martedì 26 maggio 2026

PRODI A PONTEDERA PER SOSTENERE IL RIARMO EUROPEO

Capita che le ACLI pontederesi e la TAVOLA DELLA PACE della Valdera, sostenute da diversi comuni della zona e col patrocinio del Comune di Pontedera, organizzino un dibattito sulla “politica della difesa europea” e chiamino a sostenere le tesi del RIARMO europeo Romano Prodi.

Ora si dà il caso che Romano Prodi sia stato, tra le altre cose, il presidente della Commissione Europea (1999-2004) proprio quando la NATO decise di inglobare nel proprio impero “pacifico”, dopo il collasso dell’Urss, gli stati europei dell’est. E si dà il caso che quando la NATO “suggerì” all’Unione Europea di inserire gli stessi stati anche dentro l’UE, Prodi obbedì senza prevedere (?) le conseguenze geopolitiche di quella mossa. Così Polonia, Ungheria, repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia, Lettonia e Lituania, durante la sua presidenza della Commissione, divennero anche membri della UE.

Ma l'inserimento nella NATO e nella UE degli ex paesi del patto di Varsavia non piacque molto alla Russia putiniana e lo stesso Papa Francesco qualche annetto dopo (scoppiata la guerra in Ucraina) stigmatizzò la “pacifica” avanzata di NATO e UE verso Est, usando la metafora dei famosi cani che erano andati ad abbaiare alle porte del Cremlino.

Quanto a Prodi, dopo l’avvio del conflitto in Ucraina e dopo il mutamento delle posizioni Usa nei confronti della Russia, è stato tra i primi a riprendere la proposta di costruire un forte esercito europeo ovviamente accompagnato da una adeguata politica di RIARMO.

“Se l’Europa avesse avuto nel 2022 un proprio forte esercito, Putin non avrebbe attaccato l’Ucraina”, ha ripetuto più volte Prodi negli ultimi tempi. E qualcosa del genere immagino ridirà anche al Teatro Era.

In questo modo l’ex leader dell’Ulivo e della Commissione UE si dimostra fedele al motto degli antichi romani “si vis pacem, para bellum", ma al tempo stesso si rivela distante anni luce dalle dichiarazioni contro la guerra di papa Francesco e di Papa Leone XIV che in quel motto latino non si sono mai riconosciuti.

“Non si chiami 'difesa' un RIARMO che aumenta tensione e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”. Questo ha detto Leone XIV pochi giorni fa in Sapienza a Roma. Parole forti e inequivocabili.

Ora non sarà certo un agnostico come me a sottolineare che il cattolico Prodi sembra più propenso ad ascoltare le parole dei Cesari che non quelle dei vicari di Cristo. Tocca a lui a vedersela con la propria coscienza. Così come toccherà a chi lo ha invitato a parlare a Pontedera di esercito europeo fare i conti con la propria.

Mi auguro solo che i PACIFISTI pontederesi esplicitino un pacifico e rispettoso dissenso contro le posizioni RIARMISTE sostenute anche da Prodi, sposando in toto le parole di Leone XIV.

“Non si chiami 'difesa' un RIARMO che aumenta tensione e insicurezza..”. Parole simili a specchi, su cui non è possibile arrampicarsi per giustificare alcuna forma di RIARMO. Anche se certo qualcuno ci proverà.

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