mercoledì 8 giugno 2016

LE ISTITUZIONI E LE ASSOCIAZIONI CULTURALI DI PONTEDERA POTREBBERO ESSERE UN SISTEMA DI ECCELLENZA.

Nella giornata dedicata alla Biblioteca e ai libri, Diversi Equi Libri presenta anche una serie di associazioni culturali di Pontedera che si raccontano attraverso le loro attività e le loro azioni. Molti dicono che a Pontedera non si fa e non succede mai nulla. Bene. Una sessantina di associazioni culturali proveranno a smentire queste affermazioni. Ovviamente tutte non ci saranno, ma chi verrà proverà a spiegare perché Pontedera costituisce una città straordinariamente ricca di associazioni culturali e di iniziative. Non a caso così viene percepita da chi arriva da fuori. Un asse culturale straordinario e per molti versi unico è poi dato dall'insieme di enti e istituzioni che si affacciano su viale R. Piaggio.Semmai quello che manca è un dialogo fitto, serrato, continuo, tra tutte queste associazioni e istituzioni culturali. Un dialogo che faccia mettere ancora più a valore questa "concentrazione" culturale. Questo è di sicuro l'ulteriore passo da compiere. E la speranza è che Diversi Equi Libri contribuisca a fare un piccolo passo in questa direzione.




domenica 5 giugno 2016

LAVORO DI CITTADINANZA
Non riesco a capire perché si parli molto di reddito di cittadinanza e non di lavoro di cittadinanza. Se una persona non ha problemi fisici o mentali che gli impediscano di lavorare, il reddito se lo dovrebbe guadagnare. E se non ce la fa a guadagnarselo sul mercato o vincendo qualche concorso pubblico, gli enti pubblici dovrebbero offrire una serie di lavori di base, in grado di garantire a chi li accetta un reddito di cittadinanza. Un salario di serie B, ma sempre in cambio di una prestazione di lavoro. Perchè sempre di lavoro e non di pensione si dovrebbe trattare. Un pò come le famose buche di Keynes. Questi lavori potrebbero essere gestiti sul piano locale, ovvero dalle municipalità oppure dalle agenzie regionali e statali, ma essere finanziariamente a carico del Bilancio dello Stato ed essere tutti pagati con una somma analoga, come lavoro di serie B. Tipo 400 euro mensili in cambio di 25 ore settimanali di lavoro. Con queste quote lavoro ci si potrebbero fare un sacco di cose sul piano locale, regionale e statale, sopratutto se il fenomeno fosse gestito seriamente e non si riducesse ad una barzelletta dove nessuno controlla cosa viene fatto. Certo, darebbe origine ad un mercato del lavoro di secondo livello. La cosa andrebbe gestita con un accordo sindacale nazionale, ma senza ripetere la storia e le distorsioni dei lavori socialmente utili. Quello che si dovrebbe mettere su è lavoro di cittadinanza. Dovrebbe durare al massimo due o tre anni e accompagnare la persona verso la fascia più alta del mercato. Dovrebbe essere compatibile con corsi di riqualificazione e altri percorsi di questo tipo. Chi vuole avere un reddito più alto non dovrebbe restare nel limbo dei lavori di cittadinanza. Questi lavori potrebbero assomigliare ad una forma particolare di "servizio civile" ed essere gestiti (come quest'ultimo) per progetti. Il lavoro di cittadinanza dovrebbe  funzionare con regole certe e garantire un livello minimo di vita e di autonomia. Non dovrebbe però essere né una pensione, nè un vitalizio.
12 EDITORI DELLA PROVINCIA DI PISA ALLA FESTA DELLA BIBLIOTECA GRONCHI DI PONTEDERA

