sabato 30 maggio 2026

PERCHÉ SERVE UN’UCRAINA NEUTRALE

La Russia ha aggredito l’Ucraina commettendo un crimine internazionale? Si.

La Russia è uno stato canaglia e imperialista in mano ad una pericolosa oligarchia? Vero.

La Russia conduce una guerra che colpisce deliberatamente anche i civili? È così.

L'Ucraina va aiutata a difendersi? Si. È quello che la UE sta facendo da più di 4 anni. 

Si aiuterebbe meglio l’Ucraina portandola nella NATO e nella UE? NO. Questo sarebbe un grave errore.

Perché? 

Perché portare l’Ucraina nella NATO e nella UE vorrebbe dire scommettere sulla capitolazione della Russia e rischiare, come sta accadendo da oltre 4 anni, di impantanarsi in una guerra sempre più lunga e devastante, destinata a fare danni gravissimi all’Ucraina e alla stessa Europa, la quale sarà costretta a riarmarsi sempre di più.

Non solo. Se l’Ucraina continuerà a combattere diventerà il paese più nazionalista e militarizzato d’Europa e inevitabilmente nelle UE giocherà un ruolo sempre più militarista e nazionalista.

Perciò se la Russia, come è probabile, non capitolerà, se Putin non sparirà dalla scena (o se sarà sostituito da qualcuno simile o anche peggio di lui), se insomma Mosca reggerà (anche con l’aiuto della Cina e dell'atteggiamento ambiguo degli Usa), questo potrebbe cronicizzare il conflitto, obbligando gli europei ad un costoso RIARMO di lunga gittata, dando fiato a tutte le forze nazionaliste, azzoppando le democrazie europee più fragili e facendo pagare sia all’Europa che alla Russia un prezzo assai oneroso per il conflitto. Oltre tutto mantenendo una situazione di tensione e di frattura tra Russia e Europa. 

Oppure, Dio non voglia, questo pericoloso gioco d’azzardo potrebbe scatenare la follia di uno dei contendenti e dare vita ad un conflitto atomico, le cui conseguenze sarebbero terribili.

Per questo l’obiettivo è quello di sanare il prima possibile la situazione aperta con la guerra russo-ucraina, garantire certo la sicurezza e l’indipendenza degli ucraini, ma senza pretendere di sconfiggere i russi e cercando con questi ultimi un accordo strategico di lungo periodo. 

Per farlo occorre proporre la NEUTRALITÀ dell’Ucraina.

L’Ucraina quindi non dovrebbe quindi essere né ammessa nella NATO, nè nella UE. Ma aiutata dall’esterno.

La partita che si gioca in questi anni sul suolo ucraino inciderà sulla vita dei nostri figli e nipoti, perché la frattura che si è aperta nel cuore dell’Europa è profonda e lacerante. Evitiamo di farla crescere.

Per questo serve curare rapidamente la ferita e provare a ricostruire una convivenza civile, ridimensionando le pulsioni identitarie e nazionaliste.

Per farlo serve un’Europa consapevole che punti sulla pace e non sul RIARMO. Che non voglia vincere, né punire i russi. Un’Europa realista che sappia mediare e ricucire. Soprattutto ricucire, come un bravo chirurgo, magari ispirandosi al pacifismo umanitario di Gino Strada. Magari ascoltando le parole di Leone XIV che ha detto:

“Non si chiami 'difesa' un RIARMO che aumenta tensione e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”.

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