura teatrale, ed in particolare di traduttrice delle opere teatrali di Grotowski e di persona che accompagnava Grotowski nei suoi soggiorni e lavori italiani e pontederesi. La studiosa di lingua polacca ci ha raccontato come nel ‘77 arrivo’ a Pontedera e fu incorporata nel Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale, dove lavorò, come organizzatrice di eventi e spettacoli, con Roberto Bacci e con Dario Marconcini. A quel tempo il teatro sperimentale si faceva per lo più nelle piazze e per le strade, oppure, in inverno, nella Palestra comunale di via Marconcini, ha ricordato Pollastrelli. E il CSRT di Pontedera aveva una sede sgangherata e con un solo telefono nella dependance della Villa Comunale. Fu solo nel ‘79, con l’arrivo di un importante spettacolo di Grotowski, che il “Centro”, nome con cui ormai tutti a Pontedera chiamavano il CRST, affittò una sede in via Manzoni risistemando a spazio teatrale una vecchia azienda dei Pasquinucci. Li, al primo piano di via Manzoni, il CSRT ebbe una sede sufficientemente dignitosa e lì si consolidò la stagione teatrale che aveva preso il via alla metà degli anni ‘70 e che in un ventennio avrebbe portato a Pontedera alcuni tra i registi e gli attori più innovativi e sperimentali del teatro internazionale (Barba, Beck, ed altri). Tra il ‘75 e il ‘90, grazie al lavoro di Pollastrelli, Roberto Bacci, Luca Dini, Dario Marconcini e altri Pontedera divenne così uno dei luoghi in cui si faceva e soprattutto si ospitava il teatro sperimentale e d’avanguardia. In quegli anni la città si era conquistata una duplice fama su scala nazionale ed internazionale, ha detto Pollastrelli. A Firenze, a Milano e a New York Pontedera era nota infatti per le Vespe della Piaggio e per il Teatro sperimentale di via Manzoni. E via via l’organizzatrice teatrale ha regalato al pubblico numerosi aneddoti, incluso quello sull’incontro con Samuel Beckett e il ricevimento del prestigioso premio Ubu. E mano a mano che i ricordi riaffioravano e delineavano una grande stagione di sperimentazione teatrale di cui anche lei è stata protagonista, è stato sempre più chiaro perché si è passati da un teatro fatto per strada o nella gloriosa e consumata palestra di via Marconcini, prima alla Villa Crastan, poi al teatro di via Manzoni e infine a raggiungere il grandioso Teatro Era di via indipendenza. È stata una importante tradizione teatrale a sostenere un grande e forse eccessivamente ambizioso investimento edilizio. Così, ha commentato Pollastrelli, da una felice e straordinaria avventura giovanile (con pochi soldi, tanta arte di arrangiarsi e tanta voglia di fare, di sperimentare, di aprirsi al mondo, di incontri fortunati) si è poi passati ad una istituzione culturale consolidata quindi più rigida e più difficile da gestire. Meno avventurosa e meno libera, aggiungo io
AGGIRARE STANCA: QUANDO RIAPRIRÀ VIA MAESTRI DEL LAVORO?
Come è noto via Maestri del Lavoro e i parcheggi intorno alla biblioteca Gronchi furono chiusi e transennati improvvisamente ad inizio agosto 2022 con ordinanza del Sindaco per ragioni di sicurezza. Insieme fu chiusa la biblioteca. Una sassata sui lettori. Poi, a seguito anche di vivaci proteste, la biblioteca fu riaperta un anno fa, mentre il passaggio di via Maestri del lavoro rimase chiuso. E chiuso è rimasto. UN ANNO E MEZZO DI CHIUSURA E NON SI VEDE LA FINE.
DOVE STA ANDANDO IL PALP?
PALP nasce nel 2016 nell’ex Palazzo pretorio. È uno spazio espositivo, realizzato e aperto al pubblico dal sindaco Millozzi e dalla sua assessora alla cultura Liviana Canovai. Obiettivo? Recuperare uno dei pochissimi palazzi storici di Pontedera e puntare ad inserire la città e il suo centro nel circuito delle città d’arte, con un occhio di riguardo anche all’arte contemporanea, tentando qualche sinergia col Museo Piaggio. Il tutto puntando ad attrarre turisti ed acquirenti per i nostri negozi.
PALP: parte la nuova mostra.
Stamani il vecchietto da tastiera è andato al PALP per dare un'occhiata alla nuova mostra annunciata in pompa magna dall’amministrazione comunale e dal suo sindaco che l’ha fortemente voluta e finanziata, affidandone la regia all’architetto Bartalini e la gestione alla Fondazione cultura.
venerdì 1 dicembre 2023
ECUBA o dell’essere tutti sconfitti e profughi.
Giovanna Daddi, diretta da Dario Marconcini, che ha curato la riduzione delle tragedia “Le Troiane” e la regia, ci ha regalato un’Ecuba intensa, dolorosa, straordinaria, trascinandola dalla coste di una Turchia arcaica nel nostro rumoroso secolo XXI. Un’Ecuba già regina, strappata alla sua città, al suo popolo disfatto, ai suoi affetti straziati e trascinata in schiavitù da qualche parte. In Grecia. In Italia. In fondo al mare. Lontano dalla sua casa. Preda dei vincitori (ma ci sono vincitori?). Straziata dal dolore per i figli assassinati. Impossibilitata perfino a seppellire il nipote Astianatte. Violata in tutti i modi possibili. Dolorante e dolente. Rappresentante di un mondo di profughi, esuli, espulsi, violentati che bussa alle nostre porte e ci chiede aiuto. Che invoca pietà.