12 editori della provincia di Pisa propongono le loro novità editoriali sabato 11 giugno alla Biblioteca Gronchi di Pontedera (ore 11-20). Si tratta di un mercato specifico ma molto interessante che si inserisce bene nell'evoluzione del panorama editoriale italiano e toscano. L'offerta di nuovi libri è estremamente varia. Si va dai libri di arte ai gialli, dal teatro ai racconti per ragazzi. Dalle chicche di storia locale ai romanzi e ai racconti. Il tutto collegato agli interessi di questo territorio, che però è sempre di più un frammento di un grande insieme globalizzato. Un'occasione per scoprire rarità e unicità. Difficilmente recensiti su grandi giornali, i libri dei nostri editori (Bandecchi e Vivaldi, Bibliografia e informazione, CLD, Campanila, Giovane Africa edizioni, Grandevetro, Istos Editore, Marchetti Editore, Matithyah di Grazia Batini, Tagete e Titivillus) costituiscono un'offerta che vale la pena di conoscere per leggere solo i testi migliori. Migliori ovviamente per ciascuno di noi.





sabato 4 giugno 2016

Mariama Ba - Le poche cose che so di lei. Una nuova traduzione di "Una così lunga lettera" (Giovane Africa Edizioni).

Grazie alla cortesia e ai suggerimenti di Giuseppe Cecconi, che della casa editrice Giovane Africa Edizioni è l'ideatore e l'animatore, ho potuto leggere la nuova traduzione del testo di Mariama Ba, Una così lunga lettera. Si tratta di una bella prova di scrittura e di riflessione di una donna africana sul suo destino di donna, di figlia, di moglie, di madre, di membro di una famiglia, dentro una grande famiglia senegalese. Una riflessione di spessore di una scrittrice poco nota in Italia e forse in Senegal (ma qui azzardo perchè non so veramente nulla di quello che leggono in Senegal). 
Mariama Ba è una scrittrice che fa riflettere noi toubab, ma che ovviamente fa pensare e riflettere ancora di più e soprattutto i senegalesi di cui esprime le emozioni, i sentimenti, i modi di essere nel profondo e nella quotidianità. 
Il testo è stato scritto alla fine degli anni settanta ed è uscito postumo, in francese, nei primi anni '80. Ne esisteva già una traduzione, ma adesso Giovane Africa Edizioni lo ha ritradotto, dando, credo, ancora più forza e più luce alle parole. Ne esce una riflessione di sicuro più complessa e interessante. E molto attuale, se filtrata attraverso quella specie di caleidoscopio che è la globalizzazione della condizione umana, con al centro lo specifico femminile.
Si tratta di un testo, per altro relativamente breve e messo giù in forma discorsiva, abbordabile da tutti. Ma, mi ripeto, con un particolare valore per il mondo femminile. Per le donne senegalesi, ma anche nigeriane o di altre etnie che sono venute a vivere e a lavorare qui e che potrebbero leggerlo, almeno quelle che abitano da noi, con una doppia valenza e traendone un doppio profitto. Lo potrebbero leggere come testo per capire e approfondire la loro cultura e come testo per padroneggiare meglio la lingua italiana con cui hanno a che fare tutti i giorni quando escono di casa  si confrontano con le persone che incontrano.
Mi auguro anche che il testo di Mariama Ba (una storia dal sapore autobiografico), magari insieme ad un altro suo romanzo ancora più arioso come La sposa bianca di Ousmane, possa essere letto dai ragazzi e della ragazze delle nostre scuole superiori, qualunque sia la loro origine sociale e culturale. E alcuni studenti forse potrebbero analizzare l'opera letteraria di Mariama Ba con particolare attenzione, facendone oggetto di un percorso di conoscenza che potrebbe avere ancora altre sfaccettature.
Sì, davvero me lo auguro.
Concludo che anche questo testo sarà presentato nell'ambito della manifestazione DIVERSI EQUI LIBRI, sabato 11 giugno alle 17, alla Biblioteca Gronchi
Maurizio de Giovanni a Peccioli il 9 giugno

