Ho letto per curiosità l’ambizioso libretto di Riccardo Stagliano' sulla necessità di “Tassare i milionari” (Einaudi, 2026, p.158) per fare funzionare meglio il welfare state a vantaggio di tutti e soprattutto della popolazione più povera della Nazione. L’autore, giornalista d’inchiesta e critico sociale, scrive sul Venerdì di Repubblica e in queste pagine si pone domande molto interessanti sulla deriva di diversi paesi occidentali. Obiettivi del libro: costruire sia una analisi della società capitalistica e delle sue diseguaglianze (sulla scia di un pensiero critico che da Marx arriva a Stiglitz, Piketty e Zucman); sia individuare i rimedi e le soluzioni per ridurre i divari sociali, con esempi concreti, dettagliati e misurabili. Tra le bestie nere del libro, la flat tax che toglie ai poveri per dare ai ricchi.
In piccolo, il volume è una sorta di “Manuale del perfetto neocomunista” e quindi riprendere i temi della lotta di classe, cercando di fornire argomenti per un cambio importante della società da ottenere soprattutto attraverso un uso progressivo della tassazione sulla casa, sui titoli azionari e su altri beni posseduti dai milionari. Arrivando fino quasi a suggerire una revisione dei valori catastali, che in un paese con l’81 per cento di proprietari di appartamenti è veramente una scelta coraggiosissima.
Il testo contiene anche una critica esplicita della postura e delle politiche del PD, specialmente in materia di tassazione; politiche che Stagliano' giudica troppo prudenti e poco incisive (figlie della “egemonia renziana” ancora presente nel partito).
L’autore esamina la letteratura internazionale (incluse le posizioni Ocse e FMI) a sostegno delle sue tesi e si pone domande intriganti sul perché i poveri oggi spesso votino per i ricchi, i quali ovviamente sono contrari alla tassazione progressiva, una tassazione che dovrebbe colpire con efficacia solo lo 0,1% della popolazione che possiede patrimoni milionari.
Insomma si tratta di un volume utile per capire la società presente e che contiene davvero una miriade di annotazioni stimolanti sui salari, sui redditi e sulla distribuzione della ricchezza.
Il libretto è ben scritto e molto chiaro. Ma ideologicamente schierato. La sua bestia nera è ovviamente il pensiero (e la pratica) neoliberista. La speranza che contiene è quella di una resurrezione egualitaria, almeno socialista, alla Bernie Sanders, di cui però oggi non ci sono presenze forti nel parterre politico europeo di centro-sinistra (a parte davvero poche eccezioni).
Lo sconsiglio ai lettori di centro destra, tranne a quelli particolarmente sensibili alle tematiche sociali.
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