Un evento importante si svolgerà a Peccioli  tra il 9 e 10 giugno. Un incontro con uno scrittore che va per la maggiore in questo momento in Italia e che nel primo quindicennio del '900 ha pubblicato un giallo dietro l'altro con un ritmo mozzafiato e tutta un'altra serie di appuntamenti su giollo, crime story e dintorni.
Il successo generale è di sicuro arrivato a Maurizio de Giovanni, almeno per quanto ne so io, con il giallo intitolato "I Bastardi di Pizzofalcone", ma a vedere la sua bibliografia è frutto di un intenso certosino lavoro.
Credo che sia una fortuna poterlo avere dalle nostre parti e un po' invidio il "colpaccio" messo a segno dagli amici di Peccioli, che hanno costruito davvero un bell'evento.
Per tutti i cultori del giallo e delle crime stories penso che il 9 sera sia un'occasione da non perdere.




ROBERTO BOLDRINI, MARTI E I SOCIALISTI PONTEDERESI DEL PRIMO '900

Sabato 11 giugno in biblioteca (che è anche la sede dell'Archivio storico), a Pontedera, ci sarà la presentazione del libro di Roberto Boldrini, "Tra Marti e Palaia dal 1898 al 1915" (edito nel 2016). Direte voi: che cosa c'entrano Boldrini, Marti e Palaia con la storia di Pontedera? Per entrarci ci entrano pareccchio, perchè uno dei protagonisti della storia che Roberto Boldrini ci racconta, con la sua abilità di assiduo spulciatore di vecchie carte e la penna brillante del giornalista che ama farsi leggere, si trova anche la storia di un giovane brillante avvocato di origine borghese che, fuoriuscito da una illustre famiglia pontederese di fede liberale monarchica, si fa socialista, anzi guida i socialisti alla conquista dei primi seggi in consiglio comunale a Pontedera e poi tenta addirittura nel 1909 e ancora nel 1913 di conquistare al grande e potente proprietario terriero Nello Toscanelli (sì proprio quello della villa della Cava) il seggio di parlamentare nel collegio uninominale di Pontedera. Insomma anche se nel titolo non c'è scritto, un bel pezzo della storia di Marti e di Palaja passa anche da Pontedera o almeno dal socialismo pontederese del primo novecento. Questo giovane avvocato socialista chiuderà la sua vicenda politica con una specie di colpo di teatro al momento dello scoppio della guerra. Nel secondo dopoguerra a questo brillante avvocato "socialista" ci si rivolgerà per verificare se era disponibile ad assumere la carica di sindaco, subito dopo il passaggio della guerra e del fronte, ottenendone però un rifiuto. Complessità degli uomini, del mondo e della storia.



venerdì 3 giugno 2016

DIVERSI EQUI LIBRI - Pontedera sabato 11 giugno - ore 19 - Spazio Futuro

In attesa di ascoltare la presentazione che il prof. Dario Danti farà di Io come Pinocchio di Yuri Leoncini (un'autrice), mi permetto di anticipare, avendolo letto e avendo scambiato sul libro anche qualche osservazione con la sua editrice, Elena Marchetti, che il testo merita.
E' un lavoro rapido, un romanzo breve o un racconto lungo, che ha al centro il tema del bullismo, dell'amore e un'altra cosa che accompagna la giovinezza (e non solo): il senso civico. Il senso di stare dentro una comunità e di starci con le responsabilità che questo stare comporta. Un senso che va imparato, acquisito faticosamente e forse dolorosamente, e che ci consente di diventare, dopo il percorso, persone e non solo maschere.
Si tratta di un percorso che non può essere dato per scontato e che non procede solo in avanti, ma anche all'indietro.
Dentro il romanzo ci sono molte storie. Tutte o quasi dolorose. C'è tanto vuoto e tanta difficoltà di vivere. Ma qui mi fermo per non rivelare troppo. Potrebbe essere un testo interessante per i giovani 14-17. Un libro da leggere con la mente accesa. Ne uscirebbero di sicuro riflessioni molto singolari.